"Spero di usare la testa quando vado a fare pugilato": Hadjar torna dall'infortunio ed è subito podio a Baku

'Spero di usare la testa quando vado a fare pugilato': Hadjar torna dall'infortunio ed è subito podio a Baku
Pubblicità
Rientro da sogno per Isack Hadjar al GP d'Azerbaijan: dopo sei settimane di stop per l'infortunio al polso, il pilota Red Bull conquista il terzo posto a Baku. "Con gli aggiornamenti la macchina ha fatto un passo avanti. Per me è come il mio vero primo podio", le sue parole nel post-gara.
26 settembre 2026

Un rientro dal sapore di vittoria. Dopo sei settimane di stop forzato a causa di una frattura al polso, che lo ha costretto a saltare gli appuntamenti di Zandvoort, Monza e Madrid oltre la pausa estiva, Isack Hadjar è tornato al volante della Red Bull firmando una prestazione impeccabile nelle strade di Baku. Il giovane talento franco-algerino ha conquistato un eccezionale terzo posto nel Gran Premio d'Azerbaijan, festeggiando il secondo podio della sua stagione. Un risultato non scontato, arrivato al termine di un weekend gestito con grande maturità e approccio metodico su uno dei tracciati cittadini più insidiosi del calendario.

Naviga su Automoto.it senza pubblicità
1 euro al mese

Intervistato al termine della corsa, Hadjar ha espresso tutta la sua soddisfazione per un ritorno arrivato nel momento e nelle condizioni ideali: "Devo dire che sono rientrato al momento giusto, sia dal punto di vista dell'infortunio, sia per quanto riguarda le capacità della macchina. Per come avevo lasciato la vettura a Budapest non ero davvero soddisfatto, ma tornare e trovare un netto passo avanti fa un gran bell'effetto. Per quanto riguarda l'approccio, ci sono andato davvero cauto durante tutto il weekend, perché questa è una pista molto impegnativa su cui rientrare e non volevo finire contro il muro. L'approccio è stato ottimo e mi ha portato fino a questo terzo posto. Oltre a questo non potevo fare molto di meglio".

Lo stop di un mese e mezzo è pesato non poco sul ritmo gara e sulla routine del pilota, che ha paragonato l'assenza a una vera e propria pausa invernale fuori stagione: "È passato un bel po' di tempo, mi è sembrato di aver fatto quasi una pausa invernale completa, che non è esattamente quello che desideri a metà stagione. Mi è mancata da morire l'adrenalina, quei giri in Q3, le ripartenze... È fantastico tornare a lottare con gli altri piloti, è ciò che amo fare". Non è mancata poi una battuta d'ironia sulle cause dell'infortunio rimediato durante un allenamento di boxe: "Spero solo di usare un po' di più la testa la prossima volta che vado a fare pugilato".

Durante il regime di Safety Car, i lettori di telemetria e i fan hanno ascoltato un team radio in cui Hadjar segnalava vibrazioni anomale alla trasmissione. Un piccolo spavento gestito però nel migliore dei modi fino alla bandiera a scacchi: "Faceva parecchio rumore e sentivo molte vibrazioni, ero un po' in ansia a essere sincero. Non ero del tutto sicuro, ma è andato tutto bene fino alla fine. Vedremo nei controlli se si trattava solo di un rumore insignificante o di qualcosa di concreto".

A fare la differenza nel weekend azero è stato soprattutto il pacchetto di aggiornamenti portati dalla Red Bull, che ha restituito al pilota la fiducia necessaria in staccata e nell'inserimento in curva: "Baku è una pista molto specifica con un asfalto particolare, ma per quanto mi riguarda, il bilanciamento a centro curva fin dal primo giro nelle FP1 mi ha fatto pensare: 'Ok, promette bene'. Nella seconda metà del tracciato ci manca ancora qualcosa rispetto alla Mercedes, senza dubbio. Però, per quanto riguarda la guidabilità in staccata, rispetto a Budapest la macchina ha fatto un deciso passo avanti e sono davvero soddisfatto".

In vista del prossimo appuntamento a Sepang, la prestazione di Baku lascia in eredità una profonda consapevolezza dei propri mezzi e del potenziale della vettura: "Questo weekend mi dà molta fiducia. In fin dei conti, il podio di Monaco è stato sì un podio, ma non per puro passo o perché mi fossi qualificato tra i primi tre. Questa mi è sembrata la prima volta con il team in cui sono riuscito a mettere insieme un weekend davvero pulito e a guadagnarmi la strada verso il podio lottando in pista. Per me è come se fosse il vero primo podio, ed è un'ottima carica per le prossime gare".

Il terzo posto di Baku restituisce alla Red Bull un Isack Hadjar affamato, maturo e perfettamente ristabilito. Superare un'assenza prolungata e rientrare subito ai vertici su un tracciato impervio come quello azero dimostra non solo le qualità velocistiche del giovane talento, ma anche la solidità mentale necessaria per stare nei top team. Con gli aggiornamenti tecnici che sembrano aver imboccato la giusta direzione e una ritrovata intesa con la vettura, il prosieguo di stagione promette di essere un banco di prova fondamentale.

Pubblicità