F1. Sta iniziando una nuova era Verstappen? La Red Bull RB22 ora è la macchina da battere

F1. Sta iniziando una nuova era Verstappen? La Red Bull RB22 ora è la macchina da battere
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Baku, Sepang e Singapore hanno mostrato una Red Bull profondamente diversa da quella di inizio stagione. Motore, aerodinamica e aggiornamenti hanno restituito a Verstappen una vettura con cui fare nuovamente paura. E potrebbe essere soltanto l'inizio
15 ottobre 2026

Siamo all’alba di una nuova era targata Max Verstappen? Viene da chiederselo, dopo una tripletta asiatica che ha incoronato la Red Bull RB22 come la nuova vettura da battere nella stagione 2026 di Formula 1. Baku, Sepang, Singapore: circuiti parecchio diversi tra loro, su cui Verstappen è arrivato a mezzo secondo da cogliere tre successi consecutivi. Che Max sia in grado di surclassare la concorrenza con la giusta monoposto non è un mistero da tempo. Quello che stupisce è, invece, il lavoro svolto a Milton Keynes sotto vari punti di vista.

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Il primo, per nulla scontato, è merito della visione di Christian Horner. Personaggio indubbiamente controverso, ma capace di spingere la Red Bull verso un orizzonte che pochi immaginavano possibile, diventare costruttori in Formula 1. Era un’impresa titanica, ma con uno sforzo notevole sia a livello di infrastrutture che di risorse umane – con un’intelligente campagna di acquisti che ha attinto talenti soprattutto da HPP, il polo dei propulsori di Mercedes – sono state poste le basi per quello che vediamo oggi.

Che non fosse semplice portare in pista un motore competitivo con un regolamento tecnico così complesso lo dimostra la fragilità di progetti sviluppati da costruttori di lunghissima data. La Red Bull non solo ha surclassato l’altro motorista esordiente, Audi, ma è riuscita a fare la differenza anche nei confronti di mostri sacri come Ferrari e Honda. Secondo le valutazioni della FIA per l’ADUO, è di Red Bull il motore endotermico migliore. E anche se viene da pensare che Mercedes. forte del suo vantaggio prestazionale, possa essersi contenuta per ottenere i benefici dell’ADUO, la forza della power unit Red Bull è apprezzabile.

Negli ultimi weekend di gara la Red Bull RB22 è stata la vettura che ha espresso la maggiore velocità di punta. È sicuramente la misura del motore, ma non solo. È anche questione di efficienza aerodinamica. Quanto questo fattore pesi sul dritto lo dimostra il caso della McLaren MCL40, che pur essendo dotata del motore Mercedes finisce per essere penalizzata dal suo drag eccessivo. Ma che la RB22 abbia fatto un salto in avanti in termini di efficienza aerodinamica lo dimostra anche il comportamento della vettura in curva.

Oggi la RB22 è efficace anche nell’affrontare i cambi di direzione ad alta e media velocità, dove prima invece faticava. È il segno dell’apprezzabile miglioramento dovuto al recente pacchetto di aggiornamenti adottato dalla vettura di Milton Keynes. Un salto di qualità, questo, che ha sicuramente galvanizzato Verstappen, consentendogli di fare una differenza più marcata sul compagno di squadra, Isaac Hadjar. Quando il picco prestazionale della monoposto sale, vale lo stesso per le performance del quattro volte campione del mondo. Anche nel contesto di un regolamento tecnico che non è fatto per esaltare le qualità di guida di Verstappen.

È grazie a questo aggiornamento se la Red Bull RB22 è diventata la macchina da battere. Ma questo upgrade, come confermato dal team principal Laurent Mekies dopo Singapore, è l’ultimo del 2026. Non è detto che i valori in campo siano destinati a rimanere gli stessi, visto che da un lato la Ferrari porterà un pacchetto a brevissimo e dall’altro la Mercedes deve capire cosa fare con il suo massiccio pacchetto di aggiornamenti, finora più controproducente che altro. Ma la partita di oggi è fondamentale anche per il prossimo anno.

Azzeccare gli ultimi pacchetti di aggiornamenti vuol dire, di fatto, aver imboccato la strada giusta per il prosieguo di un ciclo tecnico che vedrà inevitabilmente una convergenza verso le soluzioni tecniche migliori. E non è detto che chi si è distinto agli albori del nuovo regolamento possa farlo anche successivamente. I progetti migliori all’inizio possono finire per plafonare prima degli altri, in fondo. È una maratona, e non uno sprint, la corsa allo sviluppo, specie in un quadro normativo così complesso. La Red Bull può essere soddisfatta della progressione nel 2026, ma per il 2027 ci sono un paio di criticità.

La prima è legata alle infrastrutture. La scuderia di Milton Keynes ha una galleria del vento ormai obsoleta, un handicap con cui dovrà fare i conti finché non sarà pronta la nuova. I problemi di correlazione che ne derivano sono risaputi, e evidenti anche nell’economia di molti weekend di gara, con assetti ribaltati tra venerdì e sabato. La seconda riguarda sia il modo in cui la scalata di marcia va a imbizzarrire la vettura che la poca reattività della power unit in partenza. Sono variabili che hanno un’importanza non da poco.

Sono queste le fragilità che dovranno essere sistemate nel prosieguo dell’era di Laurent Mekies, confermato ieri fino al 2031 Un’iniezione di fiducia più che meritata per un leader che non potrebbe essere più diverso da chi l’ha preceduto. È una guida gentile, quella di Mekies, sempre misurato nel modo in cui si esprime, soprattutto sul proprio contributo alla causa. Ma ricca di quella voglia di spingere sempre sull’acceleratore che contraddistingue anche Max Verstappen, pronto a scrivere nuove pagine di successo se messo nelle condizioni di farlo.

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