Antonelli da sogno verso il titolo mondiale, ma la Red Bull fa paura: il capolavoro del motore Ford e il caos FIA a Singapore

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Dalla zampata di Antonelli alla rinascita Red Bull con il motore Ford, fino all'errore di Hamilton, al chiarimento di Horner e al pasticcio FIA nella qualifica Sprint. L'analisi del GP di Singapore 2026 su You Tube
14 ottobre 2026

Sotto i riflettori di Marina Bay, la Formula 1 ha mandato in scena un Gran Premio di Singapore ad altissima intensità emotiva e tecnica. A prendersi la copertina e gli applausi del paddock è stato Andrea Kimi Antonelli, protagonista di una prova d'autore che riaccende con prepotenza il dibattito sulla corsa al titolo mondiale. Tra le pieghe di un tracciato cittadino che non concede appelli e punisce la minima sbavatura contro il cemento, il giovane talento italiano ha mostrato una maturità impressionante, gestendo ritmi e degrado gomma con la freddezza di chi ormai appartiene a pieno titolo all'élite della massima categoria.

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L'unico cono d'ombra su una stagione straordinaria continua tuttavia a essere rappresentato dai track limits, un peccato di gioventù che anche a Singapore lo ha visto rischiare grosso. In gara, infatti, Antonelli è stato graziato dalla direzione gara per un soffio dopo aver collezionato avvertimenti al limite del regolamento sulle righe bianche del tracciato asiatico. La questione non è sfuggita al team principal della Mercedes, Toto Wolff, che nel paddock ha stemperato la tensione con la sua solita ironia pungente, regalando una battuta diventata subito virale: "La prossima volta gli metterò un cuscino sotto il sedere per farlo vedere meglio fuori dall'abitacolo!". Battuta a parte, Wolff ha anche sottolineato la complessità nel gestire il duello interno tra Antonelli e Russell, rivelando un retroscena evocativo: "Farò tesoro del consiglio che Prost mi diede su Senna", a dimostrazione di quanto in casa Mercedes la tensione da titolo stia salendo alle stelle con i 102 punti che separano i due piloti. E per Kimi già ad Austin sarà tempo del primo match point per il titolo.

Ma la notte di Singapore non si è limitata ad incoronare la prestazione di Antonelli: ha portato alla luce un vero e proprio rebus tecnico all'interno del box di Brackley. Se da un lato la W17 ha confermato di possedere picchi di prestazione assoluti, dall'altro continua a mostrare una finestra di utilizzo estremamente stretta ed enigmatica con il nuovo pacchetto, che mette a dura prova ingegneri e piloti nel trovare il bilanciamento ideale lungo tutto l'arco del fine settimana. Tra la ricerca del retrotreno perfetto e una gestione termica delle coperture che varia al variare dell'umidità, il lavoro per rendere la vettura costante resta imponente.

Sullo sfondo dei muretti asiatici non sono mancati neppure i colpi di scena tra i grandi veterani. Lewis Hamilton si è reso protagonista di un errore veniale ma pesante nell'economia del suo weekend, arrivando a scusarsi apertamente con la squadra per essere entrato in rotta di collisione con la strategia ideale sotto Virtual Safety Car, mancando l'imbocco dei box e scivolando fino al sesto posto finale. Un gesto di grande umiltà e leadership che conferma la tensione di questo finale di stagione, dove anche i campionissimi spingono oltre il limite.

Accanto a queste dinamiche, si fa sempre più prepotente il ritorno al vertice della Red Bull, che si candida a pieni voti come il vero team da battere in questo finale di campionato. La ritrovata competitività del pacchetto vettura della RB22 ha finalmente permesso ai piloti di scaricare a terra tutto il potenziale del motore — la prima power unit realizzata internamente a Milton Keynes con il supporto strategico di Ford. Quella che all'inizio del nuovo regolamento sembrava la follia di un motorista al debutto si è trasformata in una realtà vincente e temibile, capace di mettere insieme due vittorie consecutive.

A far discutere fuori dalla pista sono state poi le recenti dichiarazioni di Christian Horner. L'ex team principal della Red Bull — intervenuto per chiarire le sue parole sulla Ferrari e la sua velata autocandidatura come possibile successore di Fred Vasseur — ha fatto un netto passo indietro. Horner ha spiegato come le sue frasi fossero state decontestualizzate, riconoscendo che Vasseur sta facendo un buon lavoro a Maranello e ricordando con un pizzico d'orgoglio il legame con la sua ex squadra: "Dopo Singapore mi hanno persino ringraziato".

A completare un fine settimana tesissimo ci ha pensato infine la direzione gara. La qualifica Sprint è stata infatti teatro di un vero e proprio pasticcio regolamentare e operativo firmato FIA, che ha sollevato non poche perplessità tra le squadre e gli appassionati. Tra decisioni tardive, la gestione controversa dell'Overtake Mode e tempistiche di uscita dai box a singhiozzo, la Federazione è finita nuovamente al centro delle polemiche, lasciando l'amaro in bocca a chi si aspettava una gestione più trasparente in un momento così cruciale del weekend.

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