Il podio di Singapore e l'addio 'forzato' a Verstappen: perché Lambiase cede le cuffie e chi prenderà il suo posto

Il podio di Singapore e l'addio 'forzato' a Verstappen: perché Lambiase cede le cuffie e chi prenderà il suo posto
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Dopo la festa sul podio a Singapore, scatta il passaggio di consegne nel box Red Bull: Gianpiero Lambiase cederà le comunicazioni via radio a Tom Hart nelle prossime gare. Ecco le ragioni della scelta e il futuro dell'ingegnere verso la McLaren
14 ottobre 2026

Quello di Singapore è stato potenzialmente l’ultimo podio di un iconico duo della Formula 1. Con la vittoria del Gran Premio a Marina Bay — la seconda consecutiva — Max Verstappen ha voluto ringraziare pubblicamente quella che possiamo definire la persona più importante nel paddock per lui. Una figura essenziale nella carriera dell’olandese perché, fianco a fianco, i due hanno mosso i primi passi in questo mondo, creando un rapporto quasi simbiotico che si è rivelato fondamentale per gestire le fasi più complesse di questi dieci anni all’interno del Circus. Parliamo, ovviamente, di Gianpiero Lambiase.

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Quando Max Verstappen ha debuttato in Formula 1 ormai quasi un decennio fa, nelle sue cuffie c'era già la voce di GP, come viene chiamato dagli addetti ai lavori nell'ambiente. Origini chiaramente italiane per Lambiase, ma una crescita professionale in territorio inglese che lo ha portato a diventare uno degli ingegneri di pista più titolati della storia del motorsport. È entrato nella famiglia Red Bull proprio come l’olandese nel 2016: in punta di piedi, ma facendosi subito riconoscere per i suoi team radio. Perché se Max rappresentava l’animo effervescente della coppia, il famoso Mad Max, Gianpiero era l'altra faccia della medaglia, capace di tenere un giovane Verstappen con i piedi per terra. È stato lui il razionale che Max ha sviluppato nel tempo — pur mantenendo i suoi tratti distintivi di irriverenza — andando a consolidare la coppia. Un legame che supera il normale ambito lavorativo tra pilota e ingegnere di pista: i due sono come fratelli d'asfalto, capaci ormai di capirsi anche nei silenzi. Lo ha dimostrato chiaramente la gara di Singapore, dove Verstappen ha dovuto affrontare un problema alla radio che gli rendeva impossibile farsi comprendere. Lambiase, tuttavia, sapeva esattamente di cosa avesse bisogno il suo pilota. Sa cosa gli serve in gara per andare forte in pista, ma sa anche come tenere a bada i bollenti spiriti di un perfezionista come Max. Perché GP è forse l’unico nel paddock a potersi arrogare il diritto di sgridare Verstappen.

Come tutte le belle storie, però, anche questa è destinata a concludersi presto. Ma come ogni favola che si rispetti, avrà il suo lieto fine. Perché — come annunciato dai diretti interessati — Lambiase entro il 2028 lascerà il blu Red Bull per vestirsi dell'arancione McLaren. Un passaggio chiave nella carriera di GP, che andrà a ricoprire il ruolo di responsabile delle operazioni di gara della squadra di Woking, lavorando al fianco del team principal Andrea Stella. Quest'ultimo, non potendo più gestire da solo la grande mole di lavoro e di responsabilità attuali, ha cercato una figura fidata e affidabile a cui affidare la gestione della parte più complessa di un team di Formula 1: le operazioni in pista. E se Lambiase è riuscito a gestire un carattere caldo come quello di Max Verstappen, saprà sicuramente fare bene anche in McLaren, considerando che a Milton Keynes coordinava già tutti gli ingegneri della squadra. Zak Brown, al momento dell’annuncio, ha chiarito che Lambiase inizierà a lavorare a Woking “non prima del 2028”. In Formula 1, infatti, occorre rispettare una regola ben precisa.

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Il gardening leave — o "periodo di giardinaggio" — nel motorsport è una clausola contrattuale che impone a un ingegnere, tecnico o manager di primo piano di rimanere inattivo per un determinato lasso di tempo (spesso da sei mesi a oltre un anno) tra l'uscita da una squadra e l'ingresso in un team rivale. Durante questa pausa forzata, il professionista continua a percepire lo stipendio ma gli viene precluso qualsiasi accesso ai dati, alle strutture e alle attività della squadra uscente: l'obiettivo è far sì che le informazioni strategiche, i segreti tecnici e il know-how recente diventino superati prima che possano essere messi a disposizione della nuova scuderia. Con Lambiase intenzionato a fare il suo ingresso in McLaren entro il 2028, i suoi giorni a Milton Keynes stanno dunque ufficialmente giungendo al termine.

Il suo non sarà comunque un addio repentino, bensì un processo graduale. Mentre Tom McCullough sarà il nuovo responsabile delle corse, già lo scorso luglio il nome di Tom Hart ha iniziato a circolare nel paddock con una conferma quasi matematica come sostituto di Lambiase a partire dal 2027. Presente all'interno del team di ingegneri di Milton Keynes dal 2020, Tom Hart ha ricoperto per anni il fondamentale ruolo di performance engineer al fianco di Verstappen e Lambiase. Una figura dal profilo tecnico elevatissimo che ha lavorato a stretto contatto con l'olandese nell'ottimizzazione del setup e nell'analisi dei dati di telemetria, guadagnandosi la totale stima dell'equipaggio. Nonostante un accordo già impostato con la Williams nei mesi scorsi, la dirigenza Red Bull ha voluto trattenere a tutti i costi Hart promuovendolo a ingegnere di pista titolare, proprio per offrire a Verstappen la massima continuità interna con un volto fidato.

È dunque arrivato il momento del passaggio di consegne tra Lambiase e Hart, o per meglio dire, di un passaggio di cuffie. Già nelle prove libere del Gran Premio d’Italia a Monza, Hart ha svolto il ruolo di ingegnere di pista di Verstappen. Secondo quanto appreso da PlanetF1.com, durante questo periodo di transizione Hart tornerà a comunicare in radio con Max nel prossimo appuntamento stagionale negli Stati Uniti, ad Austin, e successivamente in Brasile e a Las Vegas. GP sarà comunque presente a tutti e tre gli eventi, per poi tornare a vestire per l'ultima volta i panni di ingegnere di pista di Max nelle tappe conclusive della stagione in Qatar e ad Abu Dhabi, salvo stravolgimenti del calendario.

Dato che la McLaren starebbe spingendo per accelerare i tempi d'addio alla Red Bull, Verstappen ha voluto ringraziare pubblicamente il suo ingegnere di pista di lungo corso chiamandolo al suo fianco sul podio per festeggiare la vittoria a Singapore. Non è dato sapere se sarà l’ultima affermazione per la coppia, visto l’ottimo momento di forma della RB22, ma è stata sicuramente l'ultima apparizione di GP sul gradino più alto per ritirare il trofeo assegnato al costruttore vincitore in veste di uomo Red Bull. "Ricordo che l'anno scorso a Las Vegas mi disse: 'Questa potrebbe essere l'ultima volta che salgo sul podio'. Gli dissi: 'Non dire sciocchezze, vinceremo molto di più'. Ma credo di essermi quasi portato sfortuna da solo. E sì, è stato davvero bello che lo abbiano mandato su. Certo, sappiamo tutti che se ne andrà, ma penso che sia stato molto speciale condividere il podio qui su una pista che non avevamo vinto insieme. Quindi è stato molto bello vederlo lassù", ha commentato Verstappen al termine della gara. “Forse era contento che la radio non funzionasse! Non potevo dire nulla”, ha scherzato Verstappen nel post-gara di Marina Bay riferendosi ai problemi di comunicazione. “A un certo punto ha provato a farmi qualche domanda in codice e credo abbia capito bene cosa intendessi o cosa non avessi fatto. Ma non è mai una situazione piacevole”. Un episodio che ha fornito una prova tangibile, anche ai più scettici, di quanto Max e GP costituiscano una coppia straordinariamente affiatata sul lavoro.

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