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Le indiscrezioni e le speculazioni che si rincorrevano da tempo sul possibile ritorno del motorsport nel continente africano sono diventate ufficialmente realtà. A partire dai primi anni del prossimo decennio, il Gran Premio d'Africa farà il suo ingresso nel calendario iridato con un accordo decennale, portando la F1 a toccare tutti i cinque continenti abitati del pianeta. Si tratta di un passaggio storico: la Formula 1 mancava dall'Africa dal lontano 1993. Dopo anni di trattative e analisi volte a individuare il partner e il contesto ideale per garantire un progetto sostenibile e di livello mondiale, la scelta è ricaduta sul Ruanda.
Il teatro del nuovo Gran Premio sarà un autodromo di nuova concezione costruito a Bugesera, a circa 40 chilometri a sud della capitale Kigali e nelle immediate vicinanze del nuovo Aeroporto Internazionale. Progettato e realizzato secondo i rigidi standard di Grado 1 FIA, l'impianto sfrutterà i dislivelli naturali del terreno per offrire un layout sfidante per i piloti e spettacolare per i tifosi. Il progetto, promosso dal Rwanda Development Board, rientra in un piano integrato di sviluppo turistico, infrastrutturale e commerciale: l'obiettivo è rendere la struttura un hub attivo tutto l'anno per grandi eventi, conferenze e spettacoli. Negli ultimi anni, il Ruanda si è affermato come punto di riferimento africano per l'organizzazione di grandi manifestazioni sportive e istituzionali, dai Mondiali di ciclismo su strada UCI al Congresso FIFA, fino alle Assemblee e Premiazioni FIA 2024. L'arrivo della F1 rappresenta il coronamento di questa visione globale.
L'entusiasmo della Formula 1 e delle istituzioni coinvolte si riflette nelle parole dei principali leader del motorsport e del Paese ospitante. “Oggi è un momento storico per la Formula 1. Con l'ingresso del Ruanda nel calendario a partire dal prossimo decennio, il nostro sport gareggerà in ogni continente abitato, avvicinando il Campionato del Mondo come mai prima d'ora ai tifosi di tutto il pianeta. Questo va ben oltre l'ospitare un Gran Premio. Insieme possiamo creare benefici economici e sociali duraturi attraverso il turismo, gli investimenti, lo sviluppo delle competenze e la crescita delle imprese locali”, ha affermato Domenicali.
Paul Kagame, Presidente della Repubblica del Ruanda, non può che non essere orgoglioso del proprio operato per riportare la F1 nel continente: “Oggi appartiene all'Africa. Per oltre tre decenni, il principale campionato automobilistico del mondo ha gareggiato senza questo continente, e le cose cambiano con questo accordo. Molti dei nostri giovani meritano di vedere questo sport a casa propria e di vedersi protagonisti in esso: come ingegneri, tecnici, imprenditori e, un giorno, piloti”.
Se da un lato l'accordo rappresenta un passo fondamentale per il movimento automobilistico globale e una vittoria d'immagine ed economica per Kigali, dall'altro non manca un pizzico di rammarico per gli appassionati di storia del motorsport. Il grande escluso di questa trattativa è infatti lo storico circuito sudafricano di Kyalami. Teatro di ben 21 edizioni del Gran Premio del Sudafrica tra il 1967 e il 1993, la pista sudafricana è stata a lungo indicata come la candidata naturale per riportare il Circus in Africa. La decisione di puntare su un progetto ex novo in Ruanda lascia quindi a Kyalami l'amaro in bocca per una candidatura "snobbata", segnando definitivamente il cambio di passo della moderna F1 verso strutture d'avanguardia e mercati in forte espansione.