"Vale miliardi, ora anche la F1 ci mette la firma": la svolta per l’industria del motorsport italiano

'Vale miliardi, ora anche la F1 ci mette la firma': la svolta per l’industria del motorsport italiano
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Dal Forum ANFIA di Milano parte la nuova mappa dell'eccellenza italiana a due e quattro ruote: uno studio TEHA, con il supporto della F1, svelerà il valore reale di un comparto leader in Europa
14 ottobre 2026

Quanto pesa davvero il motorsport italiano, oltre ai risultati in pista? Le stime disponibili parlano di circa 2 miliardi di euro di fatturato annuo e 7.000-8.000 addetti, ma risalgono allo studio realizzato nel 2022 dalla Sezione Motorsport di ANFIA con il Politecnico di Torino. Ora l’associazione prepara una nuova mappatura del comparto: l’annuncio è arrivato al secondo ANFIA Motorsport Forum, organizzato il 14 ottobre 2026 all’Auditorium di Assolombarda, a Milano. A contribuire al progetto sarà anche la Formula 1.

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Che cosa farà F1 nello studio

Il nuovo lavoro, affidato a TEHA Group, riguarderà la filiera industriale nazionale del motorsport a due e quattro ruote. A presentarlo è stato Riccardo De Filippi, SVP e CEO Motorsport di Marelli e membro del Comitato di coordinamento della Sezione Motorsport di ANFIA. L’obiettivo è costruire una mappatura organica e quantitativa del settore. Nel comitato scientifico, insieme allo staff tecnico ANFIA e ai rappresentanti delle aziende partner, porterà il proprio contributo il team Data and Insights di F1: un coinvolgimento specifico nell’attività di studio, i cui risultati devono ancora essere elaborati.

Dalle corse a un asset industriale nazionale

La ricerca punta a rendere più leggibile il peso economico di un comparto composto prevalentemente da imprese medio-piccole di origine familiare, accanto ad alcuni grandi operatori internazionali. Secondo ANFIA, la filiera italiana è la più importante nell’Unione Europea dal punto di vista industriale. Il coordinatore della Sezione Motorsport, Massimiliano Marsiaj, ha spiegato che lo studio intende identificare il settore come «un vero asset industriale nazionale», evidenziandone l’impatto sull’occupazione ed export. Il traguardo è rafforzarne la rappresentanza presso le istituzioni italiane ed europee e sostenere politiche e incentivi mirati alla competitività.

Porsche: simulazione, elettrico e carburanti sintetici

Il Forum ha affrontato anche il trasferimento tecnologico tra competizioni e prodotti di serie. Intervistato dal pilota Luca Filippi, Thomas Laudenbach, vicepresidente di Porsche Motorsport, ha parlato della preparazione ai nuovi regolamenti Formula E Gen4 e Hypercar e delle relative sfide ingegneristiche. Tra i temi discussi, la correlazione fra i modelli di simulazione utilizzati in pista e la ricerca sulle vetture stradali, la gestione delle competizioni clienti, gli e-fuels e il ruolo crescente della data science e dell’ingegneria del software.

La sicurezza non è solo una questione di componenti

La prima delle due tavole rotonde, moderate dalla commentatrice sportiva Roberta Serafini, ha esaminato il rapporto fra performance, sicurezza e spettacolo. Il confronto ha coinvolto Formula Medicine, Racing Force, CBS Compositi, ZF Race Engineering Italy e OZ Racing. Al centro, gli elementi e i sistemi integrati che proteggono chi corre, senza trascurare il fattore umano: la sicurezza del motorsport moderno è stata affrontata quindi come un tema che unisce tecnologie, componenti e persone.

La gara invisibile si gioca sui dati

Il secondo confronto ha spostato l’attenzione sull’intelligenza digitale, con rappresentanti di Podium Advanced Technologies, Marelli, e-Shock, SKF Racing e Pirelli. La discussione si è concentrata sull’evoluzione della telemetria e sullo scambio di dati in tempo reale durante la guida. È una dimensione meno visibile delle competizioni, ma centrale nel dibattito tecnico del Forum, accanto alla simulazione e alle competenze software richiamate nell’intervento di Porsche.

Domenicali e il rapporto con l’automotive

Tra gli ospiti è intervenuto anche Stefano Domenicali, presidente e CEO di Formula 1 Group, che ha affrontato l’evoluzione dei regolamenti tecnici, le strategie legate al pubblico, agli sponsor e ai nuovi investimenti e il rapporto della F1 con l’industria automotive. Un legame che, per ANFIA, va oltre le sole vetture da corsa: Marsiaj ha sottolineato le ricadute dell’innovazione nata in pista sulla mobilità stradale, sull’aerospazio e sulla difesa. Il nuovo studio dovrà dare una base quantitativa più organica al riconoscimento di questo ecosistema industriale.

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