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Per Lewis Hamilton il weekend azero continua a essere in salita. Al termine delle qualifiche del Gran Premio d’Azerbaijan sul circuito cittadino di Baku, il sette volte campione del mondo non è andato oltre la sesta posizione sulla griglia di partenza. Un risultato deludente per il britannico, che ha lamentato gravi difficoltà nel far entrare in temperatura gli pneumatici della sua monoposto. Scenari decisamente opposti dall'altra parte del box Ferrari: il suo compagno di squadra, Charles Leclerc, è riuscito a cogliere una splendida seconda posizione a bordo della SF26, sfruttando nell'ultimo tentativo anche il traino fornito proprio dalla vettura del pilota inglese.
Al termine della sessione, Hamilton ha spiegato nel dettaglio i problemi incontrati durante i tre segmenti di qualifica, sottolineando quanto la gestione della gomma e la mancanza di un punto di riferimento abbiano compromesso il suo ultimo giro cronometrato: “Abbiamo faticato per tutto il weekend a far funzionare gli pneumatici. La Q1 è andata abbastanza bene e la macchina non sembrava male, ma in Q2 abbiamo iniziato ad avere ancora più problemi con le gomme posteriori. Nelle prime due sessioni, però, avevo almeno qualche vettura davanti a me a fare da riferimento. Dopo la Q2 la squadra ha deciso di modificare il piano di lavoro e fare un solo tentativo: non avevo previsto di uscire dai box senza nessuno davanti, mentre fino a quel momento avevo sempre sfruttato la scia. A 25 secondi dalla fine si è creata la classica tempesta perfetta: non ne è andata dritta una, ma sono cose che succedono di continuo. Stavo facendo zig-zag in pista in tutti i modi per cercare di scaldarle, ma non sono comunque riuscito a far funzionare queste stupide gomme. È una vera spina nel fianco, dobbiamo assolutamente ritrovare delle buone coperture”.
Sul rettilineo lungo oltre due chilometri della capitale azera, il fenomeno del towing si conferma fondamentale per conquistare decimi preziosi. Un fattore che oggi ha sorriso a Leclerc ma ha penalizzato Hamilton, conscio del potenziale reale della vettura: “La differenza che fa la scia? In FP3 ne ho avuta una ed valeva ben sei decimi. Purtroppo in questa sessione non ne ho potuta approfittare, e il problema è stato letteralmente non avere nessuno davanti da seguire. Per quanto riguarda la competitività, non so se siamo la seconda forza: forse siamo la terza. Penso che Max sia stato più rapido per tutto il fine settimana, anche se non so cosa gli sia successo durante le qualifiche. Charles ha fatto davvero un ottimo lavoro e, proprio alla fine, mi ha dato una gran bella scia fino alla linea del traguardo. Domani sarà dura sorpassare le auto davanti”.
Invitato a commentare le scelte strategiche del team e le difficoltà di esecuzione durante i momenti decisivi del weekend, Sir Lewis si è espresso con pragmatismo, minimizzando anche un piccolo brivido vissuto tra i muretti del tracciato: “In termini di esecuzione e di gestione delle circostanze, è sempre la solita storia: ogni weekend ci si chiede se saremo in grado di fare un buon lavoro o meno. Le situazioni cambiano continuamente e si cerca solo di gestirle al meglio; a volte funziona, a volte no. Riguardo al contatto con le barriere in Q3, si è trattato solo di un lievissimo tocco”.
In vista della gara di domani, per il numero 44 si preannuncia una corsa tutta in rimonta: risalire dal sesto posto sui muretti di Baku richiederà ritmo, pazienza e la giusta finestra di utilizzo degli pneumatici.