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La morsa di caldo asfissiante continua ad attanagliare la città di Milano. Questo non ha fermato Mediaset dall'accogliere, nel suo quartier generale di Cologno Monzese, la stampa per uno straordinario incontro con Pier Silvio Berlusconi, chairman e CEO di MFE - MediaForEurope (la nuova denominazione del gruppo che si è allargato a tutta Europa). Un evento in cui sono stati toccati tanti temi diversi: dall’economia ai palinsesti che inizieranno il prossimo autunno, fino ai numeri delle reti del gruppo e, ovviamente, allo sport. Mediaset negli anni ha sempre dimostrato il suo interesse per le discipline sportive e ora anche per il motorsport, complice il fenomeno Kimi Antonelli.
Foto copertina: ANSA
C’è stato un tempo, ormai lontano, in cui la Formula 1 era visibile in chiaro sui canali Mediaset. L’ultima volta che un Gran Premio iridato è stato trasmesso dalle reti del Biscione è stata nel 1996, l'anno in cui Michael Schumacher disputò la sua prima stagione al fianco del Cavallino Rampante. Quella è stata l’ultima pagina prima di un trentennio in cui i motori hanno trovato spazio altrove, prima sulla Rai e poi su Sky. Ora gli scenari sono differenti, ma la passione della televisione commerciale per le corse è rimasta invariata, sia per le quattro che per le due ruote, dove a pesare in modo particolare è stato l’addio alle corse di Valentino Rossi.
Fino al 2013 Mediaset è stata la casa del Motomondiale in Italia e, in tempi recenti, si era valutata la possibilità di riportare la MotoGP in chiaro. Pier Silvio Berlusconi ha però preferito desistere da questa tentazione: “Se avessimo voluto, avremmo potuto prendere il Motomondiale, ma senza Valentino Rossi non funziona più come prima”, ha ammesso parlando alla stampa in occasione dell’evento tenutosi mercoledì sera negli studi di Cologno per presentare le novità della prossima stagione televisiva. Per la Formula 1, invece, il ragionamento è stato diverso: “Costa troppo, ma la seguo comunque”, ha confessato il top manager, come riportato dalla Gazzetta dello Sport.
A tenere Pier Silvio Berlusconi incollato allo schermo, seppur sui canali della concorrenza pay di Sky, è il giovane talento italiano che sta stregando la Formula 1. “Sono un tifoso di Kimi”, ha ammesso Berlusconi riferendosi ad Antonelli, attuale leader del mondiale piloti con Mercedes. Il numero uno di Mediaset ha poi svelato un aneddoto: “Kimi è lo sportivo che più mi ha impressionato negli ultimi mesi. Lo adoro perché è fantastico e di lui mi piace tutto: il sorriso, come parla, come si pone con la squadra, come guida e come vince”. Una passione, quella del manager, riaccesa dall'animo genuino del pilota bolognese, capace di trasformarsi in pista in uno stile di guida tenace e aggressivo, ma sempre pulito.
“Sarò suo tifoso per sempre perché è un ragazzo d’oro. Abbiamo un amico comune che, nel giorno del mio compleanno, mi ha inviato sul telefono un video di Kimi che mi faceva gli auguri. Mi sono emozionato perché un campione di Formula 1 come lui, con tutta la pressione che ha addosso e sempre in giro per il mondo, ha trovato il tempo di dedicarmi un pensiero”, ha aggiunto Berlusconi. Chissà che questo ritorno in auge dell’Italia nel Circus – con la certezza di Antonelli e la suggestione di Leonardo Fornaroli per il futuro, che potrebbe garantire due italiani in griglia – non apra nuovi scenari nei corridoi di Cologno Monzese per riportare, un giorno, la massima categoria delle ruote scoperte sulle reti Mediaset.
Tuttavia, tra il romanticismo della suggestione e il pragmatismo del business televisivo odierno scorre un fiume di svariati milioni di euro, accompagnato da blindatissimi vincoli contrattuali. Ad oggi, immaginare un ritorno della Formula 1 in chiaro sulle reti del Biscione è uno scenario fantascientifico, e i motivi sono puramente economici e strategici. La massima categoria del motorsport si è ormai strutturata come un prodotto d'élite, i cui costi di produzione e i cui diritti di trasmissione hanno raggiunto cifre astronomiche, sostenibili quasi esclusivamente dai modelli di business basati sulle pay-TV. A chiudere definitivamente la porta a qualsiasi speculazione a breve o medio termine è stato, inoltre, il recente rinnovo pluriennale firmato a maggio tra Liberty Media e Sky, che ha blindato l'esclusiva della Formula 1 in Italia fino al 2032. Per almeno un decennio, dunque, la casa del Circus rimarrà la TV a pagamento, lasciando a bocca asciutta le emittenti generaliste. Pier Silvio Berlusconi continuerà a godersi le prodezze del suo pupillo Kimi Antonelli da appassionato e da tifoso, ma rigorosamente davanti al televisore, lasciando che la Formula 1 rimanga – almeno per ora – una splendida tentazione impossibile per i palinsesti di Cologno Monzese.