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La stagione 2026 di Formula 1 prosegue a gonfie vele e siamo già giunti a ridosso della pausa estiva. Manca, infatti, solamente la doppietta composta da Belgio e Ungheria prima di andare in ferie. Sarà un fine settimana molto complicato, almeno sulla carta, per la Ferrari. Il tracciato di Spa-Francorchamps, con i suoi curvoni e i suoi rettilinei, mette infatti a dura prova il motore endotermico della SF-26, evidenziando così il chiaro limite dell’ICE che resta l’unica vera pecca della monoposto di Maranello. Ma per questo Gran Premio la Scuderia starebbe valutando una soluzione che ha già testato.
Sulla carta, quello del Belgio è un appuntamento complicato per la Rossa. L’iconica pista di Spa-Francorchamps, con i suoi saliscendi, i curvoni veloci e i lunghi rettifili, mette a dura prova le power unit. Per riuscire a fare bene su un tracciato del genere, ogni singolo cavallo in più fa la differenza totale. Motivo per cui per la Ferrari sarà un Gran Premio ricco d’incognite e di difficili scelte da prendere. La SF-26 è una monoposto nata sotto una buona stella per quanto riguarda la telaistica e l’aerodinamica, ma manca di motore. Con la scelta di prediligere un turbo più piccolo per essere scattanti in partenza, è stata parzialmente sacrificata la potenza del motore endotermico che spinge la vettura di Charles Leclerc e Lewis Hamilton. E come per l’Inghilterra, questo chiaro deficit – che dovrebbe essere risolto al rientro dalla pausa con una specifica aggiornata – potrebbe vanificare tutto il buono che la SF-26 possiede, plafonando le prestazioni sui rettilinei, come già accaduto in Austria, e lasciando la vettura alla mercé di Mercedes, Red Bull e McLaren. Ma se a Silverstone le preoccupazioni legate alle previsioni del simulatore si sono dimostrate infondate, a Spa la situazione potrebbe essere decisamente più complicata.
Motivo per cui, a Maranello, si sta lavorando in via preventiva per questo Gran Premio del Belgio. La Ferrari, infatti, potrebbe scegliere di scendere in pista senza il sistema di scarico soffiato al posteriore. Una soluzione che la Rossa ha introdotto a inizio anno nei test in Bahrain, improntando tutto il progetto telaistico della SF-26 su questa aletta che reindirizza i gas bollenti di scarico per aumentare il carico aerodinamico. Ma su un tracciato veloce come quello di Spa-Francorchamps servono molti cavalli. Il sistema FTM garantisce sì il maggior carico aerodinamico, ma comporta una leggera perdita di potenza. Questo potrebbe portare la Scuderia alla scelta drastica di optare per una versione completamente aperta dello scarico della monoposto.
Una scelta ardua, essendo questo sistema FTM – che la FIA ha già bandito per il prossimo anno – parte integrante del DNA della SF-26. Prima di questo salto nel vuoto, a Maranello hanno già effettuato dei test con Dino Beganovic nell’uscita fatta in Austria nelle FP1 al posto di Charles Leclerc. Una sola tornata al Red Bull Ring per capire come effettivamente la monoposto performi con uno scarico posteriore completamente aperto. A questa soluzione, la Ferrari potrebbe abbinare anche una versione aggiornata dell’ala posteriore, detta anche ‘ala macarena’. Una versione migliorata che estremizza il progetto già di per sé rivoluzionario in Formula 1, ma che la FIA ha posto sotto stretta osservazione dopo il problema accusato da Max Verstappen con la specifica dell'ala della RB22 in Austria e a Silverstone.