"Non è un problema d'età, ha 28 anni: è la sua mentalità": Hamilton spacca la Ferrari dopo la vittoria mancata in Messico e attacca Leclerc. "Quando il tuo compagno di squadra lavora contro di te, la situazione si fa dura"

'Non è un problema d'età, ha 28 anni: è la sua mentalità': Hamilton spacca la Ferrari dopo la vittoria mancata in Messico e attacca Leclerc. 'Quando il tuo compagno di squadra lavora contro di te, la situazione si fa dura'
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Nel post-gara del Gran Premio del Messico esplode la tensione in casa Ferrari. Lewis Hamilton non nasconde l'amarezza per la vittoria sfumata e punta il dito contro Charles Leclerc per il contatto al via e le dinamiche di squadra: "Non è un problema d'età, ha 28 anni: è la sua mentalità. Quando il tuo compagno di squadra lavora contro di te e perdi posizioni in quel modo, la situazione si fa dura. Qualcosa deve cambiare".
2 novembre 2026

La tensione in casa Ferrari si poteva tagliare con un coltello nel corso del Gran Premio del Messico. Il sette volte campione del mondo si è dovuto accontentare di una seconda posizione sudata e vissuta con grande nervosismo,marchiata a fuoco dal contatto ruota a ruota andato in scena proprio al via con il compagno di squadra Charles Leclerc. Sono volati stracci roventi nel post-gara, con accuse al vetriolo via radio: per il #44 il ferrarista avrebbe dovuto ricevere una sanzione ben più pesante per aver tagliato con decisione curva 4. Non le ha mandate a dire il britannico,apparentemente ai ferri corti con il monegasco.


 

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Analizzando l'andamento del fine settimana, Lewis Hamilton ha riassunto così la sua corsa: “È stata una gara molto movimentata, ma avevamo un'ottima partenza e credo che oggi avessimo la macchina per vincere, purtroppo le cose sono andate diversamente. Abbiamo subito un piccolo taglio: fare prima e seconda posizione era alla nostra portata, ma le prime due curve hanno compromesso i piani. Dopodiché la vittoria è stata praticamente regalata a Max, che a quel punto doveva solo amministrare il vantaggio, ed è stato bravo a farlo. È un peccato aver perso, ma è un'esperienza da cui dobbiamo imparare”.

Il tema dei duelli interni, caldi e discussi nel corso di tutta la stagione, ha inevitabilmente monopolizzato l'attenzione.Interrogato su come si gestiscano i compagni di squadra in una lunga carriera, Hamilton ha voluto sottolineare il peso delle responsabilità collettive: “Rispetto agli altri con cui ho condiviso il garage nel corso degli anni, la cosa fondamentale da ricordare, e forse non c'entra l'età, è che ogni decisione presa ha un impatto diretto sulle persone che lavorano dietro le quinte e sull'intera squadra. Lavorare di squadra fa parte del nostro lavoro e del nostro contratto, cosa che oggi avremmo potuto fare tranquillamente. È triste veder sfumare punti in questo modo”. Il pilota britannico ha poi lanciato un avvertimento chiaro in vista del futuro: “Questa situazione continuerà a ripetersi a meno che non si prendano provvedimenti, a meno che non si affronti una conversazione vera, profonda e seria per evitare che accada ancora. In passato ho avuto duelli ravvicinati con i miei compagni di squadra e non sempre si fa la scelta perfetta, ma nove volte su dieci dovremmo essere in grado di chiarire a porte chiuse; di sicuro, è qualcosa che va fatto”.

Entrando nel merito degli episodi in pista e della gestione dei primi giri, Hamilton ha tagliato corto sul mancato scambio di posizioni: “A quel punto non importava nemmeno più: avevamo lasciato passare Max e la gara era ormai compromessa, qui non si può sorpassare”. Il discorso si è quindi spostato sui limiti regolamentari e tecnici del tracciato: ”Penso che una cosa fatta dalla FIA, e che trovo piuttosto negativa, e credo che anche gli altri piloti concordino, sia la presenza di questo "gradino" di potenza in fondo al rettilineo, dove non puoi superare una certa velocità e tutti sono costretti ad accodarsi. È la cosa più sciocca del mondo: quando sei dietro e godi di un po' più di spinta nella scia, dovresti poter passare per giocarti il sorpasso. Il motore potrebbe andare più veloce, ma ci sono queste restrizioni assurde. È la peggiore mappatura motore che abbiano mai avuto in questo sport, non favorisce lo spettacolo e, di conseguenza, non si sono visti sorpassi. Non so se debbano modificare l'ultima curva perché è troppo veloce, o intervenire sul tracciato per permetterci di lottare, ma avere la stessa configurazione quest'anno ha azzerato qualsiasi opportunità”.

L'amarezza per un risultato al di sotto delle potenzialità è riaffiorata quando gli è stato chiesto se fosse deluso dal dover tornare a discutere di dinamiche di squadra: “Non so cosa dire. Sono felice perché Antonelli ha appena vinto il campionato, quindi sono parecchio combattuto: da un lato sono felice e dall'altro sono arrabbiato. Abbiamo perso punti preziosi; come squadra abbiamo lavorato duramente e oggi potevamo centrare facilmente una doppietta, avevamo il passo per farlo. Eravamo primi e secondi alla curva 4, bastava mantenere le posizioni. In gara può succedere di tutto, ma quando il tuo compagno di squadra lavora contro di te e perdi posizioni in quel modo, la situazione si fa dura. Ne parleremo a quattr'occhi, vedremo se questo cambierà qualcosa, ma di sicuro qualcosa deve cambiare”.

Infine, rispondendo a chi gli chiedeva se la gestione di certe fasi calde possa risentire di una mancanza di abitudine a lottare per la vittoria con un compagno di squadra, Hamilton ha allargato lo sguardo alla mentalità in pista: “Prima di entrare in questo team, quando ero in Mercedes, tutti avete visto i botta e risposta tra Charles e Carlos in diverse gare, con battaglie così esasperate che chi era davanti prendeva il largo e il passo ne risentiva. Non credo che c'entra l'età, il ragazzo ha 28 anni: è una questione di mentalità, è la logica del "o la va o la spacca", o vinco io o non vince nessuno. E non dovrebbe essere così. A Silverstone, per esempio, avrei potuto fare una manovra kamikaze alla fine prendendolo in pieno e facendoci perdere la vittoria, ma la priorità era la doppietta e l'abbiamo portata a casa. Essere costretti a subire certe situazioni dispiace, ma spero davvero che in futuro l'ambiente di lavoro all'interno del team possa essere migliore”.

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