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Un legame vero, cresciuto tra il profumo di piada e quello dell'asfalto, capace di azzerare la distanza tra la griglia di partenza e la vita reale. Perché due ruote o quattro, poco importa: quando la visiera si abbassa a trecento all'ora, il battito del cuore e la solitudine dentro al casco sono esattamente gli stessi. Andrea Kimi Antonelli è salito sul tetto del mondo: nel suo secondo anno in Formula 1 ha compiuto un’impresa destinata a rimanere scolpita negli almanacchi del motorsport. Una cavalcata trionfale fatta di velocità pura, sfacciataggine e una maturità psicologica sbalorditiva per la sua giovane età. Ma se per il resto del pianeta Kimi è il nuovo re della F1, per chi lo conosce da sempre resta semplicemente un ragazzo con le sue "fisse" e un gruppo di amici pronti a stuzzicarlo un secondo dopo aver tagliato il traguardo. Tra loro c'è Marco Bezzecchi, colonna della MotoGP, che Antonelli lo vive al riparo dalle telecamere, dai paddock patinati e dalla pressione dei media. In questa intervista esclusiva rilasciata ad Automoto.it, «Bez» ci regala il ritratto più autentico del neo-iridato, analizzando il fenomeno Kimi con gli occhi di chi condivide la stessa fame, la stessa scarica d'adrenalina e quell'amore viscerale per il proprio mezzo meccanico.
I rituali scaramantici di Kimi Antonelli sono ormai diventati un piccolo cult nel paddock della Formula 1: c’è chi guarda a quelle "fisse" con un sorriso e chi ne rimane profondamente affascinato, consapevole che per un pilota certi gesti rappresentano l'ancora di salvezza a cui aggrapparsi un attimo prima di gettarsi a trecento all'ora tra le barriere. “Io sono un pochino scaramantico, ma non tanto quanto lui”, ci rivela subito Marco Bezzecchi con una risata. “Ho dei riti, ma più che per scaramanzia sono piccoli gesti che faccio per cercare di concentrarmi, per trovare la bolla giusta prima di salire in sella. Ci siamo presi in giro tante volte per la sua scaramanzia, io e tutti i suoi amici lo abbiamo stuzzicato parecchio su questo aspetto. Però alla fine penso che sia semplicemente una cosa che ti dà serenità, un modo per gestire la tensione. Non credo sia un approccio sbagliato: è il suo personale modo di approcciare le gare e va benissimo così”.
C’è poi quell’attimo sospeso e solenne che precede l’accensione dei motori, quel momento in cui il pilota stabilisce un contatto quasi spirituale con la materia. Se Bezzecchi lo scorso anno ha ufficialmente ‘sposato’ e prima di ogni gara accarezza Albarosa — la sua Aprilia RS-GP26 — sulla griglia di partenza della MotoGP, Antonelli ha trasformato in un dogma irrinunciabile il suo rituale del giovedì. Durante la prova sedile, si accovaccia di fianco all'halo e posa un bacio sulla carrozzeria della sua W17. Un gesto intimo, un patto silenzioso prima di consegnarsi al rischio estremo. “Sì, io penso che ci sia una connessione fortissima con il mezzo: nel mio caso con la moto e nel caso di Kimi con la sua macchina”, ci ha spiegato ancora Bezzecchi, guardando all'essenza del loro mestiere. “È fondamentale stabilire un bel rapporto. Alla fine, nei momenti decisivi, ci ritroviamo sempre soli: io e la mia moto, lui e la sua macchina. Ognuno poi crea questa sintonia nel modo che gli piace di più: nel mio caso è accarezzarla sulla griglia di partenza, nel caso di Kimi è rimanere accovacciato sull’halo. È un’abitudine molto bella che personalmente continuerò a fare per sempre”.
Conquistare il Titolo Mondiale di Formula 1 alla seconda stagione nel Circus è un’impresa riuscita soltanto ai giganti della storia automobilistica. A impressionare addetti ai lavori e tifosi è stata soprattutto la straordinaria lucidità con cui il giovane talento italiano ha gestito l'intero arco del campionato: una prima parte di stagione dominata a suon di pole position e successi perentori, seguita da una fase di maturità chirurgica nel proteggere il bottino di punti, congelando i distacchi senza mai concedersi un passaggio a vuoto. Senza dimenticare che Kimi ha solamente vent’anni, battendo così il record di Campione del mondo di F1 più giovane di sempre detenuto finora da Sebastian Vettel.
“È stato incredibile, ha fatto una stagione fantastica”, ha analizzato con lucidità il pilota di Viserba. “Nella prima parte ha letteralmente dominato, poi è stato capace di gestire alla grande i punti accumulati, continuando a guadagnare margine sui suoi diretti avversari per il titolo. È stato veramente fantastico. Mi ha sorpreso soprattutto la maturità con cui ha affrontato le difficoltà e le gare più complicate, ma anche la pressione arrivata dall’esterno: la pressione dei giornalisti, delle aspettative, di tutto quello che circonda il mondo delle corse. È stato bravissimo. Penso che la sua forza sia in quel carattere ancora un po’ giovane e spensierato, una leggerezza di facciata perché poi, in realtà, lui è incredibilmente concentrato, sempre sul pezzo. Questo è il dettaglio che mi ha colpito di più”.
Dietro la narrazione del predestinato e i riflettori puntati sul nuovo Re della Formula 1, batte però il cuore di due ragazzi ventenni legati da una semplicità disarmante. Tra la festa all'Aquafan di Riccione per festeggiare il compleanno di Kimi e le capatine incrociate nei box di Monza e del Mugello, la capacità di ritagliarsi momenti di spensieratezza lontano dalle telecamere è stata la vera chiave per ricaricare le batterie durante la tempesta agonistica. “Alla fine siamo due ragazzi normalissimi a cui piace stare con gli amici, andare al mare e fare il bagno”, ci ha raccontato il Bez lasciando emergere l'aspetto più umano del loro legame. “È stato davvero figo. Abbiamo passato un bel pomeriggio a Riccione. Era il suo compleanno, quindi è stato ancora più bello. È sempre fondamentale potersi concedere delle giornate di qualità, un po’ staccati da tutti e da tutto il rumore che ci circonda”.
La grande passione per i motori a 360 gradi spinge immancabilmente i due fuoriclasse a curiosare l'uno nel mondo dell'altro. Se a Monza Bezzecchi è rimasto incantato a osservare da vicino la complessità ingegneristica della W17, Kimi ha già provato l'ebbrezza di guardare da vicino il mostro da oltre 290 cavalli della classe regina su due ruote. “Kimi è salito sulla mia moto l’anno scorso a Misano, quando è venuto a trovarci nel box”, rivela Bezzecchi svelando un aneddoto inedito. “È rimasto lì un’oretta con noi ed è salito in sella. Ha potuto provare un mezzo completamente diverso dalla sua monoposto. È stato un momento bellissimo e mi piacerebbe davvero tanto portarlo in pista con me su due ruote. Gliel’ho già proposto due o tre volte: non so se accetterà mai, ma spero davvero che mi dica di sì”.
Il sogno proibito per tutti gli amanti degli sport a motore resta ovviamente un vero e proprio ‘crossover’ in pista sulla falsa riga dello storico scambio tra Valentino Rossi e Lewis Hamilton targato Monster Energy. Un’idea che Bezzecchi accoglie con entusiasmo puro: “Sarebbe sicuramente un sogno poterlo fare, spero davvero che in futuro ci sia l'occasione di organizzarlo e di farlo proprio con Kimi. Gli lascerei guidare la mia moto molto volentieri”.
Nel frattempo, a motore spento, resta da capire come la Romagna e la cerchia di amici storici accoglieranno il nuovo Campione del Mondo. Tra la promessa fatta da Kimi a Singapore di replicare l'ormai celebre esultanza del macinapepe sfoggiata da Bez dopo il podio di Mandalika, e le inevitabili penitenze da saldare per una scommessa fatta a inizio anno, i festeggiamenti si preannunciano memorabili. In attesa di capire se un giorno festeggeranno una clamorosa doppietta iridata tra F1 e MotoGP, il Circus si gode il suo nuovo Re. Ma quando si spengono i riflettori e cala la visiera, per gli amici di sempre conta solo una cosa: che Kimi rimanga semplicemente Kimi. E questo il Bez lo sa benissimo.