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Un sesto e un tredicesimo posto che lasciano un retrogusto amaro in casa McLaren al termine delle qualifiche del Gran Premio del Messico. Se il potenziale della monoposto sembrava essere emerso nei turni di prove libere e nei primi passaggi della sessione, con il crescere del livello di spinta per andare a caccia della pole position la vettura di Woking si è trasformata in un rompicapo per Lando Norris e Oscar Piastri. Una cronica difficoltà nell'estrarre il 100% delle prestazioni senza incorrere in errori improvvisi e perdite imprevedibili di aderenza ha tarpato le ali ai tecnici guidati da Andrea Stella, costretti ora a una gara d'attacco in risalita.
Il Team Principal della scuderia britannica ha affrontato con estrema lucidità le dinamiche che hanno condizionato la prestazione dei suoi piloti a Città del Messico, evidenziando una responsabilità diretta della squadra nell'offrire un pacchetto tecnico che si presenta eccessivamente imprevedibile quando viene portato al limite assoluto. "Ci sono due aspetti che dobbiamo sviluppare riguardo a questo punto. Il primo è qualcosa di cui il team deve assolutamente prendersi la responsabilità, ed è il fatto che la macchina è semplicemente difficile da guidare al limite”, ha spiegato Stella.
“Quando vediamo i nostri piloti spingere al 99% del potenziale disponibile, la vettura riesce a esprimere un buon ritmo dal punto di vista del tempo sul giro. Lo abbiamo visto nelle FP3, lo abbiamo visto in Q1 dove i tempi arrivavano con facilità e con Lando al primo posto in Q2. Ma non appena il pilota prova ad aggiungere quel 1% in più per estrarre qualcosa in più, il tempo sul giro svanisce improvvisamente. E succede in modi piuttosto spietati: con Lando, tra Austin e il Messico, negli ultimi quattro tentativi in Q3 ne abbiamo completato solo uno. Con Oscar avevamo iniziato le qualifiche in modo competitivo e fiducioso, come per tutto il resto del weekend, e improvvisamente con le gomme nuove in Q2 la macchina gli è sfuggita via. Quindi il team deve prendersi la piena responsabilità e assicurarsi che il materiale tecnico messo a disposizione sia sfruttabile. Allo stesso tempo, il secondo aspetto è che questo è il materiale che abbiamo a disposizione oggi, ed è un materiale più competitivo rispetto al sesto e tredicesimo posto finale. Quindi, se da un lato è difficile estrarre il 100%, dall'altro noi, team e piloti, abbiamo la responsabilità di portare a casa il massimo. Dobbiamo continuare a riflettere su questo come gruppo insieme ai piloti, garantendo i risultati in qualifica e i punti in gara che siamo in condizione di conquistare”.
Interrogato sulle scelte di sviluppo aerodinamico e meccanico tra la ricerca di carico puro e la guidabilità della monoposto nel ciclo regolamentare, Stella ha spiegato la filosofia adottata dal team a partire dall'inizio di questa stagione e gli obiettivi prefissati per la crescita futura. "Se guardiamo alla traiettoria che abbiamo avuto come team a partire dal 2023, siamo stati in grado di continuare a sviluppare la vettura aggiungendo non solo carico aerodinamico, ma anche guidabilità e caratteristiche che la rendessero più sfruttabile. Con i nuovi regolamenti e partendo come cliente, abbiamo iniziato con l'equivalente di tre mesi di ritardo in termini di know-how e tempo sul giro. In questa stagione abbiamo cercato di aggiungere quanto più tempo sul giro possibile, non necessariamente concentrandoci sugli elementi di guidabilità, perché ritenevamo più competitivo aggiungere carico puro”.
“La MCL40 ora è molto più competitiva rispetto all'inizio della stagione, per più di un secondo, ma sembra che ora siamo arrivati a un punto in cui dobbiamo inseguire sia il carico aerodinamico che la guidabilità. Guardando al lavoro in atto per il 2027, sono rassicurato dal fatto che stiamo analizzando entrambi gli aspetti sia dal lato aerodinamico che da quello meccanico. Devo dire però che con questa generazione di vetture e questi regolamenti è un po' più difficile influenzare le caratteristiche aerodinamiche in modo che la macchina risulti facile da guidare. Lo abbiamo visto ad Austin e qui: persino le qualifiche di chi è in pole sono state piuttosto precarie. Lo stesso Verstappen probabilmente aveva la macchina più veloce oggi ed è finito quinto. È difficile per tutti, ma la squadra che farà il lavoro migliore nell'aggiungere carico unito alla guidabilità otterrà grandi ricompense in futuro”.
Respinte le ipotesi secondo cui le difficoltà riscontrate in qualifica siano legate esclusivamente a una cattiva gestione della temperatura degli pneumatici, l'ingegnere umbro ha ribadito come le caratteristiche intrinseche della monoposto giochino un ruolo ben più determinante. "La difficoltà non è stata tanto nel far funzionare le gomme nuove. Lando ha fatto un primo giro fantastico nel secondo run del Q2 e Oscar era su un ottimo passaggio fino al problema in curva 7 al primo tentativo. Se c'è stato un problema con Oscar nel secondo tentativo è che le gomme sono rimaste troppo calde e non è riuscito a raffreddarle abbastanza nel giro e mezzo di preparazione, il che è strano. Quindi non si tratta di far funzionare le gomme, ma di caratteristiche della macchina. Sarebbe troppo facile usare la scusa delle gomme, ma non saremmo onesti con noi stessi. C'è qualcosa di più che dobbiamo analizzare dal punto di vista del comportamento della vettura e di come la utilizziamo. È giusto sfruttarla al 100%, ma a volte bisogna stare al 99% per non inciampare, e non possiamo permetterci di continuare a inciampare perché abbiamo un mini-campionato con la Red Bull e dobbiamo portare a casa il risultato”.
Proiettandosi alla gara, la preoccupazione principale al muro box McLaren non riguarda la gestione del surriscaldamento nei trenini di vetture, bensì le dinamiche di scia e l'erogazione di potenza necessarie per compiere i sorpassi lungo le percorrenze ad alta velocità. "Girare nel traffico intenso sarà complicato per tutti in base a ciò che abbiamo visto nelle prove, ma la macchina è in grado di lottare e gareggiare nel traffico, quindi non siamo troppo preoccupati che la gara si riduca solo a gestire le temperature. Vogliamo guardare avanti e recuperare posizioni. Una cosa che potrebbe diventare complessa nell'interpretare ed eseguire la gara riguarda l'erogazione della Power Unit e la gestione della MGU-K in relazione alla velocità: potrebbe non esserci un differenziale di velocità sufficiente per consentire i sorpassi. In vista di domani, dovendo risalire la china, questa è la nostra preoccupazione principale”.
Analizzando infine i riscontri della concorrenza e le sensazioni espresse dagli altri interpreti della griglia, Stella ha confermato come la McLaren si trovi attualmente all'estremità più critica per quanto riguarda la finestra di utilizzo della vettura. "Molti altri piloti si lamentano delle stesse difficoltà, ed è vero che è complicato per tutti: persino Hamilton ha avuto una qualifica complessa e Leclerc avrebbe potuto andare più veloce. Tuttavia, quando ascoltiamo i commenti dei nostri piloti, osserviamo quanto rapidamente svanisca il tempo sul giro appena provano a spingere un po' di più e confrontiamo i camera car con quelli degli avversari, la nostra macchina appare decisamente più difficile da guidare e costantemente sul filo del rasoio. Questo ci conferma che, sebbene la difficoltà nell'estrarre il potenziale da queste vetture sia un fattore generale per tutti, al momento noi ci troviamo nella parte più estrema dello spettro. Pensiamo di aver capito la ragione fondamentale dal punto di vista tecnico e stiamo lavorando per aggiungere non solo tempo sul giro puro, ma un tempo sul giro che sia realmente sfruttabile in pista”.