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Le qualifiche del Gran Premio del Messico regalano un verdetto imprevedibile e straordinariamente compatto, con i valori in campo ridotti a pochissimi millesimi. A brillare sotto i riflettori del sabato messicano è George Russell, autore di un colpo di coda eccezionale che catapulta la sua Mercedes in prima fila, inserendosi con maestria tra le due vetture di Maranello e chiudendo a un soffio, appena 9 millesimi dalla pole position conquistata dall'ex compagno di squadra Lewis Hamilton.
Un risultato che profuma di impresa estemporanea ma cercata, arrivato al termine di un fine settimana in cui la costanza e i riferimenti sembravano essere un miraggio. L'inglese non ha nascosto lo stupore per una prestazione sbocciata improvvisamente quando contava davvero: “È stato piuttosto sorprendente per me, sai, non siamo mai stati davvero in quella lotta per tutto il giorno e sono molto felice di esserci riuscito quando contava. Tuttavia, vorrei comunque una maggiore costanza: facciamo giri davvero ottimi o giri davvero pessimi, non c'è una via di mezzo. Ho sempre la fiducia che la prestazione ci sia, ma faccio semplicemente fatica a sbloccarla con più continuità”.
Analizzando l'architettura del suo giro perfetto, Russell ha svelato il retroscena tattico che ha cambiato le sorti della sua qualifica, ammettendo di aver seguito l'istinto rinunciando al classico giro di preparazione a favore di un set-up di carico differente: “Ho visto che neanche Lewis, Charles e Max stavano facendo il giro di preparazione. Noi li stavamo facendo solo per portare le gomme in temperatura. È piuttosto complicato. Il mio istinto mi diceva che potevamo farlo al primo giro senza preparazione, ma il team voleva fare la preparazione, quindi ci siamo ritrovati a portare il carburante per un giro in più. Sai, si tratta di una quantità minima, ma è comunque un margine più ampio del distacco dalla pole”.
Un'altalena di rendimento che riflette fedelmente il copione della sua stagione, fatta di picchi eccezionali alternati a sessioni di sofferenza: “È un po' la storia della mia stagione: ho l'impressione di non aver mai fatto un giro "nella media". O è un giro terribile o è un giro fortissimo, ed è davvero frustrante. Non credo ci sia stato un solo giro in tutto questo weekend prima del Q3 in cui sembrassi in lizza anche solo per lottare per le prime tre posizioni, figuriamoci per la pole position. Ma quell'ultimo giro è andato davvero a posto benissimo. Mi piacerebbe sapere esattamente perché, ma non ho queste risposte”.
Archiviato il sabato e incassato l'abbraccio del cronometro, l'attenzione si sposta interamente sui 71 giri di domani. Le insidie dell'Autodromo Hermanos Rodríguez, tra l'altitudine, la gestione del raffreddamento e la complessità dei sorpassi, promettono spettacolo puro. Interpellato sulle reali chance di vittoria in vista della gara domenicale, il britannico ha le idee chiare sul copione che attende la griglia: “Assolutamente, possiamo giocarcela per la vittoria e penso che sarà una lotta ristrettissima tra i primi otto piloti. La partenza sarà fondamentale e curva 1 sarà cruciale”.
Un'analisi condivisa anche sul fronte del passo gara, dove i valori assoluti delle prime quattro forze del mondiale appaiono racchiusi in un fazzoletto: “Penso che al momento i primi quattro team siano davvero vicinissimi. In tutte le sessioni di Q3 delle ultime gare si ha la sensazione che possa andare in qualsiasi modo tra uno qualsiasi dei quattro team. Credo che sul passo gara ci sia probabilmente un decimo di differenza tra i primi sette o otto piloti. Quindi penso che curva 1 sarà fondamentale. Sorpassare sarà dura, così come la gestione del surriscaldamento”. Con una seconda piazzola in griglia conquistata di forza e un'energia rinnovata, Russell è pronto a recitare un ruolo da assoluto protagonista nella notte messicana. La caccia al gradino più alto del podio è ufficialmente aperta.