Mistero Norris, Stella rompe il silenzio a Sepang: "C'è un deficit sulla sua auto, ecco cosa sta succedendo"

Mistero Norris, Stella rompe il silenzio a Sepang: 'C'è un deficit sulla sua auto, ecco cosa sta succedendo'
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Andrea Stella fa luce sulle difficoltà di Lando Norris dopo le qualifiche: il problema di velocità in rettilineo sulla MCL40, le risposte su Piastri e i valori in griglia a Sepang
3 ottobre 2026

Il sesto e il settimo tempo sulla tabella dei tempi della qualifica a Sepang – eccezionale sede ospitante del Gran Premio del Bahrain – non raccontano fino in fondo la sessione della McLaren. Lando Norris e Oscar Piastri scatteranno infatti dalla quinta e dalla sesta piazzola sulla griglia di partenza, approfittando delle cinque posizioni di penalità rimediate da Isack Hadjar (terzo con la Red Bull-Ford) per la sostituzione del settimo elemento del motore endotermico. A fare rumore nel paddock, tuttavia, sono le difficoltà velocistiche sulla MCL40 dell'inglese e l'analisi del Team Principal Andrea Stella sul momento di forma della squadra e degli avversari.

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A destare le maggiori perplessità sono i persistenti dubbi sulla velocità di punta della monoposto di Norris, vittima di un deficit in allungo per il secondo weekend consecutivo. Stella ci tiene a chiarire i confini del problema, evitando accuse affrettate a Mercedes HPP: "I problemi che si vedono sulla macchina di Lando riguardano la mancanza di velocità in rettilineo. Nelle sezioni in cui conta la potenza, l'auto accelera e sviluppa una velocità massima leggermente inferiore. Parliamo di una quantità compresa tra 1 e 2 km/h, cifre ridotte e persino difficili da quantificare, ma che sul tempo sul giro si traducono in un deficit stimabile in oltre un decimo, tra uno e due decimi di secondo".

La diagnosi, però, rimane complessa anche per i tecnici di Woking: "Non stiamo puntando il dito sulla Power Unit: stiamo semplicemente evidenziando una mancanza di velocità rettilinea, ed è corretto verso Lando assumerci la responsabilità di questo deficit che finora non siamo riusciti a rimuovere. In realtà ci possono essere diverse ragioni. Il tracciamento delle PU è più difficile rispetto al passato, ma ci sono comportamenti della Power Unit che dipendono dal telaio o dal drag della vettura. Guarderemo a tutti i parametri per ulteriori modifiche, ma potremo farlo solo per Singapore".

Se sulla vettura di Norris la questione è tecnica, sul fronte di Oscar Piastri l'analisi si sposta sulla gestione della gomma e sul rendimento puro. L'australiano ha pagato un impreciso stacco di trazione in uscita da curva 2 nel suo ultimo tentativo in Q3, ma Stella promuove a pieni voti la prestazione dell'australiano: "Con la delicatezza di queste gomme, non appena inneschi un po' di wheelspin te lo porti dietro a lungo e perdi subito un decimo. È successo ad Oscar in curva 2 e gli era già capitato nel primo run fuori da curva 9. Se guardiamo alla sua qualifica, però, è stato estremamente competitivo e fondamentalmente sullo stesso livello di Lando in Q3. Ho sempre detto che per Oscar era solo una questione tecnica: doveva capire come guidare al limite queste vetture, in particolare la McLaren, che richiede un'intensità d'attacco costante rispetto ad altre auto che appaiono più semplici da guidare".

Spostando lo sguardo sui valori generali espressi dalla griglia 2026 a Sepang, il Team Principal rileva un rimescolamento delle forze in campo favorito dalle caratteristiche del tracciato malese: "In Formula 1 non si è mai visto un ritmo e un'efficacia nello sviluppo come nel 2026. È interessante notare come il vantaggio velocistico che la Mercedes aveva a Baku sia del tutto scomparso qui. La velocità di punta migliore appartiene alla Red Bull, mentre la migliore prestazione a centro curva è della Ferrari. Noi siamo a circa un decimo da Mercedes, il che è una buona posizione considerando il loro pacchetto di aggiornamenti. Siamo semmai un po' sorpresi dal non essere più i migliori nell'alta velocità come a Madrid o a Zandvoort".

Tra l'asfalto particolarmente abrasivo e le esigenze estreme di raffreddamento, la gara si preannuncia una partita a scacchi tattica: "Questo tracciato ha un'asfalteria unica, paragonabile solo a quella del Bahrain per rugosità, e le auto sono molto sensibili a questo fattore. Inoltre, con le alte temperature bisogna aprire molto le carrozzerie per raffreddare, sacrificando carico aerodinamico. Domani la sfida si sposterà tutta sulla gestione dei pneumatici: il degrado è così marcato che dopo tre giri le gomme perdono più di quanto non separi le vetture sul giro secco. Vedremo una gara a più soste con diverse allocazioni di mescole, senza dimenticare la solita incognita del meteo malese".

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