Per inviarci segnalazioni, foto e video puoi contattarci su info@moto.it
Asfalto traditore, calcoli stravolti e la solita, sottile incertezza che aleggia sul cielo di Sepang con la minaccia di temporali tropicali costantemente dietro l’angolo. Le qualifiche del Gran Premio del Bahrain — approdato eccezionalmente in Malesia per la crisi in Medio Oriente che ha reso impossibile correre a Sakhir nel mese di aprile — hanno regalato la prima pole stagionale a un implacabile Max Verstappen. Con il cronometro fermato sull’1:35.130, l’olandese è stato capace di soffiare la partenza dal palo a Lewis Hamilton e a un reattivo Kimi Antonelli, pronto a scattare dalla prima fila per effetto della penalità inflitta a Isack Hadjar. Ma se la pista ha emesso i suoi primi verdetti cronometrici, nel paddock è la fisica degli pneumatici a tenere tutti con il fiato sospeso con l’abrasività dell’asfalto come unico fattore in vista della gara di domani.
Ai nostri microfoni a Sepang, Dario Marrafuschi ha tracciato una fotografia lucida e complessa della situazione Pirelli, partendo da un dato emblematico: le monoposto stanno viaggiando a un livello di aderenza nettamente inferiore rispetto alle simulazioni della vigilia. "Rispetto alle nostre previsioni per la qualifica, dove ci aspettavamo un 1:33.2, siamo circa due secondi oltre i calcoli”, ci ha spiegato Marrafuschi. "In termini di grip, significa che l'asfalto sta offrendo quasi il 5% in meno di aderenza rispetto a quanto stimato: una quantità decisamente significativa. Questo, tuttavia, non stravolge la nostra previsione di fondo sulle strategie".
Il nodo cruciale risiede nell'usura e nella gestione delle mescole portate per l'appuntamento malese (C2, C3 e C4). Nonostante l'incognita del grip, la doppia sosta resta la via maestra, anche se il margine di errore per i muretti box sarà ridottissimo e il degrado potrebbe spingere qualcuno verso azzardi a tre soste. "Confermiamo che la strategia teoricamente più veloce rimane quella a due pit stop”, continua Marrafuschi. "Tuttavia, la tre soste diventa un'opzione concreta per due motivi. Primo: sul tempo totale di gara è appena cinque secondi più lenta, un divario che potrebbe assottigliarsi ulteriormente con l'evoluzione del tracciato e l'impiego delle mescole più morbide. Secondo: sappiamo che piloti chiave come Max Verstappen e Charles Leclerc hanno già smarcato e utilizzato un set di Hard durante le prove".
Una scelta tattica che rischia di condizionare pesantemente la domenica di Red Bull e Ferrari. "La combinazione a due soste sulla carta più rapida sarebbe Media-Hard-Hard" evidenzia Marrafuschi. "Avendo già utilizzato un set di gomma dura, piloti come Max e Charles non hanno più questa opzione intonsa a disposizione. O saranno costretti a gestire il ritmo su Media e Soft per allungare i loro stint, oppure prenderanno seriamente in considerazione l'ipotesi dei tre stop”. Ma Leclerc, a differenza degli altri del gruppo di testa in griglia, potrà contare anche su un doppio set di soft nuove, salvaguardate in vista della gara nel corso della qualifica.
Tra le sorprese della giornata c'è proprio il comportamento della mescola più soffice, la C4, rivelatasi inaspettatamente consistente sulla distanza grazie alla rugosità del manto stradale malese. "A differenza di quanto visto a Baku, dove la C4 faticava ad accendersi per via dell'asfalto troppo liscio, qui la rugosità superficiale lavora a nostro favore”, analizza Marrafuschi. "La Soft entra subito nella corretta finestra d'esercizio e garantisce una costanza di rendimento competitiva. Non c'è un'enorme differenza in termini di degrado tra Soft e Media. Noteremo probabilmente diverse interpretazioni in griglia: chi userà tutte e tre le mescole, chi azzarderà la due soste gestendo la Soft — magari 'rodata' dolcemente nel giro di formazione per evitare il picco di degrado — e chi andrà dritto sulle tre soste".
Pirelli ha delineato anche le finestre ideali per chi sceglierà la strategia lineare: "La finestra del primo pit stop per la tattica più veloce, la Media-Hard-Hard, si aprirà intorno al giro 12, con la seconda sosta prevista al giro 32. La gomma C2 garantisce almeno 20 giri di prestazione solida e offre totale copertura sul degrado, anche se paga circa otto decimi al giro rispetto alla Media nei primi passaggi. I calcoli ci dicono che nell'arco di circa otto tornate il ritmo della Hard diventa superiore a quello della Media proprio a causa del degrado di quest'ultima".
Sullo sfondo resta l'incognita meteorologica di Sepang, con le temperature che in FP3 hanno toccato i 54°C prima di scendere per la copertura nuvolosa. "Le probabilità di pioggia per il weekend sono stimate attorno al 50%, ma finora siamo sempre caduti sul lato asciutto della moneta”, conclude Marrafuschi. "Non ho la sfera di cristallo per domani, ma da un punto di vista tecnico c'è quasi la curiosità di vedere all'opera le nostre coperture da bagnato, visto che quest'anno non le abbiamo ancora mai usate in gara".