"Con Hamilton eravamo al limite": Leclerc vuota il sacco sul caos in Messico e incorona Antonelli, "Ha meritato il titolo, mai un errore"

'Con Hamilton eravamo al limite': Leclerc vuota il sacco sul caos in Messico e incorona Antonelli, 'Ha meritato il titolo, mai un errore'
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Charles Leclerc rompe il silenzio dopo il caotico GP del Messico: dal contatto al via con Lewis Hamilton fino alle commoventi parole d'elogio per Kimi Antonelli, nuovo campione del mondo F1.
2 novembre 2026

Dopo aver condotto la gara nella prima parte con un ottimo passo, i sogni di gloria di Charles Leclerc si sono infranti alla seconda ripartenza. Un violentissimo bloccaggio in staccata ha provocato un pesante spiattellamento agli pneumatici,rendendo impossibile per il monegasco difendere quel podio che avrebbe avuto il sapore della rivalsa. Ad accendere il GP fin dai primi giri erano stati però i momenti caotici al via, con il contatto al limite tra Hamilton e Leclerc finiti appaiati alla curva 4: entrambi arrivati lunghi in frenata, con Charles costretto a tagliare per rientrare in pista tra i dubbi su un'eventuale cessione della posizione.

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Ripercorrendo le fasi calde del via e la bagarre iniziale con il compagno di squadra, Leclerc ha spiegato la dinamica dalla sua prospettiva: “Non mi ero reso conto che fosse quasi impossibile. Era da fare ora o mai più alla partenza? Sicuramente era un'opportunità: alla curva 1 c'era uno spazio all'esterno e avevo molta velocità attorno alla traiettoria esterna, ma c'era pochissimo spazio per la curva 2, il che è normale quando si lotta per la vittoria. Poi, tra la curva 4 e la 5, io e Lewis abbiamo cercato entrambi di frenare molto tardi e nessuno dei due è riuscito a fare la curva. Ovviamente ho tagliato la pista e, subito dopo la curva 5, c'era Max in mezzo, il che ha reso la situazione ancora più confusa. Parlando con il team non c'erano feedback davvero chiari, la confusione bastava per mantenere la posizione e mi aspettavo qualche tipo di penalità”.

Sulla gestione del muretto e sulla successiva sanzione che ha condizionato la gara, il pilota della Ferrari ha aggiunto: “Infatti l'abbiamo pagata. Credo che avessimo un ottimo passo, ma sfortunatamente al secondo restart tutto è diventato molto più difficile. Se avrei preferito più indicazioni dalla squadra? Ne abbiamo parlato brevemente per capire il da farsi. Ho chiesto cosa dovessi fare in quel momento ed è sempre molto complicato: in certe situazioni ti aspetti di dover agire, ma ti chiedi se devi restituire la seconda, la terza o la quarta posizione. Quarto probabilmente non aveva senso, ma secondo o terzo... e purtroppo ho commesso un errore”.

Spiegando poi l'episodio chiave del bloccaggio alla ripartenza che ha definitivamente compromesso la sua corsa verso il podio, Charles ha sottolineato l'impatto del battistrada sporco: “Alla ripartenza c'è stato il bloccaggio delle ruote, e questo ha un po' compromesso il resto della gara. C'erano parecchi residui di gomma sul lato destro della pista e quando ho frenato, pur non avendo premuto con tantissima forza sul pedale, ho bloccato subito e sono finito sull'angolo dello pneumatico. Avessi dovuto fermarmi un giro prima? È facilissimo parlare col senno di poi. Con il senno di poi forse sì, ma non credo che cambi molto per nessuno”.

Sollecitato sul duello ruota a ruota con Hamilton e sulle regole d'ingaggio interne prima del via, il monegasco ha chiarito lo spirito della sfida: “Prima della gara il piano tra me e Lewis prevedeva libertà di lottare? Stiamo lottando per la vittoria, quindi è ovvio che i margini siano minimissimi. Alla fine abbiamo commesso entrambi un errore entrando in curva 4, non è che siamo andati dritti volontariamente, e questo ha dato l'opportunità a Max di sorpassare. È stato un duello ravvicinato, ma mi aspettavo che lui lottasse per la leadership”.

Spostando l’attenzione sui grandi temi del weekend, Leclerc ha espresso la propria opinione sulla necessità di rivedere il layout dei circuiti per evitare zone grigie ed esagerati rischi in staccata: “Se qualcosa debba cambiare in futuro o se si debba semplicemente essere liberi di correre? Ne abbiamo parlato a lungo giovedì nel briefing dei piloti, cercando di capire quale fosse il modo migliore di prendere decisioni simili. La conclusione di tutti è che per prima cosa bisognerebbe modificare i tracciati, assicurandosi che non ci siano punti in cui si possano correre simili rischi all'interno. Se ci fosse stato un muro all'uscita di curva 4, né io né Lewis avremmo spinto così tanto il punto di frenata. Possiamo migliorare le piste per rendere tutto più semplice, altrimenti la gestione diventa estremamente complicata”.

Spendendo poi parole di grande stima e commozione per il fresco campione del mondo Kimi Antonelli, trionfatore del titolo iridato proprio sul tracciato messicano, Charles ha reso omaggio al giovanissimo talento italiano: “Parlando di chi ha vinto, sono ovviamente felicissimo per lui. Io mi considero giovane, ma quando lo guardo mi rendo conto che lui lo è ancora di più, e vedere i suoi genitori sotto il podio così emozionati è un'immagine bellissima. Se l'è meritato pienamente, non ha fatto un solo errore dall'inizio dell'anno”.

In conclusione, analizzando la severità delle sanzioni per i tagli di curva e i precedenti della categoria, il monegasco ha ribadito come la vera soluzione passi dai limiti fisici del tracciato: “Sulle penalità e sul fatto che in futuro si possa tagliare la curva per guadagnare margine: ci sono regole scritte ed è questo il problema. Se presa alla lettera, questa situazione non è poi così diversa da altre. Sono d'accordo sul fatto che a volte ci siano scenari in cui si guadagna più dell'avversario, ma sulla carta bisogna attenersi alle regole. Per questo dico che abbiamo bisogno di piste che non permettano di giocare con questi limiti e zone grigie. Certo, a Monaco l'anno scorso ci avevano avvisato che se lo avessimo fatto di nuovo ci sarebbero state penalità più severe, ma non credo fosse una regola valida ovunque. Ripeto: la soluzione definitiva è avere tracciati che non ti permettano di fare una cosa del genere”.

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