"Niente calcoli, ora rischio subito": Hadjar sfida la penalità e svela il piano Red Bull per Sepang e il 2027

'Niente calcoli, ora rischio subito': Hadjar sfida la penalità e svela il piano Red Bull per Sepang e il 2027
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Dopo il podio di Baku, Isack Hadjar si proietta sul weekend di Sepang tra penalità in griglia, gestione gomme e lo sguardo rivolto al futuro della Red Bull
1 ottobre 2026

Il weekend di Baku ha restituito alla Formula 1 e alla Red Bull un Isack Hadjar tirato a lucido. Rientrato in Azerbaijan dopo un lungo stop di sei settimane a causa di un infortunio al polso, il pilota francese non solo ha ritrovato subito il ritmo dei migliori, ma si è preso un terzo posto di peso — il suo secondo podio in carriera — mettendo il punto esclamativo sul recente rinnovo contrattuale con la scuderia di Milton Keynes. Una prestazione solida che ha mandato in soffitta i timori della vigilia, ma che adesso attende una controprova ben più probabile e probante sul tracciato di Sepang.

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In una stagione dalle dinamiche bizzarre, la Formula 1 fa tappa in Malesia per un Gran Premio del Bahrain a dir poco atipico nell'ambientazione. Ma al di là delle suggestioni geografiche, per la Red Bull è il momento della verità. Sepang rappresenta l'esatto opposto della pista azera: layout tradizionale, asfalto abrasivo, curve veloci e temperature torride. Un banco di prova definitivo per valutare l'efficacia del pacchetto di aggiornamenti introdotto sulla RB22, potenzialmente l'ultimo della stagione. Risposte fondamentali per capire se Milton Keynes possa ancora puntare a qualche vittoria di tappa prima della fine dell'anno e puntare al podio nella classifica Costruttori.

In vista della prima sessione di libere, Hadjar appare consapevole che le dinamiche in pista cambieranno radicalmente rispetto a una settimana fa. A partire dall'approccio al volante: se tra le mura di Baku serviva cautela per evitare i muretti, a Sepang non ci saranno calcoli da fare fin dai primi metri. "Il layout della pista ti impone di spingere subito al massimo”, ha spiegato il francese. "È un tracciato aperto, non ci sono veri muri, quindi puoi permetterti di cercare il limite molto prima. A Baku, se andavi oltre, finivi dritto nelle barriere e mi sarei rovinato il ritorno in pista. Lì sono andato passo dopo passo. Questo weekend per me è completamente normale e dovrò prendermi dei rischi fin da subito”.

I rischi, peraltro, saranno necessari anche alla luce di una penalità di cinque posizioni sulla griglia di partenza che Hadjar dovrà scontare domenica. Un ostacolo in più, che però non scalfisce la fiducia nelle doti telaistiche della vettura: "Dovrò scontare cinque posizioni, ma penso comunque che se hai il passo gara puoi risalire. Se non riusciremo a farlo, vorrà dire che semplicemente non eravamo abbastanza veloci”.

La vera incognita di Sepang resta la gestione degli pneumatici su un asfalto storicamente severo, un fattore che imporrà una strategia ben diversa dal "flat out" azero. "Guardando le gomme, ci aspetta una gara a due o tre soste; sarà totalmente diverso da Baku", ha sottolineato Hadjar. "Nelle libere la priorità assoluta sarà il lavoro sui long run. L'asfalto è molto ruvido e le temperature della pista saranno sopra i 50 gradi; in più non abbiamo le mescole più dure della gamma Pirelli, quindi sarà decisamente impegnativo”.

Se sul piano del puro stile di guida il giovane talento ammette di preferire la spinta incondizionata — "È quello che fai fin dai tempi dei kart" —, riconosce anche il fascino tattico del degrado: "Quando riesci a essere più furbo degli altri e porti a casa il risultato con la strategia e la gestione delle gomme, è comunque una sensazione bellissima. Spero che riusciremo a fare qualcosa di speciale questo fine settimana”.

Non manca poi il capitolo legato alle condizioni meteo, da sempre incognita imprevedibile in Malesia. Un'eventuale pioggia non spaventa il francese in ottica qualifica, ma accende qualche spia d'allarme per la gara, soprattutto in merito alla sicurezza e alla visibilità con le attuali monoposto: "Sarei felice se piovesse in qualifica, ma per la gara, con tutta questa energia da gestire e la scarsa visibilità, rischia di crearsi un po' di caos per cui non siamo del tutto pronti. Non è una questione di tempi sul giro, ma di sicurezza: più grip hai, più sei al sicuro”.

Per sfruttare al meglio l'esperienza sul nuovo tracciato, Hadjar non ha esitato ad attingere al bagaglio del compagno di squadra Max Verstappen, ultimo vincitore a Sepang con la F1: "Anche se ho girato al simulatore, la realtà è sempre diversa e ci sono cose che non puoi simulare. Avere in squadra l'ultimo vincitore su questa pista è un vantaggio, piccolo magari, ma da sfruttare al massimo”.

La visione a lungo termine, del resto, guarda già oltre il campionato in corso. Con otto gare ancora da disputare, il team sfrutterà ogni km per raccogliere dati preziosi in vista del 2027, lavorando sui limiti strutturali che la RB22 non permette di correggere nell'immediato. "Non c'è una vera pressione da titolo”, ha concluso Hadjar. "Abbiamo otto gare per imparare il più possibile, fare tutti gli errori adesso e comprendere a fondo la vettura per farci trovare pronti e partire fortissimo nel 2027. Questo è l'obiettivo e lo spirito della squadra: daremo tutto da qui alla fine per portare a casa ogni singolo apprendimento”.

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