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Alla vigilia del Gran Premio di Bahrain, eccezionalmente trasferito sul circuito di Sepang per motivi geopolitici, Gabriel Bortoleto si appresta ad affrontare un fine settimana ricco di incognite e sfide tecniche. Prima di immergersi nell'attività di pista, il pilota brasiliano si è concesso qualche giorno di relax in compagnia di alcuni colleghi, quali Albon, Sainz, Bearman, Piastri e Russell, per una breve vacanza di gruppo: “Ci siamo organizzati con Oscar e lunedì abbiamo preso il volo insieme. È stato molto bello visitarla per la prima volta: è stato un bel momento e abbiamo passato qualche giorno in quest'isola chiamata Langkawi. Sul tavolo, è un'idea migliore!”.
L'attenzione si è poi subito spostata sulle insidie del tracciato malese, del tutto nuovo per il giovane talento: “Per me ci sarà molto da imparare, perché è la mia primissima volta su questo tracciato: tutte le sessioni serviranno a capire e assimilare il circuito. Mi aspetto condizioni meteo un po' folli, con tanta pioggia alternata a pista asciutta”. Dal punto di vista delle dinamiche di gara, Bortoleto prevede una gestione tattica dei sorpassi diversa rispetto ad appuntamenti recenti: “Non credo che questa pista sia da "effetto yo-yo" quanto Monza. Tutti cercheranno di essere molto furbi e non sorpassare nell'ultima curva per poi fare la staccata in Curva 1, quindi vedremo”.
Uno dei temi centrali del weekend sarà l'interazione tra le monoposto e l'asfalto abrasivo di Sepang: “Farò il track walk questo pomeriggio. I miei ingegneri ci sono già stati stamattina e dicono che la superficie è molto abrasiva e sconnessa: sarà interessante per la strategia. A volte l'asfalto sembra piatto quando cammini, ma poi ci metti sopra la macchina da corsa, che è velocissima e rigidissima, e senti tutto molto di più. Ad esempio a Baku, con tutti quei dossi, le staccate erano super complicate. Non mi aspetto quel livello di asperità qui: magari sarà un tracciato molto esigente per gli pneumatici, ma dal punto di vista della vettura non sarà terribile”.
Nonostante le complessità incontrate nelle ultime uscite, il brasiliano traccia un bilancio positivo del potenziale espresso dal telaio: “Mettendo da parte il motore, per una parte della stagione abbiamo avuto il quarto o quinto miglior telaio, e questo è dimostrato dai dati GPS in nostro possesso. All'inizio del campionato, in molte curve eravamo allo stesso livello della McLaren. Poi loro e altri team hanno portato degli sviluppi e il centro gruppo si è riavvicinato a noi a livello di telaio. In genere abbiamo una vettura discreta e ne sono contento; questa sarà una buona pista per confrontare il pacchetto e capire a che punto siamo”.
Respinte con fermezza anche le perplessità sull'efficacia delle ultime novità tecniche: “Voglio chiarirlo a tutti, come ho fatto anche lo scorso weekend con i media: non abbiamo dubbi sul pacchetto aggiornato, sappiamo che funziona. A volte, guardando la TV si è guidati solo dai risultati: vedi la posizione finale e pensi che le modifiche non abbiano funzionato, ma il problema non era lì. Non è stata solo una questione di power unit: abbiamo avuto altre criticità nel weekend che non abbiamo individuato abbastanza presto”.
“In gara, però, il passo c'era: ho ripreso Carlos Sainz, l'ho sorpassato e ho allungato su di lui. Dobbiamo solo capire meglio il pacchetto ed evolvere l'assetto. Non ci chiediamo minimamente se tornare alla vecchia configurazione: assolutamente no”, ha continuato il brasiliano.
A fare da sfondo c'è il percorso d'esordio del propulsore Audi, con le fisiologiche sfide di gioventù: “Soffriamo ancora per alcuni aspetti di guidabilità della nostra power unit, ad esempio nelle scalate di marcia e in staccata. Tuttavia, bisogna ricordare che è la prima stagione in cui Audi costruisce una power unit di Formula 1: per essere il primo anno, è davvero impressionante dove ci troviamo e come siamo riusciti a svilupparla durante la stagione. Se fossimo stati qui da più tempo, avremmo iniziato il campionato diversamente, ma il lavoro fatto è notevole”.
In un campionato estremamente compatto, la precisione operativa della squadra farà la differenza: “Quest'anno i distacchi sono così ridotti che ogni minimo errore nell'esecuzione di un pit stop o nelle decisioni strategiche viene amplificato rispetto al passato. Dobbiamo sempre garantire la miglior esecuzione possibile: è così che un giorno saremo in grado di lottare al vertice”.