"Avevamo persino le fascette da elettricista sulla macchina!": la clamorosa confessione di Piastri dopo il miracolo in qualifica a Baku

'Avevamo persino le fascette da elettricista sulla macchina!': la clamorosa confessione di Piastri dopo il miracolo in qualifica a Baku
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Dopo il disastro del 2025 e un venerdì di libere complicato tra problemi tecnici e fascette da elettricista, Oscar Piastri firma la grande impresa nelle qualifiche del GP d'Azerbaigian 2026: 3° posto a un millesimo dalla prima fila.
25 settembre 2026

Il circuito cittadino di Baku continua a scrivere capitoli fondamentali nella carriera di Oscar Piastri. Tra le mura dell'impianto azero, l'australiano della McLaren ha vissuto le montagne russe del motorsport: dalla straordinaria vittoria del 2024 al weekend nero del 2025, segnato dall'impatto contro le barriere in qualifica, dalla partenza anticipata e dall'uscita di scena in Curva 5 al primo giro. Un incubo arrivato mentre era in testa al Mondiale, trasformato nel punto di svolta che aprì a Lando Norris la strada verso il titolo iridato. Nel 2026, però, il tracciato azero sembra pronto a restituirgli il maltolto. Nonostante un weekend iniziato tra mille incognite, Piastri ha estratto dal cilindro un'incredibile prestazione nelle qualifiche del venerdì: un terzo posto a un solo millesimo dalla prima fila che sa di pura rivincita.

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Un risultato tutt'altro che scontato, considerando le difficoltà emerse durante le sessioni di prove libere. È lo stesso Piastri a spiegare la complessa gestazione di questo piazzamento: "Sì, non è stato un weekend facile, sicuramente sotto diversi aspetti. Non siamo stati particolarmente veloci, e giovedì avevamo perfino le fascette da elettricista sulla macchina, il che non è mai un gran segno. Quindi è stata una giornata un po' complicata per noi. Ma non è la prima volta quest'anno che arriviamo in qualifica, togliiamo tutto il carburante e la vettura si rianima. Chiaramente, rispetto a George e alla Mercedes siamo ancora molto lontani, però sì, di certo non è la prima volta che arriviamo in qualifica e le cose sembrano un po' più rosee. Quindi sì, sono contento di come abbiamo cercato di far evolvere la vettura durante il weekend. Non è stato affatto semplice estrarre il massimo da questa macchina qui, considerando quanto devi spingere e, ovviamente, le conseguenze se sbagli. Finire in P3 è davvero un ottimo risultato".

Nonostante l'ottimo tempo finale in Q3, il feeling con la vettura su un tracciato impervio e privo di margini d'errore come quello di Baku rimane un lavoro in continua evoluzione per il pilota australiano: "Sì e no. Ad essere sincero, un po' come ha detto Charles, penso che ci siano stati alcuni giri forti qua e là, ma in mezzo ce ne sono stati molti altri non altrettanto buoni. Sento che siamo stati discreti in certi momenti, ma la nostra macchina ha bisogno di cose specifiche e cercare di trovarle su un circuito cittadino è davvero dura. Poi, come dicevo, in qualifica la vettura prende un po' più di vita, tutto diventa un po' più semplice ed è più facile per noi tirare fuori il passo. Però no, a livello personale sento che stiamo costruendo bene e sì, ero parecchio contento del mio giro in Q3".

Tra i fattori decisivi nella sessione di qualifica c'è stata l'insolita gestione dei set di pneumatici rispetto ad altri top team come Mercedes, una scelta strategica ragionata e affinata tra Q2 e Q3: "L'abbiamo presa in considerazione. Anche per noi non era chiarissimo cosa volessimo fare. In Q2 siamo rientrati in pista con il set di gomme usate e non avevamo bisogno del giro di lancio, eravamo pronti e ci siamo migliorati. Quindi penso che ci siamo semplicemente impegnati in quella direzione... Siamo riusciti a fare un giro di lancio sul primo set, il che è stato positivo, ma sapevamo di non avere il tempo per farlo sul secondo. Tuttavia, dopo quel secondo tentativo in Q2, eravamo abbastanza fiduciosi di poter far funzionare la cosa, o quasi. E, sai, non avevamo davvero altre opzioni se non farlo funzionare. Quindi per noi è stata una buona idea".

In vista del Gran Premio di sabato, con George Russell accreditato come l'uomo da battere per il passo mostrato dalle Frecce d'Argento, Piastri non perde l'ironia ma punta a sfruttare il buon passo gara emerso nei long run: "Se ha un gancio da traino dietro a cui posso agganciarmi, forse sì. Però vedremo cosa riusciremo a fare. Penso che le Mercedes sembrino incredibilmente veloci qui, ma tutti gli altri sembrano far parte di un gruppo piuttosto compatto. E ad essere onesti, il nostro passo gara ieri sembrava buono. Quindi sì, penso che possiamo giocarcela e lottare nel gruppo dietro a George e, sì, vedere a che giro Kimi inizierà a risalire la china".

Tra la rabbia del 2025 e le incognite tecniche di un venerdì iniziato a rincorrere, la risposta di Oscar Piastri sulle stradine di Baku parla la lingua dei campioni. La terza piazza in griglia, strappata per un soffio dalla prima fila, non è solo una dimostrazione di pura velocità pura sul giro secco, ma la conferma di un pilota maturato, capace di resettare i fantasmi del passato e di far "rinascere" la vettura nel momento che conta. In una gara imprevedibile e complessa come quella azera, con la Mercedes di Russell a fare da lepre e il gruppo degli inseguitori racchiuso in un fazzoletto, l'australiano si candida ad essere assoluto protagonista. La caccia al riscatto sul tracciato che gli ha tolto tanto è ufficialmente aperta.

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