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Sabotaggio in Formula 1? L'ombra del complotto si allunga sul paddock dopo il Gran Premio del Giappone 2026. Al centro della tempesta c’è Franco Colapinto, che secondo una teoria circolata con insistenza sui social sarebbe vittima di un trattamento disparato da parte dell'Alpine, costretto a guidare una vettura dalle specifiche inferiori rispetto a quella del compagno di squadra Pierre Gasly. Una disparità tecnica che, a detta dei sostenitori dell'argentino, ne starebbe soffocando il talento.
Riavvolgendo il nastro, sui social ha preso vita una teoria del complotto nata da alcune dichiarazioni emerse nel media day del Gran Premio della Cina 2026, suggerendo una disparità nelle specifiche tecniche tra la vettura di Colapinto e quella di Gasly. Successivamente, è emerso che tale differenza derivava da un problema al cambio riscontrato dal team poco prima del weekend di Shanghai. Questo aveva comportato alcune piccole divergenze nei componenti tra le due vetture di casa Alpine, con Colapinto costretto a utilizzare un componente più vecchio, già usato nel corso dei test prestagionali. Si tratta, a ben vedere, di una dinamica quasi fisiologica in questa fase: con l'entrata in vigore del nuovo regolamento tecnico e soltanto tre Gran Premi disputati, i team si trovano ancora in una fase embrionale della stagione, dove la produzione dei ricambi è limitata e non si dispone ancora di uno stock sufficiente di elementi aggiornati per gestire ogni imprevisto su entrambe le monoposto.
Di questo ha parlato il pilota stesso, che ha evidenziato le “prestazioni al di sotto delle aspettative dell'ala anteriore”, affermando poi, due settimane dopo al GP del Giappone, come riportano i colleghi di The Race, che si trattava di qualcosa "che dobbiamo ancora capire meglio". Questo tema è rimasto in sordina fino a quando, la scorsa domenica, non è avvenuto l’incidente che ha coinvolto Oliver Bearman e Franco Colapinto. In quel momento si è scatenata una vera diatriba sui social.
L'Alpine ha deciso di rispondere alle accuse con una lettera aperta, in cui ha chiarito e smentito ogni ipotesi di sabotaggio. “Il team si impegna a schierare in pista le due vetture più veloci e a fornire pari opportunità a entrambi i piloti di essere competitivi e conquistare punti importanti per la squadra nel campionato”, si legge nel comunicato che la squadra francese ha diffuso questa mattina. “In alcuni casi, data la necessità di accelerare i tempi di consegna dei componenti e di gestire con attenzione il processo produttivo, il team è in grado di portare solo determinati aggiornamenti ad alcuni eventi. Tuttavia, questo non è mai l'approccio previsto o auspicato poiché, se il componente rappresenta un miglioramento delle prestazioni, allora vogliamo che sia disponibile su entrambe le vetture immediatamente”.
“La situazione è rimasta invariata anche quest'anno e sia Pierre che Franco hanno utilizzato la stessa attrezzatura, a parte alcune piccole parti a basso impatto sulle prestazioni in Cina a causa della sostituzione dei componenti del cambio. Franco è il nostro pilota e il team ripone in lui la sua fiducia, così come lui la ripone nel team. Questo dimostra l'impegno che abbiamo nei confronti di Franco e del suo ruolo, alla pari con Pierre”, prosegue la lettera. “Qualsiasi dubbio su presunti sabotaggi o sul fatto che Franco non abbia avuto a disposizione la stessa vettura è completamente infondato, ed è per questo che il team ha sentito il bisogno di esprimersi. Potrebbe capitare, nella corsa allo sviluppo, che gli aggiornamenti vengano applicati prima a una sola vettura, e il team comunicherà tutto in modo trasparente. Detto questo, l'obiettivo rimarrà sempre quello di portare le novità su entrambe le monoposto, ove possibile”.
“Non è assolutamente nell'interesse del team non conquistare punti e qualsiasi accenno di autosabotaggio non contribuisce al raggiungimento dell'obiettivo finale. Fin dalle prime gare il team si trova in una posizione di forza e non si adagia sugli allori, rimanendo con i piedi per terra”, ha chiosato la squadra.