F1. Verstappen spezza l’egemonia Mercedes: perché Red Bull è diventata imprendibile a Sepang

F1. Verstappen spezza l’egemonia Mercedes: perché Red Bull è diventata imprendibile a Sepang
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A Sepang Max Verstappen ha trovato una Red Bull velocissima sul dritto e abbastanza completa da battere Lewis Hamilton. Mercedes, alle prese con un aggiornamento ancora acerbo, fatica, mentre Ferrari sorprende nel caldo infernale della Malesia. Ma domani saranno degrado e strategia a decidere tutto
3 ottobre 2026

Nel caldo infernale di Sepang, su una pista abrasiva e aggressiva, Max Verstappen si è mosso con la freddezza di chi sapeva di potersi giocare un risultato senza precedenti quest’anno. Che la pole position colta dal quattro volte campione del mondo di Formula 1 nelle qualifiche del Gran Premio del Bahrain in Malesia 2026 sia la prima di un non motorizzato Mercedes la dice lunga da diversi punti di vista. Il primo è indubbiamente la crescita di una Red Bull che con il recente pacchetto di aggiornamenti ha trovato nuova linfa da aggiungere a un motore che si conferma molto competitivo soprattutto in termini di velocità di punta.

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Verstappen si è rivelato micidiale nel primo settore, che include un rettifilo, nel suo tentativo lanciato iniziale. Nessuno è stato in grado di avvicinarsi nemmeno lontanamente, nemmeno lo stesso Max pochi minuti più tardi. È in quel frangente della pista che gli ha consentito di regolare Lewis Hamilton, che con lui formerà una prima fila dal sapore dei vecchi tempi. Anche nove anni fa, in occasione dell’ultimo GP della Malesia di F1, erano loro i primi due. La rapidità sul dritto della Red Bull, già assolutamente apprezzabile a Baku, qui è risultata ancora più schiacciante, soprattutto perché la Mercedes ha avuto le sue gatte da pelare.

L’atteso pacchetto di aggiornamenti portato dalla scuderia di Brackley a Sepang non ha sortito gli effetti sperati. Ma non è detto che si riveli inefficace. Anzi. Con un upgrade così consistente, è naturale che trovare la quadra in termini di bilanciamento sia tutt’altro che semplice. E forse lo è ancora meno su una pista il cui manto abrasivo non influenza solo la gestione delle gomme, ma, come ha sottolineato il team principal della McLaren, Andrea Stella, potrebbe avere un effetto che sul comportamento della vettura stessa, soprattutto dal punto di vista aerodinamico.

Trovare i giusti riferimenti non è per nulla semplice su una pista che finisce per forza di cosa per sparigliare le carte in tavola, con il cocktail esplosivo tra l’asfalto e la temperatura infuocata. Essere in grado di gestire le gomme diventa la chiave principale per riuscire a fare la differenza, in un contesto diametralmente opposto a quello di degrado nullo che avevamo visto a Baku e non solo. In casa Mercedes, Andrea Kimi Antonelli è riuscito a fare meglio di George Russell, anche se si è notevolmente complicato l’esistenza commettendo il solito errore.

Incappato nei track limits in Q2, ha dovuto usare un altro treno di gomme per qualificarsi alla Q3, finendo per cogliere il suo unico tentativo in modo sfalsato rispetto alla concorrenza. Il quarto posto, viste anche le fragilità della Mercedes, gli consente di limitare i danni. È invece risultata competitiva la Ferrari, che a Sepang ha effettivamente trasformato la sua debolezza in un punto di forza. La SF-26 è troppo docile con gli pneumatici, che fatica a mandare in temperatura. Ma è proprio questa delicatezza ad aver consentito a Hamilton e Charles Leclerc di potersela cavare in qualifica.

Leclerc ha spiegato di aver optato per un assetto che si è rivelato troppo aggressivo con le condizioni proibitive in termini di gestione delle gomme. È stato questo dettaglio a costituire larga parte della differenza con Hamilton, che ha spiegato di non aver sacrificato troppo della performance in gara per figurare meglio in qualifica, come è naturale che sia in queste circostanze. Hamilton ha colto il miglior intertempo nel secondo settore, segno di una monoposto che trova terreno per esprimersi nei cambi di direzione.

In casa McLaren, invece, si fanno i conti con le limitazioni della MCL40, esposte dalla pista di Sepang. Lando Norris ha lamentato un deficit in termini di velocità di punta che non necessariamente è riconducibile in toto alla power unit, visto il drag spiccato della McLaren rispetto alle sue concorrenti. Senza contare che le curve della Malesia finiscono per esporre i limiti della monoposto in termini di deportanza generata, ancora presenti, sebbene meno marcati rispetto a qualche tempo fa. Rispetto al distacco nelle libere di ieri, Norris e Oscar Piastri hanno saputo contenere i danni. Ma il deficit resta marcato, in un weekend in cui i papaya avrebbero potuto approfittare dell’acerbità della Mercedes aggiornata.

La vera partita, però, si giocherà domani, in una gara in cui la strategia potrebbe giocare un ruolo fondamentale. Lo stress a cui sono sottoposte le gomme apre a tattiche a due o addirittura tre pit stop. L’opzione hard non è da scartare, ma potremmo anche vedere strategie con sole soft e medie, a patto che l’introduzione della gomma sia abbastanza gentile. Sono equilibri delicati, che si giocano sul filo dello stress per monoposto provate da una pista aggressiva come lo è sempre Verstappen, splendido poleman di oggi.

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