"Morivo dalla voglia di tornare. Mi sono sentito subito a casa": Tsunoda rompe il silenzio e si riprende la F1 a Zandvoort

"Morivo dalla voglia di tornare. Mi sono sentito subito a casa": Tsunoda rompe il silenzio e si riprende la F1 a Zandvoort
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Dalla spiaggia in Grecia al sedile della Racing Bulls a Zandvoort: Yuki Tsunoda racconta l'emozione dell'improvviso ritorno in griglia e fissa il suo futuro in Formula 1
20 agosto 2026

Dalle acque cristalline della Grecia all’asfalto tra le dune di Zandvoort il passo può essere incredibilmente breve, soprattutto se di professione fai il pilota di riserva nel Circus della Formula 1. Il rientro dalla pausa estiva ha scosso il paddock con l'infortunio di Isack Hadjar, la conseguente promozione di Liam Lawson al fianco del fresco blindato Max Verstappen in Red Bull e il ritorno al volante di , chiamato a vestire nuovamente i colori della Racing Bulls per il Gran Premio d’Olanda 2026.

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Per il pilota giapponese il sorriso è il riflesso immediato di un’attesa finalmente ripagata: “Non potrei essere triste, era un momento che aspettavo da tempo. Morivo dalla voglia di vivere di nuovo tutto questo. Guardare ogni gara da uno schermo non è frustrante o stressante, ma dentro di me sentivo forte il desiderio di tornare a guidare”. La chiamata che ha stravolto i suoi piani è arrivata nel modo più inaspettato mentre trascorreva le vacanze: “Ero in Grecia con il mio manager e alcuni amici, in spiaggia, a guardare il mare in totale relax dopo essermi allenato. Ero lì da appena tre o quattro ore quando ho ricevuto la telefonata: ‘Devi andare nel Regno Unito, forse questo weekend correrai’. Era martedì. Ho detto subito: Va bene, andiamo”.

Nonostante il salto improvviso nell'abitacolo delle vetture 2026, Tsunoda non teme il divario tecnico né la preparazione fisica: “Fisicamente e mentalmente mi sento molto lucido. Mi sono allenato quasi ogni giorno, non avevo altro da fare. Quest'anno ho svolto quattro sessioni TPC con cinque simulazioni di gara, macinando ottimi giri. Devo solo abituarmi a questa specifica monoposto e alle procedure di partenza, per questo non voglio fissarmi aspettative irrealistiche. Per ora l'obiettivo è divertirmi, qualcosa che desideravo da tanto”.

Riguardo alla complessa gestione tecnica e all'Energy Deployment delle nuove monoposto, il lavoro dietro le quinte non è mai mancato: “Ho trascorso molto tempo in pista quest'anno, seguendo gli ingegneri nei meeting e lavorando al simulatore per comprendere i regolamenti e l'erogazione dell'energia per ciascun tracciato. Con la Racing Bulls ho girato al simulatore per la prima volta proprio ieri, ma a livello di comandi sul volante non ci sono grosse differenze rispetto allo scorso anno. La transizione tra Red Bull e Racing Bulls sarà molto fluida”.

Nessun rimpianto o preferenza tra le due scuderie di Faenza e Milton Keynes: “Per me non fa differenza quale vettura guidare, entrambe sono competitive e sono estremamente grato per questa opportunità. Indossare di nuovo questa divisa bianca mi ha fatto sentire subito a casa, l'accoglienza di tutti è stata fantastica. Parlare serve a poco, è sempre la pista che deve dimostrare quanto vali”.

Il ritorno in griglia riaccende inevitabilmente i riflettori sul mercato e sul futuro, ma gli occhi di Yuki rimangono fissi su un unico traguardo: “Il mio obiettivo principale è e sarà sempre la Formula 1, avere successo qui. Non voglio rimanere a guardare dal garage per due anni: se non dovessi trovare un sedile per la prossima stagione sarò costretto a valutare altre categorie, ma fino all'ultimo secondo la mia testa resterà focalizzata al 100% sulla F1. So quanto sia difficile e speciale essere qui; se questa gara sarà l'innesco per il futuro ne sarò felice, ma ora ciò che posso controllare è solo dare il massimo e divertirmi”.

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