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C'è un angolo di Milano dove fare il pieno all'automobile somiglia più all'acquisto di una bottiglia in un'enoteca di lusso che a una normale sosta dal benzinaio. Siamo in via Correggio, nel cuore del quartiere Buonarroti, un elegante viale alberato dove i bilocali viaggiano sui 600 mila euro e le raffinate palazzine liberty si alternano ai grandi edifici residenziali degli anni Sessanta. Qui, a due passi dal distretto Fiera Bolla e non distante dal centro cittadino, sorge il distributore di carburante che ha da poco conquistato un poco invidiabile primato: è il più caro d'Italia.
Il tabellone dei prezzi parla chiaro e non lascia spazio a illusioni, certificando quello che gli automobilisti di zona avevano già intuito e che il Codacons ha puntualmente confermato. Per un litro di diesel servono la bellezza di 2,735 euro. Va solo leggermente meglio a chi guida un'auto a benzina, con la verde che si ferma alla cifra, si fa per dire, di 2,699 euro al litro. L'unica consolazione per chi si ferma alla pompa è che non dovrà sporcarsi le mani: il self-service non è minimamente previsto, c'è esclusivamente l'opzione del "servito".
A rendere ancora più stridente il contrasto ci pensa il secondo cartello esposto di fianco a quello principale, pensato proprio per venire in aiuto agli automobilisti più distratti mostrando le medie. Leggere che il prezzo medio del diesel si attesta a 2,104 euro e quello della benzina a 1,934 euro fa impallidire i numeri esposti dalla pompa di via Correggio, rendendo evidente la portata del rincaro.
Eppure, l'intera area metropolitana non scherza in fatto di tariffe, consolidando il titolo di città più onerosa della penisola assegnato a Milano anche quest'anno dal Codacons. Se ci si sposta nell'hinterland o in periferia, i prezzi rimangono ostinatamente sopra la soglia psicologica dei due euro al litro: a Muggiano la richiesta è di 2,139 euro, mentre ad Assago si raggiungono agilmente i 2,439 euro.
Davanti al distributore dei record, le scene si ripetono identiche. Molti guidatori, dopo aver posato lo sguardo sul tabellone luminoso, tirano dritto senza pensarci due volte. La clientela che effettivamente si ferma per il rifornimento non sembra certo incrociare la fascia di chi faticherebbe a sborsare oltre cento euro per fare il pieno a un'utilitaria. Per tutti gli altri, l'amara ironia prende il sopravvento, riassunta nella battuta che ormai circola spontanea tra chi passa di lì: "Quasi quasi, la benzina vado a farla in autostrada".