Xiaomi entra nell'ibrido e incassa 10.000 ordini in 4 minuti: cosa dicono davvero quei numeri

Xiaomi entra nell'ibrido e incassa 10.000 ordini in 4 minuti: cosa dicono davvero quei numeri
Pubblicità
Con la gamma SkyNomad l'azienda di Lei Jun debutta nella tecnologia EREV e annuncia diecimila ordini bloccati in poco più di duecento secondi. È un risultato solido, ma il confronto con SU7, YU7 e con i rivali cinesi racconta una storia più sfumata di quella del titolo
10 settembre 2026

Quattro minuti. Tanto è bastato a Xiaomi per annunciare 10.000 ordini bloccati sulla nuova gamma SkyNomad, il primo SUV del marchio a non essere puramente elettrico. La cifra è arrivata su Weibo subito dopo la fine dell'evento del 7 settembre e in poche ore ha fatto il giro del mondo. La domanda che nessuno si è fatto è però la più interessante: in Cina, diecimila ordini in quattro minuti sono davvero tanti?

La risposta breve è sì, ma non quanto sembra. La risposta lunga richiede di capire cosa significa davvero la parola "ordine" nel mercato cinese.

Xiaomi SkyNomad
Xiaomi SkyNomad Xiaomi
Naviga su Automoto.it senza pubblicità
1 euro al mese

Cosa cambia tra un ordine e un ordine vero

In Cina esistono due contatori. C'è il preordine, con caparra rimborsabile in qualsiasi momento, che misura la curiosità. E c'è l'ordine bloccato, in gergo locale suoding, con caparra non restituibile e configurazione congelata: l'auto entra in linea di produzione e chi ha firmato difficilmente torna indietro.

Per la SkyNomad ci sono due strade. Cinquemila yuan di acconto, annullabile entro tre giorni e poi bloccato, oppure ventimila yuan per una vettura già pronta a magazzino, con consegna tra una e cinque settimane e un limite di un esemplare a testa. Xiaomi aveva preprodotto oltre diecimila auto proprio per questo.

I 10.000 annunciati appartengono alla seconda categoria, quella seria. Ed è qui che il confronto interno diventa scomodo per l'azienda.

Xiaomi SkyNomad di profilo
Xiaomi SkyNomad di profilo Xiaomi

Il paragone con SU7 e YU7 è meno lusinghiero di quanto sembri

Quando debuttò la SU7, nel marzo 2024, Xiaomi dichiarò anche allora diecimila ordini in quattro minuti, arrivando a 88.898 nelle prime ventiquattro ore. Quel conteggio però includeva anche ordini rimborsabili entro sette giorni, una scelta che all'epoca fece discutere.

Con la YU7, nel giugno 2025, il numero esplose: 200.000 in tre minuti, 289.000 nella prima ora. Ma fu lo stesso Lei Jun a precisare, poco dopo, che gli ordini realmente bloccati erano poco più di 120.000. Il resto era interesse, non impegno.

Tradotto: la cifra della SkyNomad è qualitativamente migliore, perché parla solo di clienti che hanno messo il denaro sul tavolo davvero, ma quantitativamente è di un ordine di grandezza inferiore ai record interni. Chi scrive "nuovo record Xiaomi" sta sbagliando.

Xiaomi SU7 Xiaomi
Xiaomi YU7 Xiaomi

Dove si colloca rispetto ai rivali

Il metro di paragone più onesto sono gli altri lanci recenti nello stesso segmento. Xpeng G7 raccolse diecimila ordini fermi in nove minuti. AITO M8, il rivale più diretto tra i SUV a range extender, ne fece ottomila in otto minuti e ventimila nella prima ora. La nuova AITO M9 ha superato gli undicimila nella prima ora e i ventimila in un giorno, ma partiva da settantamila preordini accumulati. All'estremo opposto c'è la Li Auto i8, fermata a circa seimila ordini nella prima settimana e rilanciata con un taglio di prezzo dopo sette giorni.

SkyNomad si piazza nella fascia alta di questo gruppo, meglio di Xpeng sul ritmo, allineata ad AITO. È un buon lancio di categoria, non un fenomeno fuori scala.

Xpeng
Xpeng

Diecimila auto, messe in prospettiva

Ora l'ordine di grandezza. L'auto più venduta in Cina nel 2025 è stata la Geely Xingyuan, una compatta elettrica da meno di settantamila yuan, con circa 450.000 unità in dodici mesi e punte di 48.000 in un solo mese. Significa che diecimila vetture equivalgono grosso modo a una settimana di vendite della vettura più popolare del Paese.

Il confronto interno è ancora più eloquente. Ad agosto 2026 Xiaomi ha consegnato 30.153 auto, in flessione del 17,15 per cento sull'anno precedente. Quei diecimila ordini valgono quindi circa un terzo di un mese di produzione dell'intera divisione automobilistica. Un numero importante, certo, ma che non sposta gli equilibri di un mercato dove ogni mese si vendono oltre due milioni di vetture.

Geely Xingyuan
Geely Xingyuan Geely

Il vero problema non sono gli ordini, sono le consegne

Qui si arriva al nodo. Xiaomi ha fissato per il 2026 un obiettivo di 550.000 unità. Tra gennaio e agosto ne ha consegnate 246.475, cioè meno del 45 per cento. Per centrare il traguardo servirebbero circa 76.000 auto al mese negli ultimi quattro mesi dell'anno, due volte e mezzo il ritmo di agosto. Gli analisti non ci credono: Goldman Sachs stima 110.000 SkyNomad nel 2026, Deutsche Bank si ferma tra 70.000 e 100.000, Barclays vede il totale annuo a 450.000, sotto il target aziendale.

Nel frattempo la divisione auto brucia cassa. Nel secondo trimestre 2026 il segmento veicoli e intelligenza artificiale ha chiuso con una perdita operativa di 2,6 miliardi di yuan e un margine lordo sceso al 19,2 per cento dal 26,4 di un anno prima. Non a caso i listini della SkyNomad sono stati tagliati di venti o trentamila yuan rispetto ai prezzi di prevendita di fine luglio: aggressività commerciale che pesa sui conti.

Posteriore Xiaomi SkyNomad
Posteriore Xiaomi SkyNomad Xiaomi

E il segmento EREV sta rallentando

C'è un ultimo dato che rende la scommessa più rischiosa di quanto appaia. Il mercato delle EREV in Cina, cioè le elettriche con generatore a benzina a bordo, nel primo semestre 2026 ha totalizzato 439.000 immatricolazioni al dettaglio con un calo del 19,4 per cento. A giugno la flessione all'ingrosso ha toccato il 25,2 per cento, la peggiore in cinque anni. È l'unica famiglia di veicoli a nuova energia in territorio negativo, penalizzata dalla riduzione degli incentivi fiscali scattata a gennaio, da una rete di ricarica ormai capillare e dalla concorrenza delle ibride plug in tradizionali.

Lei Jun ha risposto con una frase che suona come una dichiarazione di guerra: non è troppo tardi, il mercato del range extender è lontano dalla saturazione. Sotto il cofano, intanto, la scelta dei fornitori racconta un'azienda concentrata sui costi, con il generatore firmato Dongan Power e le batterie affidate a CALB invece che ai colossi di riferimento.

Il verdetto

Diecimila ordini bloccati in quattro minuti sono una notizia vera, non un numero gonfiato, e vanno pesati in un contesto in cui i media statali cinesi hanno più volte accusato i costruttori di truccare i contatori dei preordini. Xiaomi, in questo caso, ha scelto la metrica più severa e l'ha vinta.

Ma il lancio è la parte facile. Il verdetto arriverà a dicembre, quando si conteranno le consegne e non gli entusiasmi. Se la SkyNomad stabilizzerà quindici o ventimila unità al mese in un segmento che arretra, allora sarà stato un capolavoro. Altrimenti resterà il titolo più bello dell'autunno cinese.

Pubblicità