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Il cielo che si spacca a metà giornata, il rumore secco dei chicchi sulla lamiera e poi decine di ammaccature da contare. La grandine sta diventando una delle voci di spesa più insidiose per chi possiede un'automobile, e il 2026 rischia di entrare negli annali per tutte le ragioni sbagliate. I fenomeni temporaleschi estremi, dalle bombe d'acqua ai chicchi grandi come noci, si presentano con una frequenza che pochi anni fa sarebbe sembrata anomala e che oggi somiglia sempre di più alla nuova normalità.
I numeri raccontano un'accelerazione netta. L'analisi condotta su un campione superiore alle 300.000 polizze nel periodo compreso tra il 2021 e il 2026 segnala che i primi mesi dell'anno hanno già fatto registrare 45 sinistri da grandine ogni 1.000 polizze. Per capire la portata del salto basta confrontarlo con la media del quinquennio precedente, ferma a 37 ogni 1.000.
A confermare la tendenza arrivano anche i dati meteorologici puri. Nei primi cinque mesi del 2026 sono stati censiti 950 eventi di grandine distribuiti su 63 giornate diverse, il tutto prima ancora che l'estate entrasse nel vivo, cioè nel momento in cui questi fenomeni tendono storicamente a moltiplicarsi. Tradotto: la stagione più critica deve ancora arrivare e il bilancio è già pesante.
La mappa dei danni cambia volto di anno in anno, e questo è forse l'aspetto più sorprendente. Nel 2025 il primato negativo era andato a Rimini, dove oltre un'auto su due era finita sotto la grandine. Dodici mesi dopo lo scenario si sposta decisamente verso il Nord Italia, con la Lombardia a fare da protagonista involontaria.
Il record, per quanto destinato a essere aggiornato con l'avanzare della stagione, appartiene a Brescia, che tocca quota 178 sinistri ogni 1.000 polizze: mai un valore così alto era stato rilevato nella provincia lombarda. Subito dietro si posiziona Monza e Brianza con 138 sinistri ogni 1.000 polizze, seguita da Pordenone a 109, Como a 88 e Verona a 78. Nemmeno il capoluogo lombardo resta indenne, visto che Milano ha già raggiunto quota 53 sinistri ogni 1.000 polizze. Un quadro che ridisegna la percezione del rischio e che dovrebbe spingere gli automobilisti del Settentrione a non sottovalutare la questione.
Se la grandine non manda inviti e non rispetta il calendario, l'unica arma davvero efficace resta l'anticipo. Su questo fronte si muove il servizio di alert via SMS pensato per avvisare gli assicurati quando un fenomeno grandinigeno è ormai alle porte. L'idea è semplice ma preziosa: ricevere un messaggio in tempo utile può fare la differenza tra un'auto lasciata in strada e la stessa vettura messa al riparo in tempo.
Il sistema consente inoltre di aggiornare il comune di riferimento o di modificare i propri recapiti, dettaglio tutt'altro che secondario nei periodi di ferie o di viaggio, quando ci si allontana dalla propria abitazione e magari dal garage abituale. Come sottolinea Marco Buccigrossi, Digital Business Director della compagnia, i dati raccolti confermano che questi fenomeni arrivano senza preavviso e non seguono una programmazione stagionale. Farsi trovare pronti significa valutare con attenzione le proprie coperture accessorie, conoscere il grado di esposizione del territorio in cui si vive e agire prima che il cielo si scateni, non dopo.
La lezione che arriva dai numeri del 2026 è chiara: la grandine sulle auto ha smesso di essere un evento raro e occasionale per trasformarsi in un rischio strutturale, con una geografia mobile che può colpire tanto la Riviera romagnola quanto il cuore produttivo della Lombardia. Chi vive nelle province più esposte farebbe bene a considerare la propria polizza non come una spesa superflua, ma come una rete di protezione sempre più necessaria. Perché la prossima ammaccatura, con ogni probabilità, è solo questione di tempo.