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Ogni estate, al ritorno dal mare o dalla piscina, il dubbio si ripresenta puntuale tra gli automobilisti italiani: si può guidare indossando le infradito, oppure è obbligatorio calzare scarpe chiuse?
La risposta diretta, confermata dalla normativa vigente, è che il Codice della Strada non vieta più espressamente l'uso di infradito alla guida. Per lo stesso principio giuridico, non è proibito mettersi al volante indossando scarpe col tacco, sandali aperti sul retro o addirittura a piedi completamente scalzi.
Dal punto di vista storico, c'è stato un periodo in cui guidare con infradito, sandali o calzature simili era severamente ed espressamente vietato, poiché considerate scarpe non adatte a garantire una guida sicura. Tutto è cambiato il 1° gennaio 1993, con l'entrata in vigore del nuovo Codice della Strada (Decreto legislativo del 30 aprile 1992, n. 285). Questa riforma ha abrogato il divieto. Nel testo attuale, infatti, non è stata inserita alcuna norma che vieti o limiti l'uso di specifici tipi di calzature durante la guida di auto o moto.
Mettersi alla guida in ciabatte non costituisce quindi, di per sé, un'infrazione automatica. Tuttavia, l'eliminazione del divieto non ha creato un vuoto normativo, ma ha semplicemente spostato l'onere della sicurezza direttamente sulla responsabilità del conducente, imponendo il controllo totale del mezzo.
Ed è proprio sul concetto di "controllo" che il guidatore rischia la sanzione. Guidare con scarpe inadatte può portare a delle multe se queste compromettono la sicurezza, in virtù di due articoli specifici del Codice della Strada:
L'Articolo 141 (comma 2): Stabilisce che il conducente "deve sempre conservare il controllo del proprio veicolo ed essere in grado di compiere tutte le manovre necessarie in condizione di sicurezza". Tra queste, viene sottolineata l'importanza vitale dell'arresto tempestivo davanti a ostacoli prevedibili entro il campo di visibilità. Questo significa che il guidatore deve autodisciplinarsi nella scelta dell'abbigliamento per garantire un'efficace azione dei piedi sui pedali in caso di imprevisti.
L'Articolo 169 (comma 1): Impone una regola complementare, sancendo che in tutti i veicoli chi guida deve avere la "più ampia libertà di movimento per effettuare le manovre necessarie per la guida".
Se un'infradito troppo larga o un tacco si incastrano nei pedali impedendo una frenata d'emergenza o ostacolando i movimenti, si finisce automaticamente fuori regola. Se le forze dell'ordine dovessero certificare che una guida imprudente è stata causata dal tipo di calzatura, le sanzioni previste da queste norme sono inevitabili e le multe non sono affatto leggere: la violazione dell'articolo 141 comporta una sanzione che va da 42 a 173 euro, a questa può sommarsi la sanzione per l'articolo 169, che può raggiungere i 344 euro.
Oltre al portafogli per la contravvenzione, c'è un pericolo ben più grave in caso di sinistro. Se si verifica un incidente stradale mentre si guida con infradito, ciabatte, pantofole o a piedi nudi, le conseguenze finanziarie possono costringere il guidatore a contribuire al risarcimento con cifre che arrivano a decine di migliaia di euro.
Come segnalato dall'ACI, in caso di scontro, il conducente rischia di essere accusato di imprudenza, assenza o inadeguata attenzione. Gli agenti intervenuti per i rilievi potrebbero annotare sul verbale che il tipo di calzatura utilizzata era inappropriata. Di fronte a un verbale del genere, la compagnia assicurativa chiamata a risarcire i danni potrebbe riconoscere un rimborso ridotto, qualora si riesca a dimostrare che la calzatura ha impedito la corretta manovra d'emergenza.
Insomma, il consiglio più pratico e sicuro per l'estate rimane uno solo: lasciate sempre un paio di scarpe chiuse di scorta in auto, da poter utilizzare in caso di necessità per evitare multe salate o guai con le assicurazioni.