Codice della Strada, tutte le novità: patente a 17 anni e più controlli sulle assicurazioni

Codice della Strada, tutte le novità: patente a 17 anni e più controlli sulle assicurazioni
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Dalla tutela dei motociclisti all’obbligo di casco e contrassegno per i cicli a propulsione, fino alla stretta sui veicoli senza assicurazione. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha avviato la fase di consultazione con oltre cento operatori e associazioni di settore. L’obiettivo è arrivare a un Codice più proporzionato, con la sicurezza stradale come priorità.
10 agosto 2026

Il nuovo Codice della Strada entra nella fase di confronto con gli operatori e le associazioni di settore. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha infatti inviato a oltre cento soggetti i materiali di lavoro elaborati nell’ambito del processo di consultazione voluto dal ministro Matteo Salvini.

Le proposte riguardano diversi aspetti della circolazione: dalla sicurezza degli utenti più vulnerabili alle nuove forme di mobilità, dai controlli sui veicoli privi di assicurazione alla revisione del sistema delle multe. Tra le ipotesi figurano anche la patente a 17 anni, nuove regole per motociclisti e cicli a propulsione e una diversa destinazione dei proventi delle sanzioni.

Il punto centrale, sottolinea il MIT, è costruire un testo che sia il più possibile vicino alle esigenze degli automobilisti, mantenendo la sicurezza della circolazione come criterio prioritario.

Più tutele per motociclisti, persone con disabilità e nuove forme di mobilità

Una delle direttrici individuate dal Ministero riguarda la protezione degli utenti più vulnerabili e l'adeguamento delle regole alle nuove modalità di spostamento.

Per le persone con disabilità si punta a rendere obbligatoria per i Comuni l'adesione alla piattaforma CUDE, il Contrassegno Unificato Disabili Europeo. Il sistema consente di associare la targa al contrassegno e di agevolare il riconoscimento dei veicoli autorizzati anche quando si circola in Comuni diversi da quello di residenza. La proposta prevede inoltre una conseguenza per le amministrazioni che non dovessero aderire alla piattaforma: l'impossibilità di utilizzare i dispositivi di accertamento a distanza per le violazioni relative agli stalli riservati alle persone con disabilità e alle ZTL.

Sul fronte delle due ruote, il MIT sta valutando maggiori tutele per i motociclisti in autostrada. Tra le ipotesi c'è la possibilità di utilizzare la corsia di emergenza in presenza di incidenti o forti rallentamenti, fermo restando l'obbligo di garantire sempre il passaggio dei mezzi di soccorso.

Un'altra novità riguarda la circolazione sulle autostrade e sulle superstrade a tre corsie. Il Ministero sta valutando l'applicazione del principio della circolazione per file parallele, che renderebbe possibile anche il superamento a destra in determinate condizioni.

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Patente a 17 anni e nuove regole per i cicli a propulsione

Tra le ipotesi di revisione del Codice compare anche la possibilità di introdurre la patente a 17 anni, nell'ambito di un sistema di guida accompagnata e secondo modalità che dovranno essere definite dal nuovo quadro normativo.

Particolare attenzione viene dedicata anche ai cosiddetti cicli a propulsione, utilizzati sempre più frequentemente anche per le attività di consegna a domicilio. Per questi mezzi è allo studio l'introduzione di un obbligo di casco e di contrassegno, con l'obiettivo di aumentare la sicurezza e rendere più facilmente identificabili i veicoli impiegati sulla strada.

Si tratta di un settore in forte evoluzione, nel quale la crescita della mobilità leggera e delle consegne urbane ha posto nuove esigenze di regolamentazione.

Stretta sui veicoli senza assicurazione

Uno dei capitoli più incisivi della riforma riguarda la circolazione dei veicoli privi di assicurazione. Il MIT punta a rafforzare i controlli attraverso l'integrazione e l'utilizzo delle banche dati della Motorizzazione. Tra gli strumenti allo studio compare anche il divieto di marcia digitale, che consentirebbe di intervenire sul veicolo anche attraverso sistemi informatici.

La mancata regolarizzazione potrebbe avere conseguenze immediate: al primo controllo su strada, secondo l'ipotesi indicata nei materiali del Ministero, potrebbe scattare direttamente il sequestro del veicolo. La stretta non riguarda soltanto la circolazione senza assicurazione e, secondo le prime informazioni, il nuovo impianto dovrebbe prevedere anche strumenti più efficaci per contrastare il fenomeno dei veicoli abbandonati, considerato un elemento di degrado urbano e un potenziale problema per la sicurezza.

Multe più proporzionate: "chi crea più rischio paga di più"

Uno degli obiettivi dichiarati dal Ministero è intervenire sul sistema delle sanzioni per renderlo più semplice e proporzionato alla gravità effettiva delle violazioni.

La filosofia indicata dal MIT è quella secondo cui chi determina un maggiore rischio per la sicurezza stradale deve essere sottoposto a sanzioni più pesanti, mentre le violazioni meno gravi non dovrebbero produrre effetti sproporzionati. Parallelamente, però, è prevista una linea più severa nei confronti di chi circola senza assicurazione. Tra le proposte figura anche una riduzione degli incrementi sanzionatori in caso di pagamento difforme e una disciplina più equilibrata per gli errori di lieve entità.

Un'altra novità di rilievo riguarda l'adeguamento automatico degli importi delle multe: il nuovo impianto punta allo stop all'aumento automatico delle sanzioni legato all'inflazione.

Recupero delle multe non pagate dagli automobilisti stranieri

Il progetto interviene anche sul problema delle sanzioni comminate a conducenti stranieri e successivamente non pagate. L'ipotesi allo studio prevede la possibilità di recuperare le somme nei cinque anni successivi alla violazione. In particolare, la riscossione coattiva potrebbe essere effettuata nei confronti di qualsiasi conducente che venga successivamente fermato in Italia alla guida del veicolo con cui è stata commessa l'infrazione. L'obiettivo è rendere più efficace il sistema di riscossione e ridurre le disparità tra chi risiede stabilmente in Italia e chi utilizza temporaneamente la rete stradale nazionale.

Più garanzie per i cittadini: notifiche più rapide

La revisione del Codice punta anche a rafforzare le garanzie per chi riceve una sanzione e, tra le proposte, figura il potenziamento del ricorso al prefetto e una disciplina più semplice dell'autotutela, attraverso la quale il cittadino può chiedere l'annullamento di un verbale errato. Particolare attenzione viene inoltre riservata ai casi di piccoli errori nel pagamento, con l'obiettivo di evitare conseguenze eccessivamente gravose rispetto alla violazione commessa.

Una delle modifiche più significative riguarda i tempi di notifica delle multe accertate attraverso sistemi da remoto: il termine potrebbe essere ridotto da 90 a 30 giorni. Una misura pensata per ridurre i tempi di attesa e garantire maggiore certezza al cittadino destinatario del verbale.

Il 70% delle multe destinato alla sicurezza stradale

La riforma interviene anche sulla destinazione dei proventi delle sanzioni. La proposta del MIT prevede che il 70% degli introiti delle multe venga assegnato all'ente proprietario della strada e destinato a interventi per la sicurezza. Il restante 30% andrebbe invece all'ente accertatore per sostenere le attività di controllo e notifica. Il principio è quello di riportare una quota maggiore delle risorse generate dalle sanzioni direttamente sulla rete stradale, finanziando interventi di manutenzione e sicurezza.

Una riforma ancora in fase di confronto

Le misure illustrate dal MIT non costituiscono, allo stato attuale, un insieme di norme già definitivamente approvate. Si tratta delle principali proposte e ipotesi di lavoro contenute nei materiali trasmessi agli operatori e alle associazioni di settore nell'ambito della consultazione. Il confronto dovrà quindi servire a raccogliere osservazioni e contributi prima della definizione del testo definitivo.

Dalla patente a 17 anni alla stretta sui veicoli non assicurati, passando per la revisione delle multe, le nuove regole per motociclisti e cicli a propulsione e la maggiore destinazione dei proventi alla sicurezza, il progetto delineato dal Ministero punta a un cambio di impostazione: più severità nei confronti dei comportamenti che aumentano concretamente il rischio sulla strada e maggiore proporzionalità nelle sanzioni rivolte ai cittadini.

Il percorso di revisione è dunque ancora aperto. La versione definitiva del nuovo Codice della Strada dipenderà dall'esito del confronto con gli operatori e dalle successive scelte normative del Governo e del Parlamento.

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