Per inviarci segnalazioni, foto e video puoi contattarci su info@moto.it
Secondo le ultime elaborazioni su dati Siope, nel 2025 i Comuni hanno incassato complessivamente 1,77 miliardi di euro derivanti da sanzioni per violazioni del Codice della Strada, un valore che conferma il trend di crescita degli ultimi anni e che riporta al centro del dibattito il rapporto tra sicurezza, prevenzione e fiscalità locale.
Il 2025 si chiude con un risultato storico per le casse comunali: 1,77 miliardi di euro di proventi, pari a circa il +23% rispetto al 2022 e leggermente in aumento rispetto al 2024 (+1%). L’aumento strutturale delle entrate conferma una tendenza consolidata iniziata dopo la pandemia, quando il ritorno alla piena mobilità ha riportato traffico e controlli su livelli elevati. Parallelamente, secondo analisi nazionali, negli ultimi cinque anni gli italiani hanno versato complessivamente oltre 8,5 miliardi di euro in sanzioni stradali, con una media di circa 142 euro pro capite.
Analizzando i singoli territori, il primato assoluto degli incassi spetta ancora a Milano, con circa 178,6 milioni di euro raccolti nel 2025. Seguono Roma con oltre 132 milioni e Firenze, che supera i 73 milioni confermandosi tra le città più incisive sul fronte delle sanzioni. Il dato più interessante riguarda però il valore pro capite: Firenze raggiunge circa 202 euro di multe per abitante, superando nettamente le grandi metropoli. Anche i piccoli Comuni emergono nelle classifiche nazionali: località con poche centinaia di residenti riescono a generare centinaia di migliaia di euro grazie a strade di grande transito o sistemi automatici di rilevazione della velocità, evidenziando forti squilibri territoriali.
Da un lato, le amministrazioni locali sottolineano come le multe rappresentino uno strumento fondamentale per migliorare la sicurezza stradale e finanziare interventi su infrastrutture e mobilità sostenibile. Dall’altro, associazioni dei consumatori e automobilisti criticano quello che viene spesso percepito come un sistema troppo orientato alla raccolta di risorse. Il censimento nazionale degli autovelox e l’obbligo di maggiore trasparenza sugli impianti potrebbero infatti modificare significativamente il gettito derivante dalle sanzioni, riducendo il numero di dispositivi attivi nei casi non conformi alle nuove disposizioni.