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Il silenzio è uno degli elementi più caratteristici delle auto elettriche, ma in Germania potrebbe diventare anche uno dei temi più discussi. La coalizione formata da SPD e Verdi ad Amburgo ha infatti promosso un'iniziativa per chiedere un divieto, a livello nazionale, dei suoni artificiali del motore utilizzati da alcuni costruttori per ricreare l'esperienza acustica delle vetture con motore a combustione. L'obiettivo dichiarato è evitare che la transizione verso la mobilità elettrica, naturalmente più silenziosa, venga accompagnata da nuovo rumore artificiale.
Il punto centrale della proposta è la distinzione tra due tecnologie molto diverse. Da una parte c'è l'AVAS (Acoustic Vehicle Alerting System), il sistema che permette alle auto elettriche e ibride plug-in di produrre un rumore alle basse velocità per segnalare la propria presenza a pedoni e ciclisti. Questo dispositivo non sarebbe interessato dal provvedimento: la coalizione di Amburgo considera infatti i segnali acustici necessari alla sicurezza stradale. Dal 2021, per le nuove immatricolazioni, questi sistemi sono diventati un elemento previsto per i veicoli elettrificati nell'Unione europea. Il possibile divieto riguarda invece i sistemi aggiuntivi progettati per riprodurre artificialmente il carattere di un motore a benzina o di una sportiva a combustione. Secondo i promotori, a velocità più elevate il rumore prodotto dagli pneumatici e dal contatto con l'asfalto è già sufficiente per rendere percepibile il veicolo. L'eventuale sound aggiuntivo avrebbe quindi una funzione prevalentemente emozionale e non di sicurezza.
La questione interessa soprattutto le auto elettriche sportive, sulle quali il sound artificiale è stato utilizzato come strumento per mantenere una componente emozionale tradizionalmente associata al motore endotermico. Non si tratta necessariamente di un vero "scarico finto": in molti casi il suono viene generato dagli altoparlanti dell'auto e può essere ascoltato principalmente nell'abitacolo. Alcuni costruttori hanno però sviluppato anche soluzioni che intervengono sull'acustica esterna della vettura. Un esempio particolarmente attuale arriva da Volkswagen.
Il nuovo ID. Polo GTI utilizza un sound esterno sviluppato specificamente per la vettura: il sistema opera fino a 25 km/h e, nella modalità Sport, può generare un caratteristico suono sportivo fino a 50 km/h, modulato in tempo reale in funzione di velocità, posizione dell'acceleratore e coppia motrice. Anche Porsche continua a investire sul tema: per la Taycan Model Year 2026 il costruttore ha aggiornato il Porsche Electric Sport Sound, affiancandolo al nuovo sistema E-Shift con cambi di marcia virtuali. Sono esempi che mostrano come il sound artificiale sia diventato parte dell'esperienza di guida proposta da alcuni modelli elettrici ad alte prestazioni.
La proposta tedesca si inserisce in una discussione più ampia sul rumore prodotto dal traffico. Secondo le autorità e i promotori dell'iniziativa, ad Amburgo oltre 140.000 persone risultano fortemente disturbate o penalizzate nel sonno dal rumore stradale. Da qui la richiesta di intervenire non soltanto sui suoni artificiali delle auto elettriche, ma anche sul fenomeno dell'Auto-Posing, termine utilizzato in Germania per descrivere l'ostentazione automobilistica attraverso auto particolarmente rumorose, modifiche tecniche, guida aggressiva e produzione deliberata di rumore.
La proposta di SPD e Verdi punta quindi a una normativa federale che distingua in modo netto tra il rumore necessario alla sicurezza e quello creato esclusivamente per replicare le sensazioni di un'auto con motore termico. La mozione è stata portata all'attenzione della Bürgerschaft, il parlamento regionale di Amburgo, con l'obiettivo di trasferire successivamente il tema sul piano nazionale. Non si tratta dunque, almeno per ora, di un divieto immediato applicabile a tutte le auto elettriche tedesche, ma di una richiesta politica destinata ad alimentare il dibattito sul futuro della mobilità elettrica e sul rapporto tra silenziosità, sicurezza e piacere di guida.