Il piano segreto di BYD per acquistare Renault: cosa è successo davvero

Il piano segreto di BYD per acquistare Renault: cosa è successo davvero
Pubblicità
Un'indiscrezione rivela che BYD avrebbe tentato per ben due volte di entrare nel capitale di Renault, con l'obiettivo di rafforzare la propria presenza industriale in Europa. Il governo francese avrebbe però bloccato l'operazione, preferendo mantenere il controllo su uno dei principali costruttori nazionali
10 luglio 2026

La crescita di BYD in Europa non passa soltanto attraverso il lancio di nuovi modelli elettrici e ibridi plug-in. Il colosso cinese avrebbe cercato addirittura di acquisire una partecipazione in Renault. Un'operazione che, se fosse andata in porto, avrebbe potuto cambiare gli equilibri dell'industria automobilistica europea. Tuttavia, entrambe le trattative si sarebbero concluse con un nulla di fatto, anche per il deciso intervento dello Stato francese.

Secondo quanto emerso, BYD avrebbe avanzato una prima proposta nel 2024, quando alla guida del gruppo francese c'era ancora Luca de Meo, e una seconda nell'autunno del 2025. L'obiettivo non sarebbe stato soltanto quello di investire in uno dei marchi storici europei, ma di ottenere un accesso privilegiato agli stabilimenti produttivi Renault e accelerare così la propria espansione industriale nel Vecchio Continente. L'accordo avrebbe potuto rappresentare uno scambio vantaggioso per entrambe le parti: da un lato Renault avrebbe beneficiato delle avanzate tecnologie di BYD nel settore delle batterie, delle auto elettriche e delle ibride plug-in; dall'altro il costruttore cinese avrebbe potuto sfruttare la rete industriale europea del gruppo francese, riducendo tempi e costi per la produzione locale. Tuttavia, il governo di Parigi avrebbe ritenuto strategico impedire l'ingresso di un soggetto straniero nel capitale di uno dei simboli dell'industria nazionale.

Renault guarda a Geely, non a BYD

Il rifiuto non significa però che Renault abbia chiuso le porte a collaborazioni con aziende cinesi. Negli ultimi anni il costruttore francese ha infatti rafforzato la partnership con Geely, dando vita alla joint venture Horse dedicata allo sviluppo e alla produzione di motori termici e ibridi. Inoltre, il gruppo cinese è già presente in diverse attività condivise con Renault, comprese iniziative industriali in Corea del Sud e altri mercati internazionali. Questa strategia consente al marchio francese di beneficiare di sinergie tecnologiche senza rinunciare alla propria autonomia societaria.

Il mancato accordo con Renault non sembra aver rallentato i piani di BYD. L'azienda cinese sta infatti accelerando la costruzione della sua presenza industriale in Europa. Dopo l'impianto in costruzione a Szeged, in Ungheria, il gruppo starebbe valutando nuovi siti produttivi in Francia e Spagna per una seconda fabbrica europea. La produzione locale è diventata una priorità sia per aggirare le barriere commerciali sia per rispondere alla crescente domanda di veicoli elettrici nel mercato europeo. L'episodio dimostra inoltre quanto il mercato europeo sia diventato strategico per i costruttori cinesi. Acquisire capacità produttiva già esistente rappresenterebbe una scorciatoia molto più rapida rispetto alla costruzione di nuovi stabilimenti da zero. La scelta della Francia di respingere le offerte di BYD evidenzia però come i governi europei considerino sempre più strategico preservare il controllo delle proprie aziende automobilistiche, soprattutto in una fase di profonda trasformazione tecnologica e industriale.

Naviga su Automoto.it senza pubblicità
1 euro al mese
Pubblicità