F1. Più visibilità sul bagnato con le monoposto 2026? Pirelli spiega le differenze. E lascia la porta aperta alla singola mescola

F1. Più visibilità sul bagnato con le monoposto 2026? Pirelli spiega le differenze. E lascia la porta aperta alla singola mescola
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Il direttore motorsport di Pirelli, Mario Isola, parla in esclusiva per Automoto delle gomme da bagnato per la stagione 2026 di Formula 1. E non esclude l'adozione di una singola mescola per la pioggia in futuro
23 febbraio 2026

La mancanza di visibilità sul bagnato con le monoposto dello scorso ciclo tecnico della Formula 1 è stata la motivazione di molte bandiere rosse con pioggia torrenziale. Con le nuove monoposto 2026 la situazione è destinata a migliorare? “Teoricamente sì, senza il diffusore che lo scorso anno sollevava molta acqua e di conseguenza riduceva la visibilità – spiega il direttore motorsport di Pirelli, Mario Isola -. In più le gomme, essendo più strette, dovrebbero generare meno spray. Se poi questo sia sufficiente per permettere al pilota di avere una visibilità decente e non costringere il direttore di gara a dare bandiera rossa lo scopriremo solo a tempo debito”.

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Visto lo scarsissimo uso della full wet, perché non passare a una sola mescola per il maltempo? “Noi abbiamo tenuto aperta la porta del disegno singolo per il bagnato, che funzioni da una condizione di crossover con l’asciutto a quando arriviamo alla bandiera rossa – spiega Isola -. È il disegno che abbiamo introdotto in Formula 3 e introdurremo in Formula 2 quest’anno. Se invece dovessimo verificare che le nuove vetture generano meno spray e si può girare sul bagnato manterremmo l’intermedio e la wet come abbiamo adesso, probabilmente con un po’ di affinamenti sul prodotto”.

Lo abbiamo sviluppato in tre sessioni lo scorso anno e potrebbe essere necessario un po’ di fine tuning per abbassare il tempo di crossover tra intermedie e wet per far diventare queste ultime più utilizzabili e non spingere i piloti ad andare troppo presto sull’intermedio. Però se si vuole ridurre il numero di pit stop e c’è una condizione tra l’intermedia e la wet si monterà sempre la prima con la pista in fase di asciugatura. Si prendono più rischi, ma non si vuole aggiungere un’ulteriore sosta, che potrebbe costare 25 secondi, tanti da recuperare in pista”. Insomma, la full wet resta per forza di cose un’opzione che i team difficilmente vanno a scegliere.

Vista la difficoltà di organizzare i test sul bagnato, il fatto che a Barcellona una giornata dei test prestagionali abbia visto la pioggia ha consentito a Pirelli di accumulare dati utili, nonostante condizioni non necessariamente rappresentative. “Ci siamo portati a casa un po’ di informazioni con le vetture attuali. Come per le slick, anche per le gomme da bagnato abbiamo sempre fatto test sulle mule car", osserva Isola.

"Le condizioni a Barcellona erano molto fredde e abbiamo ricevuto commenti di un’intermedia che non si accendeva. Ma posso dire che non abbiamo mai riscontrato questo problema nei test di sviluppo. È un allarmismo legato a quelle condizioni, con 10-12 gradi. Si potrebbero avere a Spa se dovesse fare freddo o a Montréal, visto che quest’anno si corre prima. Non è comunque una condizione così diffusa”. Lo è invece la pioggia, che potrebbe già fare capolino a Melbourne o a Shanghai, dando una risposta agli interrogativi sulla visibilità. 

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