“Nessuno si lamenta delle gomme”: Pirelli promuove i pneumatici F1 2026 dopo i test in Bahrain

“Nessuno si lamenta delle gomme”: Pirelli promuove i pneumatici F1 2026 dopo i test in Bahrain
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Dopo due settimane di test prestagionali in Bahrain, Mario Isola conferma che i pneumatici Pirelli F1 2026 rispettano le previsioni: nessuna lamentela da parte dei piloti e performance solide su tutta la gamma di mescole
20 febbraio 2026

La Formula 1 entra ufficialmente nella nuova era tecnica 2026 e, al termine delle due settimane di test prestagionali in Bahrain, le prime certezze arrivano dai pneumatici Pirelli. “Nessuno si sta lamentando delle gomme”, ha commentato Mario Isola, responsabile Motorsport del fornitore italiano. Un’affermazione che da sola racconta il cambiamento: i piloti, concentrati sul bilanciamento della vettura e sulla gestione dell’energia, al momento non hanno alcun motivo di criticare le coperture, che stanno ampiamente rispettando le previsioni.

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L’attenzione di Pirelli si è concentrata anche sui compound meno utilizzati sul circuito di Sakhir. “Abbiamo fornito alle squadre C4 e C5 – ha spiegato Isola – non sono i pneumatici ideali per questo tracciato, ma era importante avere un riferimento. Abbiamo visto che il livello di grip aumenta in modo coerente da C1 a C5 e che la resistenza meccanica dei composti è buona”. Anche le simulazioni dei long run, effettuate con la C4, hanno confermato una durata interessante, un dettaglio che rassicura sulla solidità delle gomme sull’intera gamma.

La degradazione, come prevedibile, è presente su tutti i composti, ma Isola ha sottolineato che le condizioni dei test hanno accentuato l’usura: “In gara sarà probabilmente minore, perché qui abbiamo girato di giorno e non di notte, e le squadre stanno lavorando sull'energy deployment e sullo scivolamento posteriore”. I feedback arrivano soprattutto dal retrotreno, mentre davanti la situazione è simile a quanto visto a Barcellona poche settimane fa.

Non sono mancate curiosità tecniche, come il test di pneumatici intermedi effettuato dalla Haas questa mattina, utile per analizzare diametro e settaggi differenti, o il fenomeno del “snap oversteer” in fase di trazione: un effetto che i team dovranno correggere, anche perché comporta perdite di tempo significative. “I piloti dovranno abituarsi a guidare la macchina in modo diverso”, ha confermato Isola.

Dal punto di vista dei dati, Pirelli ha potuto confrontare i test con le simulazioni e i mule car dello scorso anno: “I risultati sono in linea con quanto ci aspettavamo. Le simulazioni dei team sono ormai molto accurate e ci avviciniamo sempre di più alla realtà della pista”. I tempi sul giro dei test, leggermente più lenti di quanto previsto, non devono sorprendere: molte squadre hanno gestito la potenza senza mostrare il vero potenziale della macchina.

L’attenzione è anche sulle strategie di gestione dei pneumatici per Melbourne, prima gara della stagione. La possibilità di giocare con la temperatura delle coperture tramite coperte termiche e le diverse configurazioni dei cerchi rappresenta un’opzione in più per ottimizzare il comportamento delle gomme. “Se ci saranno modifiche regolamentari nei primi GP, dobbiamo essere pronti a reagire con la strategia giusta”, ha concluso Isola.

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