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La Formula 1 si avvia verso le ultime ore di test in Bahrain con un grande punto interrogativo che aleggia sopra il paddock: le partenze. Il nuovo regolamento tecnico 2026, con l’addio alla MGU-H e l’introduzione di una MGU-K triplicata in termini di potenza, ha cambiato radicalmente la gestione dell’erogazione, riportando in auge il tema del turbo lag. Un aspetto che non riguarda solo la performance, ma anche la sicurezza, tanto che la FIA sta lavorando per evitare criticità già in vista del primo appuntamento stagionale di Melbourne, a partire proprio dalle procedure di partenza.
A sollevare il tema la scorsa settimana sono stati Andrea Stella e Oscar Piastri, che ha definito questa situazione “la ricetta perfetta per il disastro in partenza”. George Russell, però, ha sottolineato come l’impatto iniziale del nuovo regolamento abbia generato reazioni forse premature: “Ogni giorno, con un nuovo set di regolamenti, affronti sfide che non ti aspettavi. E il tasso di miglioramento è molto ripido in questi primi giorni. Questo test è stato molto più lineare per tutti”. Il britannico ha anche ridimensionato l’allarmismo sulle prestazioni della power unit Mercedes: “Se guardi i tempi sul giro nelle simulazioni di gara, le vetture sono lontanissime da quelle di dodici mesi fa, e allora eravamo al quarto anno di regolamento. C’è stato molto clamore dopo lo shakedown a Barcellona e ora qui in Bahrain, forse un po’ prematuro. Nel complesso questa settimana le persone sono più soddisfatte”.
Il vero nodo, però, resta le preoccupazioni per le partenze. E Russell non ha nascosto le difficoltà: “Per vincere una gara devi partire bene. E penso che le due partenze che ho fatto questa settimana siano state peggiori della mia peggior partenza di sempre in Formula 1. Hamilton è partito in fondo ed è arrivato primo nella simulazione. In questo momento non conta quanto sei veloce: quello che può farti inciampare è quell’ostacolo più alto, ed è quello che stiamo cercando di capire. Al momento stiamo un po’ inciampando”.
Un’ammissione che fotografa bene la complessità del nuovo sistema ibrido. Oscar Piastri, con la sua McLaren motorizzata Mercedes, ha parlato apertamente di una fase di apprendimento: “È stata sicuramente una curva di apprendimento. Ci sono cose che come piloti dobbiamo fare in modo molto diverso rispetto all’anno scorso. Stiamo iniziando a capire cosa serve fare e le squadre stanno adattando la vettura a questo nuovo modo di guidare”. L’australiano vede però segnali incoraggianti: “È migliorato. È ancora molto diverso da prima, ma naturalmente abbiamo trovato prestazione e questo rende anche la guida un po’ più confortevole. Stiamo facendo progressi. Vedremo com’è Melbourne”.
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Sulle partenze, Piastri ha invitato alla cautela, anche alla luce degli ottimi spunti delle Ferrari: “Al momento è tutto molto casuale. Stiamo tutti imparando cosa renda una partenza buona o cattiva. Ci sono grosse insidie se sbagli qualcosa. Devi gestire la potenza e la procedura, che è molto più complessa rispetto all’anno scorso. Hai tanta potenza e la MGU-K entra in gioco in un certo momento. È più complicato da ogni punto di vista. In questo momento vediamo persone che fanno tutto giusto e altre che sbagliano completamente. Nelle prime gare potremmo vedere partenze simili a quelle di questa settimana”.
Anche Franco Colapinto, con l’Alpine motorizzata Mercedes, ha confermato quanto il salto sia stato netto: “Si sente che è diverso rispetto all’anno scorso. Ma il progresso è molto rapido. Da un giorno all’altro le cose cambiano, la macchina diventa più veloce e si sente meglio. Tra qualche gara ci sentiremo ancora più a nostro agio. È troppo presto per fare paragoni con il 2025, ma sta sicuramente migliorando”.
Sul fronte Ferrari, invece, i segnali sono più incoraggianti. Ollie Bearman, al volante della Haas motorizzata Ferrari, ha scherzato ma non troppo: “Meglio della mia miglior partenza di sempre. No, è dura. È più complicato dell’anno scorso e la procedura è più lunga, ma in generale l’abbiamo gestita abbastanza bene. La variabilità tra una buona e una cattiva partenza è molto più alta rispetto al passato. Il passaggio dal motore termico a quando entra la K è una parte fondamentale e va ottimizzata. Abbiamo fatto un grande passo avanti rispetto ai test precedenti, ma è ancora altalenante”.
Esteban Ocon ha confermato i progressi del pacchetto Ferrari: “All’inizio dell’anno avevamo problemi nelle partenze. Non era facile trovare il regime giusto prima del via. Restavamo in griglia a lungo prima di riuscire a partire. Ora siamo in una posizione molto migliore. Questo test ha davvero migliorato la power unit e il modo in cui arriva il boost. Ieri è stato bello scattare dalla linea, oggi un po’ meno, quindi c’è ancora da lavorare. Ma se siamo migliorati noi, miglioreranno anche gli altri. Vedremo a Melbourne”.
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Anche Kimi Antonelli ha riconosciuto la forza del Cavallino allo spegnimento dei semafori rispetto al motore Mercedes: “La power unit Ferrari sembrava molto forte nelle partenze. Oggi abbiamo fatto tanti cambiamenti e alla fine la partenza è sembrata molto più efficace. È stato un nostro punto debole ed è tutto molto complicato con la procedura. Devo solo riuscire a farla nel modo giusto. C’è tanto lavoro da fare, ma oggi abbiamo fatto un buon passo avanti”.
Dal punto di vista di Audi, Nico Hülkenberg ha sottolineato quanto il tema sia ancora acerbo: “È uno degli aspetti più diversi rispetto all’anno scorso. È tutto molto nuovo, non abbiamo molta esperienza, soprattutto con una vera partenza di gara con tutte le vetture in griglia. C’è ancora tanto da scoprire e da sistemare. Con la generazione precedente era tutto perfetto e fluido. Ora, con il nuovo regolamento, c’è molto da esplorare”.
Infine Alexander Albon ha invitato a non drammatizzare troppo quanto visto nei test: “Non credo che quello che stiamo vedendo sia davvero ciò che accadrà in gara. I piloti finiscono i long run e poi fanno la prova di partenza con gomme già calde e usurate. Si crea un po’ di caos tra chi parte bene e chi male, ma non è così grave. Quando tutti avranno le stesse gomme e lo stesso giro di formazione, non sarà fluido come l’anno scorso, ma andrà bene”.
In attesa del primo semaforo verde a Melbourne, la sensazione è chiara: la nuova era ibrida 2026 ha riaperto un capitolo che sembrava ormai archiviato. Le partenze tornano a essere una variabile imprevedibile, con Ferrari e Red Bull-Ford apparentemente più pronte e Mercedes ancora a rincorrere. Ma, come ripetono i piloti, la curva di apprendimento è ripidissima. Sul piano politico, però, le acque si sono già mosse.