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La Formula 1 è in pista per le ultime ore di test prestagionali in Bahrain, ma l’attenzione del paddock di Sakhir resta tutta sul nuovo regolamento tecnico che debutterà ufficialmente in gara tra poche settimane a Melbourne. I dubbi sono ancora tanti, soprattutto sulle procedure di partenza e sull’effettiva efficienza delle nuove monoposto. FIA e FOM hanno spinto per una nuova era tecnica per favorire sorpassi e spettacolo, ma per il momento la strada, secondo i piloti, è ancora lunga.
George Russell, interrogato su quanto si guidi ai limiti di aderenza e sul ruolo ancora centrale delle abilità del pilota, ha spiegato: “I principi guida sono molto simili a quelli di sempre. Si spinge la macchina al limite assoluto, cercando di frenare il più forte e il più tardi possibile e di mantenere quanta più velocità possibile in curva. Ogni epoca delle monoposto ha le sue peculiarità di guida. Ho guardato gli on board di Senna negli anni ’80 e ’90: guidava con uno stile molto particolare, con blip e gestione del gas intorno all’apice delle curve per tenere il turbo in rotazione e bilanciare la macchina, e anche questo era fuori dal normale. Qui forse facciamo un po’ più di lifting and coasting di quanto ci si aspetterebbe, ma nei test di Bahrain e Barcellona non è sembrato un problema. Melbourne potrebbe essere diverso, ma finora mi sto divertendo”.
Oliver Bearman, invece, ha commentato l’adattamento richiesto da queste monoposto: “Ci sono alcune curve nuove per certi versi. Alcune zone del tracciato che l’anno scorso erano limitanti non lo sono più, o richiedevano attenzione, ora non sono davvero curve. Sono più vincolate dalla potenza, come la 10.12 e la 10.7. Quindi cambi il modo di affrontarle. Dove l’anno scorso si era più lenti, quest’anno si va 40 km/h più veloce in certe curve; a volte sembra strano. Ma per il resto si spinge ancora al limite, anche se il limite al momento è leggermente più basso, ma non è nulla di incredibile. Una volta che ti abitui alle differenze in alcune curve, cambi lo stile di guida e diventa la nuova normalità”.
Sulla questione aerodinamica e la possibilità di seguire un’altra monoposto senza subire l’effetto dell’aria sporca, Russell ha osservato: “Ora si può seguire meglio, perché le vetture hanno meno aero e quindi meno disturbi. La grande differenza rispetto all’era precedente è la variabilità nell’uso dell’energia tra vetture e piloti: a seconda dello stile di guida, questo probabilmente peserà più delle turbolenze aerodinamiche. Vedremo gare diverse, e su circuiti come Melbourne e Jeddah, con lunghi rettilinei, sorpassare potrebbe essere davvero intrigante”.
Nonostante le nuove regole aerodinamiche e le modifiche tecniche, i test in Bahrain hanno mostrato come la Formula 1 2026 richiederà ancora tempo per svelare il suo vero potenziale in gara. Le monoposto sono più veloci in alcune curve e più gestibili nel seguire altre vetture, ma i sorpassi restano per ora rari, e sarà nelle prime gare stagionali, a partire da Melbourne, che potremo capire davvero quanto il nuovo regolamento cambierà lo spettacolo in pista. Una cosa è certa: piloti, squadre e tifosi si preparano a una stagione inedita, dove adattamento, strategia e abilità di guida saranno più determinanti che mai.