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Il 2026 è ormai alle porte, e la prima vettura della nuova rivoluzione tecnica – quella di Audi – è già scesa in pista in forma embrionale, dando il via al valzer verso la prossima era della Formula 1. Sarà una pagina inedita che trasformerà profondamente le monoposto così come le conosciamo, e questa rappresenta la vera speranza di Lewis Hamilton. L’era dell’effetto suolo è stata – prima in Mercedes e poi in Ferrari – un vero e proprio calvario: ripartire da zero è l’unico modo per lui di ricominciare e di mettere un freno alle voci che lo considerano “bollito”, pronte a relegarlo ai box dopo un 2025 complicato. A difenderlo, Jock Clear.
Il primo anno in rosso di Lewis Hamilton è stato un susseguirsi di difficoltà. A penalizzarlo è stato un mix di fattori che si possono riassumere in due punti principali. L’era dell’effetto suolo ha neutralizzato i punti di forza del suo stile di guida, mentre la lunghissima esperienza a bordo delle piattaforme Mercedes gli aveva permesso di trovare uno sweet spot che non è riuscito a replicare a Maranello, dove tutto è cambiato. Il risultato è stato un 2025 lontano dalle aspettative riposte sul sette volte campione del mondo, che avrebbe potuto – già al debutto – riportare la Rossa all’iride che manca da quasi vent’anni.
L’hype attorno al pilota più vincente della storia della Formula 1 – a pari merito con Michael Schumacher – e al team storico del Circus con il palmarès più ampio della griglia era alle stelle. La realtà, però, ha disatteso le aspettative, mettendo in difficoltà le prestazioni di Hamilton. A difendere il numero #44 ci ha pensato Jock Clear, ex direttore dell’ingegneria, Senior Performance Engineer della Scuderia e direttore della Ferrari Driver Academy, con cui il pilota aveva già collaborato in Mercedes.
“Vorrei ricordare alla gente che quando Michael [Schumacher] arrivò alla Ferrari, la squadra impiegò cinque anni prima di vincere qualcosa”, ha detto Clear a CasinoHawks, paragonando i due sette volte campioni del mondo. “Non succede dall’oggi al domani, e a metà stagione ho detto ad alcune persone: so che Lewis ha avuto davvero difficoltà l’anno scorso ad affrontare una sfida così impegnativa. È importante ricordare quanto sia difficile la F1. Se Lewis arrivasse e vincesse subito l’ottavo campionato, in un certo senso si sminuirebbe lo sport”, ha concluso l’ex ingegnere.