Per inviarci segnalazioni, foto e video puoi contattarci su info@moto.it
La Formula 1 si gode ancora questo breve periodo di pausa apparente. Le piste tacciono, ma nelle fabbriche il lavoro prosegue a pieno regime sulle monoposto che vedranno la luce – in maniera completamente blindata, stampa compresa – a fine mese nei test prestagionali di Barcellona. Nelle prossime settimane avremo alcune anticipazioni, a partire dalle livree che vestiranno le vetture del 2026: un anno spartiacque che segnerà il debutto del nuovo regolamento tecnico. L’attesa è alle stelle, soprattutto in casa Williams, che ha puntato tutto su questa nuova era. Le speranze di Carlos Sainz sono riposte nel lavoro svolto a Grove e anche il padre, Carlos Sainz Sr, impegnato alla Dakar, non vede l’ora.
La Formula 1 così come l’abbiamo conosciuta negli ultimi anni è ormai solo un lontano ricordo. L’era turbo-ibrida – iniziata nel 2014 – e l’effetto suolo – esordito nel 2022 – hanno detto addio lo scorso dicembre, quando il tramonto di Abu Dhabi ha segnato la fine di una stagione dominata dalla McLaren e dal neo campione del mondo Lando Norris. Una nuova alba sta per sorgere e porterà una vera e propria rivoluzione nel paddock più patinato al mondo. Tutto si rinnova e tutto si azzera. Le squadre partiranno da zero, sia per quanto riguarda telaio e aerodinamica, sia per quanto concerne il motore. La parola d’ordine sarà gestione dell’energia: le power unit cambieranno radicalmente, con il motore elettrico destinato a generare la stessa potenza di quello endotermico.
Il 2025 è stato un anno di transizione, gestito su due fronti: da un lato la stagione conclusasi lo scorso 7 dicembre, dall’altro la preparazione al 2026. L’annata che ci apprestiamo a vivere sarà un vero spartiacque, con tutti gli elementi del caso ancora da assestare. In casa Williams la scelta è stata chiara. Fin dall’inizio dello scorso mondiale, James Vowles ha dato priorità al 2026, interrompendo già a gennaio lo sviluppo in galleria del vento della monoposto 2025 per concentrarsi esclusivamente sulla FW48, che debutterà nei test di fine mese a Barcellona, completamente blindati. La livrea che vestirà la vettura verrà invece presentata il 3 febbraio, prima della seconda e terza sessione di test che si terranno in Bahrain.
L’obiettivo della squadra di Grove è sfruttare il cambio regolamentare per riportare la Williams alla gloria di un tempo, una speranza condivisa anche dai piloti Alexander Albon e Carlos Sainz. Il madrileno, in particolare, vuole confermare le ottime prestazioni del 2025, che hanno visto il team chiudere quinto con un totale di 137 punti: un bottino significativo rispetto alle stagioni precedenti, frutto anche dei due podi conquistati da Sainz che, dopo aver lasciato la Ferrari, non si aspettava di tornare così rapidamente nelle prime tre posizioni in gara. E mentre il suo lavoro entra nel vivo con le sessioni al simulatore, il padre Carlos Sainz Sr è impegnato nel deserto dell’Arabia Saudita, dove rincorre la sua quinta Dakar.
Anche a bordo della sua Ford Raptor T1+, Sainz Sr ha dedicato un pensiero al figlio. «Per Carlos è stata una buona stagione, alla fine», ha commentato ai microfoni di Sky Sport al termine del Prologo. «Sarà molto interessante vedere cosa succederà adesso con il nuovo regolamento, sia per quanto riguarda il telaio sia per il motore. Credo che in molti stiano aspettando i test per capire cosa accadrà. Vedremo», ha aggiunto.
L’attesa terminerà a fine mese, quando le vetture debutteranno – come annunciato da Frédéric Vasseur – in una prima versione embrionale. In Bahrain si testeranno prestazioni e affidabilità, ma solo in Australia sarà possibile vedere un progetto più affinato, destinato poi a evolversi costantemente nel corso dei 24 Gran Premi in calendario. Un work in progress che riguarderà anche l’ex squadra di Sainz Jr. «Non ho idea se la Ferrari dovrà soffrire ancora. Non siamo dentro la squadra, quindi non posso giudicare dall’esterno, ma fanno sempre le cose piuttosto bene. Non credo che soffrirà molto», ha concluso Sainz Sr, che ha da poco chiuso la tappa 5 con un quinto posto, a 8 minuti e 33 secondi da Henk Lategan, leader della classe Auto, nonostante un problema alla frizione che ha rischiato di portare lui e il navigatore Lucas Cruz al ritiro.