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La Formula 1 si prepara alla stagione 2026, che rappresenterà un vero e proprio spartiacque con il passato. Cambieranno radicalmente le vetture, un fattore che porterà con sé anche numerosi cambiamenti all’interno delle squadre. Prima fra tutte la Red Bull, che quest’anno si presenterà con una dirigenza inedita. Per la prima volta dalla sua fondazione, la squadra di Milton Keynes – e, di riflesso, la Racing Bulls – non avrà tra le proprie fila Helmut Marko, licenziato a fine 2025 dal ruolo di superconsulente.
La Red Bull che vedremo schierata a Barcellona a fine mese, dove si terrà la prima delle tre sessioni di test prestagionali, rigorosamente a porte chiuse, sarà profondamente diversa rispetto al passato. A guidare le operazioni ci sarà Laurent Mekies, chiamato a portare a termine il lavoro iniziato alcuni anni fa da Christian Horner. La squadra anglo-austriaca debutterà inoltre come motorista, con il supporto di Ford. A sostenere questa scelta, definita “da folli” dallo stesso Mekies, fu all’epoca anche Helmut Marko. Lo stesso Marko, però, non sarà al fianco della Red Bull in questa ambiziosa sfida, avendo lasciato il team al termine della stagione 2025. Una decisione sofferta, maturata per una serie di motivazioni – tra cui le dichiarazioni su Kimi Antonelli che hanno scatenato una vera e propria bufera d’odio nei confronti del pilota italiano – e che ha portato all’addio definitivo.
Nel corso dei suoi anni in Formula 1, Helmut Marko ha curato personalmente il programma giovani della Red Bull, permettendo a numerosi talenti – Arvid Lindblad ultimo in ordine cronologico – di approdare nella massima categoria. Un percorso spesso tortuoso, che in diversi casi si è concluso negativamente per le nuove leve, le quali hanno trovato fortuna solo dopo aver lasciato Milton Keynes, come Carlos Sainz, Alexander Albon e Pierre Gasly. L’unica vera eccezione resta Max Verstappen, la migliore scommessa vinta da Marko.
Per quanto riguarda gli altri piloti, l’ex consulente ha ammesso di aver commesso diversi errori nella fase di selezione, ma “mai, mai” di essersi pentito di averli lasciati andare. Un commento piuttosto piccato che Marko ha poi approfondito: “Mi sono sbagliato tantissime volte nel puntare su alcuni piloti che credevo fortissimi e che invece si sono persi una volta arrivati in Formula 1. Pensavano che tutto fosse più facile in una categoria dove ti portano addirittura il casco, ma in realtà è proprio in F1 che la pressione si moltiplica, perché devi dare il massimo in ogni giro. Tantissimi piloti sono crollati schiacciati da questo peso”, ha dichiarato al podcast Beyond the Grid.
Un rimpianto che Helmut Marko conserva è quello di non essere riuscito a portare in Red Bull l’attuale campione del mondo Lando Norris. Le trattative, infatti, sono state solamente avviate due anni fa senza mai sfociare nella firma di un contratto, con il britannico rimasto fedele alla McLaren. “Si sarebbe trovato molto bene in Red Bull, purtroppo le trattative non sono mai andate oltre un primo contatto a livello di negoziazioni”, ha concluso l’austriaco.