Colpita la memoria di Jules Bianchi: rubato il suo ultimo kart, l'appello del padre

Colpita la memoria di Jules Bianchi: rubato il suo ultimo kart, l'appello del padre
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Un furto che colpisce la memoria di Jules Bianchi e ferisce profondamente la sua famiglia. Philippe Bianchi lancia un appello per ritrovare l’ultimo kart del figlio, custodito come simbolo della sua storia e della sua eredità nel motorsport
7 gennaio 2026

Il 2026 non poteva iniziare nel peggiore dei modi per la famiglia Bianchi. Con un post pubblicato nella giornata di ieri su Facebook, Philippe Bianchi, padre del compianto pilota di Formula 1 Jules, ha denunciato un grave furto avvenuto nella notte ai danni della struttura kartistica di famiglia. I ladri hanno sottratto l’ultimo kart utilizzato da Jules Bianchi, insieme ad altri telai appartenenti al team JB17, realtà fondata per mantenerne viva la memoria.

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Un episodio che pesa soprattutto dal punto di vista morale ed emotivo, più che economico. Il materiale rubato, infatti, non rappresenta soltanto un valore sportivo, ma anche un patrimonio affettivo di enorme importanza per la famiglia. I Bianchi hanno sempre conservato con grande cura tutto ciò che è appartenuto a Jules, trasformandolo in un vero e proprio memoriale dedicato al giovane pilota francese, scomparso il 19 luglio 2015 dopo nove mesi di coma in seguito al drammatico incidente di Suzuka, nel corso del Gran Premio del Giappone 2014.

«Cari amici, mi rivolgo questa sera alla mia famiglia del karting. Questa notte abbiamo subito un furto e dei ladri senza scrupoli hanno portato via nove telai JB17 Forever. Ma la cosa più grave è che hanno rubato l’ultimo kart di Jules, un KZ 125 modello ART GP, oltre ai mini kart dei miei nipoti. Al di là del valore delle vetture, è il valore affettivo che ci fa più male. Se vedete in circolazione dei kart JB17, vi prego di avvisarmi. Grazie in anticipo». Questo l’accorato appello lanciato da Philippe Bianchi attraverso i social, nella speranza di riuscire a recuperare la refurtiva.

L’obiettivo, infatti, non è legato al valore economico dei telai sottratti, ma al loro profondo significato simbolico, strettamente connesso alla memoria di Jules e alla sua storia sportiva. Un furto che colpisce non solo la famiglia Bianchi, ma l’intera comunità del motorsport, da sempre molto legata alla figura del pilota francese.

La scomparsa di Jules Bianchi ha segnato in maniera indelebile la Formula 1 moderna. Il suo incidente a Suzuka rappresentò uno spartiacque per la sicurezza nel Circus, accelerando il processo che portò all’introduzione definitiva dell’halo. Un dispositivo inizialmente discusso, ma che nel corso degli anni si è rivelato fondamentale per salvare la vita di numerosi piloti.

Tra questi anche il figlioccio di Jules, Charles Leclerc, che ne ha seguito le orme arrivando fino alla Formula 1 e vestendo i colori della Ferrari. Il pilota monegasco partecipa ogni anno alla maratona organizzata sulla pista gestita dalla famiglia Bianchi, un evento che unisce sport e memoria e che rappresenta uno dei tanti modi con cui l’eredità di Jules continua a vivere nel mondo delle corse.

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