F1. Una vittoria inaspettata, un campione che non si ripeterà, un ritiro shock: cinque previsioni azzardate sulla stagione 2026

F1. Una vittoria inaspettata, un campione che non si ripeterà, un ritiro shock: cinque previsioni azzardate sulla stagione 2026
Pubblicità
Il 2026 è ormai arrivato, ed è tempo di previsioni sulla prossima stagione di Formula 1. Ecco quelle della nostra inviata sui campi di gara
2 gennaio 2026

È facile tentare delle previsioni sul futuro della Formula 1 una volta conclusi i test. Meno è tentare l’approccio al primo giorno lavorativo di un anno che subirà presto una rapidissima accelerazione verso la gara inaugurale in Australia. Ma abbiamo deciso che il 2026 è l’anno giusto per essere ardimentosi. Ecco le cinque previsioni azzardate della nostra inviata sui campi di gara, Diletta Colombo.

Naviga su Automoto.it senza pubblicità
1 euro al mese

La Williams vincerà almeno una gara

Se ci sentisse il team principal James Vowles, ci inviterebbe alla calma con il suo piglio ingegneristico. Ma la Williams nel 2026 vincerà almeno una gara. I podi colti da Carlos Sainz nel 2025 rappresentano sì un buon segnale, ma non sono l’indicatore principale della nostra previsione. La Williams avrà dalla sua un asso nella manica non da poco, il motore Mercedes di cui si chiacchiera moltissimo da tempo nel paddock, tanto da essere stato oggetto di un’indiscrezione bomba ben prima che arrivasse in pista.

Si dirà che i clienti Mercedes sono diversi, e che uno in particolare, la McLaren, ha già dimostrato di poter fare la differenza nella F1 di oggi. Ma in Williams nel gennaio di un anno fa è stata presa una decisione che potrebbe dare forma a un exploit a inizio stagione. Da quel momento in poi, la scuderia di Grove si è concentrata solamente sul 2026. E questo potrebbe essere costituire un vantaggio iniziale. Un progetto più maturo potrebbe dare frutti migliori rispetto a filosofie con maggior potenziale di sviluppo, un po’ come è successo alla Ferrari a inizio 2022. E non ci stupiremmo di vedere Sainz sul gradino più alto del podio prima che la F1 torni in Europa.

Si sorpasserà tantissimo. E non sarà un bene

La combinazione tra l’aerodinamica attiva delle monoposto 2026 di Formula 1 e l’overtake mode sarà decisiva nel definire il modo in cui i piloti si batteranno in pista. Sopravanzare l’avversario diventerà più difficile o più facile? La seconda ipotesi è quella per cui propendiamo. Sarebbe un cambiamento notevole rispetto agli ultimi anni, in cui, nonostante il lavoro della FIA per rendere più semplice seguire da vicino una vettura, gli ingegneri delle scuderie hanno comunque trovato un modo per complicare l’aerodinamica e generare turbolenze fastidiose.

Ma sarebbe davvero un bene? Se sorpassare dovesse effettivamente diventare troppo semplice, potrebbe togliere del pathos alle battaglie in pista, banalizzando il contributo dei piloti. Il bello dei testa a testa in pista sta nel modo in cui i rivali si annusano, si studiano, si stuzzicano per indurre l’altro all’errore e tirare la zampata vincente. Se fosse facile come in un videogioco, sarebbe tanto noioso quanto le gare in cui non si passa. Ma almeno sotto questo punto di vista la FIA può apportare dei correttivi in corsa, andando a modificare le zone di attivazione delle modalità.

Un pilota si ritirerà prima della fine della stagione. E non è chi pensate

Il 2026, anno zero di un nuovo regolamento tecnico, potrebbe rivelarsi per qualcuno il momento i cui mollare definitivamente il colpo, lasciando la Formula 1. È nell’ordine delle cose per i piloti di maggior esperienza, in fondo. Ma noi puntiamo su qualcosa di ancora più clamoroso, un addio a stagione in corso da parte di qualcuno che sembra ormai aver perso completamente la motivazione nel correre in F1. Non stiamo parlando di Lewis Hamilton, a cui alcuni avranno pensato, bensì di Lance Stroll.

Che Stroll ormai abbia ben poca voglia di continuare la sua avventura in pista è evidente dal suo atteggiamento. Lance è sempre stato schivo, introverso fino a risultare sgradevole, ma negli ultimi due anni si è chiuso ancora di più in sé stesso. Sappiamo che papà Lawrence ha investito moltissimo sulla carriera del pargolo, però la misura per Lance sembra davvero colma. Nel paddock si sussurra che Stroll Senior voglia almeno che il figlio vinca una gara prima di lasciare. E qui le opzioni sono due. Lance può riuscirci davvero. O decidere finalmente di fare di testa sua. Viste le circostanze, propenderemmo per la seconda.

La maledizione del secondo sedile in Red Bull finirà

Isack Hadjar nel 2026 occuperà il sedile più scomodo dell’intero schieramento della Formula 1, quello accanto a Max Verstappen in Red Bull. Che cosa accada di solito ai vicini di box del quattro volte campione del mondo è noto a tutti. Yuki Tsunoda è l’ultima vittima in ordine di tempo di un meccanismo che finisce per masticare e sputare i malcapitati approdati a Milton Keynes. Siamo pronti a scommettere, però, che la storia di Hadjar prenderà un’altra piega.

Isack ha dalla sua un asso nella manica non da poco: è uno che se ne frega, di tutto e di tutti. Non parliamo delle performance in pista, ma del contorno. Imperturbabile fino ai limiti della strafottenza, Hadjar si arrabbia via radio – meno di una volta, comunque – ma fa spallucce quando scende dalla macchina. Non solo. Arriva in Red Bull in un momento di forti cambiamenti, con la vecchia guardia della dirigenza messa alla porta nell’arco di un anno. La gestione di Laurent Mekies ha portato una ventata d’aria fresca. E chissà che anche il nuovo regolamento non possa ridurre lo svantaggio percepito dal secondo pilota di casa Red Bull.

Lando Norris non si ripeterà

Lando Norris non riuscirà a perfezionare una doppietta, portandosi a casa il secondo mondiale consecutivo nel 2026. Questo non necessariamente per una mancanza di competitività da parte della McLaren. Come dicevamo in precedenza, la scuderia di Woking conterà sul motore Mercedes, il più quotato alla vigilia. E le pratiche virtuose messe in piedi a Woking negli ultimi anni – ricordiamo che a inizio 2023 la McLaren era a fondo griglia, e un anno e mezzo dopo avrebbe vinto un mondiale – sono preziose per navigare un nuovo ciclo tecnico.

Nel contesto di un nuovo regolamento, con i valori in campo destinati a cambiare forma nel corso della stagione, non è detto che sia una sola scuderia a dominare, come fu nel 2014. E in questo contesto fluido Lando potrebbe trovarsi ad affrontare piloti affamati di gloria. Un nome che ci viene in mente subito è quello di George Russell, che nel 2025 ha dimostrato di avere le qualità giuste per essere protagonista di una lotta mondiale. Norris è sicuramente cresciuto come pilota e come uomo, ma potrebbe non essere abbastanza per vincere un altro mondiale a stretto giro.

Pubblicità