F1. “Lance è incredibilmente sottovalutato”: Pedro de la Rosa loda Stroll. E di Max Verstappen dice…

F1. “Lance è incredibilmente sottovalutato”: Pedro de la Rosa loda Stroll. E di Max Verstappen dice…
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In un'intervista esclusiva rilasciata ad Automoto.it, Pedro de la Rosa svela i piloti migliori dell'attuale schieramento della Formula 1 a suo parere. E non manca di lodare Lance Stroll, a suo dire "sottovalutato"
1 gennaio 2026

Chi sono i piloti più forti dello schieramento attuale della Formula 1? Lo abbiamo chiesto a Pedro de la Rosa, brand ambassador di Aston Martin, quando lo abbiamo incontrato ad Abu Dhabi. “Prima di tutto, devo dire che la qualità dei piloti sullo schieramento è incredibile. Nessuno è pessimo, non c’è un anello debole. La differenza tra il migliore e il peggiore è di un paio di decimi. Quello che conta davvero è essere flessibili. Chi si adattò più facilmente alle vetture a effetto suolo nel 2022? Chi gestisce meglio i cambiamenti metereologici, sfruttando al meglio le gomme da bagnato e le intermedie?”.

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“Se dovessi fare dei nomi – riflette de la Rosa – non potrei che menzionare Max Verstappen e Fernando Alonso. Credo anche che George Russell sia notevole. E Charles Leclerc, pure lui incredibilmente veloce. Lando Norris e Oscar Piastri sono bravi”. Ma c’è qualcuno a cui secondo de la Rosa non vengono riconosciuti i giusti meriti. “Lance è molto veloce, e molto più vicino a Fernando di quanto si pensi. È incredibilmente sottovalutato”.

Tutti parlano di Max e Tsunoda, senza rendersi conto di quanto sia difficile guidare una determinata vettura, di quanto sia speciale Fernando e di quanto Lance lo spinga a dare il suo meglio. Penso che l’attuale schieramento sia il migliore della storia della F1. Ma tra 10 anni, i piloti saranno ancora più bravi. Le nuove generazioni si mettono sui kart e si cimentano negli e-sport sin da piccole, e questo le rende più forti”.

Ma Verstappen potrebbe essere uno dei migliori piloti di tutti i tempi? “Sì. Sono impressionato da lui. E quest’anno ha aperto gli occhi di tante persone, riuscendo a cogliere risultati incredibili senza avere l’auto migliore. Quando vinceva con facilità, tutti dicevano che aveva la monoposto più performante, senza accorgersi che i suoi compagni di squadra difficilmente arrivavano secondi. Stava già facendo qualcosa di incredibile, ma la gente non se ne accorgeva. Ma quello che è riuscito a fare quest’anno – rispetto a ciò che ottenevano due ottimi piloti come Lawson e Tsunoda – è la prova di quanto sia speciale”.

I piloti il prossimo anno dovranno affrontare una sfida non semplice, la gestione dell’energia. Per de la Rosa, che ha corso in Formula E, quanto è difficile questo compito? “È un problema in più, un po’ contro logica per un pilota. Devi essere uno stratega, in qualche modo. Se sei in lotta, devi sapere quando puoi usare l’energia, devi comprendere con chi ti stai battendo davvero. A volte ci si tiene alle spalle una vettura molto veloce, che prima o poi ti passerà, ma chi è ancora più indietro ti raggiungerà. Dal punto di vista fisico, è una buona cosa, perché facilita il compito”.

“Oggi in qualifica si intervallano giri veloci a tornate lente. Per il pilota, fisicamente è semplice, perché c’è sempre quel giro extra in cui abbassare le pulsazioni. La prima volta che ho provato una di queste vetture a effetto suolo, ho subito pensato che fisicamente fossero molto più semplici da guidare rispetto a quando correvo io. Ai tempi, non c’erano giri lenti. E oggi quando si va in gara, con 110 kg di carburante, si corre tra i 6 e i 7 secondi al giro più lenti rispetto alla qualifica, con forze G molto più basse”.

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