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La Williams ha finalmente superato i crash test necessari per l’omologazione della vettura, la prima realizzata secondo il nuovo regolamento tecnico della Formula 1, da parte della FIA. Un ritardo che ha costretto la squadra di Grove a saltare la settimana di test a Barcellona. James Vowles, team principal del team britannico, ha confermato che la FW48 sarà presente alle due sessioni di test in Bahrain, ma che prima ancora scenderà in pista per un filming day che verrà organizzato a breve. Tutto bene quel che finisce bene, ma sarà davvero così?
Come vi avevamo già raccontato, la Williams aveva annunciato la decisione di rinunciare alla settimana di test collettivi a Barcellona a causa di alcuni ritardi nell’assemblaggio della FW48, la prima monoposto costruita secondo il regolamento tecnico 2026 di Formula 1. Il motivo, si era ipotizzato, era legato alla mancata omologazione da parte della FIA, dal momento che la vettura non avrebbe superato — per ben tre volte — i crash test. Senza il via libera della Federazione, Carlos Sainz e Alexander Albon non avrebbero potuto scendere in pista con la FW48. Quest’oggi, però, James Vowles ha confermato che tutti i test sono stati finalmente superati. Ma per ottenere l’omologazione, la Williams sarebbe stata costretta a scendere a un compromesso, irrobustendo sensibilmente il telaio e portando la vettura a un presunto sovrappeso di circa 20–30 kg.
Un problema che, qualora venisse confermato, la squadra affronterà in un secondo momento, perché ora inizia una vera e propria corsa contro il tempo. L’11 febbraio prenderà infatti il via la prima delle due sessioni di test in Bahrain e Vowles ha confermato che la FW48 sarà regolarmente in pista. Prima di arrivare a Sakhir, però, Sainz e Albon avranno la possibilità di saggiare la monoposto durante un filming day che verrà organizzato a breve. Nel frattempo — in assenza dei test di Barcellona — a Grove si lavora con un programma virtuale (VTT) che simula vettura, motore e cambio collegati tra loro, mentre viene completato l’assemblaggio della monoposto, ormai giunto alle fasi finali. Ma cosa è realmente successo in casa Williams?
Le aspettative sulla FW48 erano altissime, considerando che James Vowles e i due piloti avevano annunciato come il lavoro sul nuovo regolamento tecnico fosse iniziato già a gennaio dello scorso anno. La monoposto del 2025 — che montava, tra l’altro, lo stesso telaio del 2024 — era stata tolta dalla galleria del vento non appena le squadre avevano ricevuto il via libera per lavorare sul progetto 2026, a partire dal 1° gennaio 2025. Qualcosa, però, è andato storto. Il team principal — come riportato da The Race — ha spiegato che la squadra ha gradualmente accumulato ritardi man mano che la reale complessità del progetto della vettura 2026 diventava chiara, definendolo tre volte più complicato di qualsiasi monoposto Williams avesse mai prodotto in precedenza. Un fattore che ha inevitabilmente causato ritardi nella consegna dei componenti.
Per quanto riguarda la possibilità che la vettura sia sovrappeso, Vowles non si è sbilanciato. "Non avremo alcuna reale conoscenza del peso finché non arriveremo in Bahrain, in termini di comprensione di dove ci troviamo", ha dichiarato. "Non c’è una sola persona che possa saperlo con certezza. È impossibile saperlo, perché è necessario che l’auto sia completa, senza sensori, nella configurazione corretta. E questo oggi non esiste. Se dovessimo superare l’obiettivo di peso, da quel momento in poi partirà un programma aggressivo per rimetterci in forma. Ma penso che in questo momento tutto ciò che si legge nei media sia solo rumore. Lo spiegherò a tutti nel momento in cui lo sapremo. Non è oggi".
We're ready for Bahrain 👊🇧🇭
— Atlassian Williams F1 Team (@WilliamsF1) January 28, 2026
🗣️ Listen to the full update from our Team Principal James Vowles: https://t.co/6u9BJey3wx pic.twitter.com/Tv5BDzm3qM
Sui crash test, Vowles ha ammesso che talvolta si possono fare dei “compromessi” quando la produzione di un componente è in ritardo rispetto alla tabella di marcia e che "abbiamo decisamente spinto i limiti di ciò che stiamo facendo in alcune aree, e una di queste riguarda alcuni test corrispondenti". Ha poi sottolineato come il mancato ottenimento immediato dell’omologazione "sia stato solo un piccolo intoppo nel grande schema delle cose".
Vowles ha infine voluto chiarire un punto: la FW48 avrebbe potuto girare a Barcellona, ma i costi sarebbero stati troppo elevati. "Avremmo potuto farcela, ma così facendo avrei dovuto ribaltare l’impatto su pezzi di ricambio, componenti e aggiornamenti in Bahrain, Melbourne e oltre — ha spiegato —. E la valutazione è stata che, per girare in una Barcellona fredda e umida, rispetto a un test VTT e a una situazione di riserva, e onestamente senza reali benefici da un test shakedown, abbiamo preso questa decisione. E continuo a sostenere che la cosa giusta da fare sia assicurarci di arrivare in Bahrain preparati correttamente e pronti anche per Melbourne".