F1 2026, stop Haas a Barcellona: “Ci aspettavamo questo inconveniente”, primo problema di affidabilità per il motore Ferrari

F1 2026, stop Haas a Barcellona: “Ci aspettavamo questo inconveniente”, primo problema di affidabilità per il motore Ferrari
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Haas costretta ai box a Barcellona: Bearman conferma il primo problema di affidabilità del motore Ferrari durante i test F1 2026
28 gennaio 2026

Il terzo giorno di test a Barcellona prosegue, ma l’attività in pista per la Haas si è conclusa anzitempo. Questa mattina la VF-26 è scesa in pista con Oliver Bearman per continuare il lavoro di shakedown iniziato lunedì. Tuttavia, un problema tecnico alla power unit – il primo riscontrato su un motore Ferrari – ha costretto il britannico a fermare la vettura in curva 2.

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L’avvicinamento alla stagione 2026 di Formula 1 entra nel vivo con la terza delle cinque giornate di test a Barcellona: una settimana dedicata allo shakedown collettivo di tutte le vetture, le prime nate con il nuovo regolamento tecnico. A cambiare non sono soltanto telaio e aerodinamica, ma soprattutto il propulsore, ora spinto in parti uguali dal motore endotermico e da quello elettrico. Le power unit rappresentano così una delle principali incognite che le squadre dovranno affrontare in questo Mondiale, che prenderà ufficialmente il via l’8 marzo con il Gran Premio d’Australia.

A scendere in pista già lunedì è stata la Haas, rimasta poi ai box nella giornata di ieri a causa della pioggia caduta copiosa sul tracciato catalano. Pioggia che non ha invece fermato la Ferrari che, con la SF-26 guidata da Charles Leclerc e Lewis Hamilton, ha completato 121 giri – circa 560 km – senza riscontrare alcun problema di affidabilità. Problemi che neppure la VF-26, anch’essa motorizzata Ferrari, aveva accusato due giorni fa, quando ha completato 154 giri con Esteban Ocon. Questa mattina è stato il turno di Oliver Bearman al volante della monoposto americana, ma qualcosa è andato storto.

Ocon a Barcellona con la VF-26
Ocon a Barcellona con la VF-26

La VF-26 guidata dal britannico si è fermata in curva 2, rendendo necessario l’intervento di un carro attrezzi che ha riportato la vettura ai box per consentire le verifiche del caso. Come confermato dallo stesso Bearman, non si è trattato di un errore di guida, bensì di un problema legato all’affidabilità della power unit: “Abbiamo avuto un piccolo problema, ma è proprio questo il senso di questi test. Ci aspettiamo di incontrare inconvenienti di questo tipo: tutti stanno imparando a conoscere la macchina, le nuove componenti e le procedure. Un problema che con la vettura dello scorso anno avrebbe richiesto magari 30 minuti, dato che la conoscevamo alla perfezione, oggi richiede molto più tempo perché ci sono molti più dettagli complessi e perché la power unit è molto più articolata rispetto a quello a cui eravamo abituati”.

Quella odierna non era la prima volta che Bearman assaggiava la nuova VF-26. Sabato scorso, infatti, sotto la pioggia, il britannico aveva già effettuato alcuni giri di installazione a Fiorano. “Siamo sicuramente alle prime fasi, ma prima di tutto sono davvero felice di essere tornato in pista. La pausa invernale è stata breve, ma credo che, come ogni pilota, dopo pochi giorni fossi già pronto a sentire di nuovo un po’ di velocità. Fiorano è stato un buon riscaldamento: ha piovuto per tutta la giornata, ma siamo comunque riusciti a portare a termine il programma previsto. Venire qui e fare anche qualche giro in più sull’asciutto è davvero bello, perché permette di sentire la macchina sotto di me”.

Bearman a Fiorano con la VF-26
Bearman a Fiorano con la VF-26

Il piano, come ribadito da Bearman, resta quello di accumulare quanti più chilometri possibile per comprendere al meglio il funzionamento della nuova monoposto: “Penso che ogni giro, in questa fase, sia un’esperienza di apprendimento, ma è anche molto divertente. È la mia prima volta in una situazione del genere con un cambio regolamentare in cui, come piloti, possiamo avere un impatto così grande sul risultato finale. È una prospettiva fantastica e abbiamo obiettivi ambiziosi per il futuro”.

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