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La Formula 1 è tornata in pista a Barcellona con la Ferrari protagonista della seconda giornata di test a porte chiuse. La nuova SF-26, guidata da Charles Leclerc e Lewis Hamilton, è stata la prima a scendere sul tracciato del Montmelò, inaugurando ufficialmente il programma di shakedown della Scuderia dopo il debutto assoluto di venerdì scorso a Fiorano.
Il monegasco ha completato un primo giro di installazione per controlli di routine, prima di tornare in pista con gomme medie C2 per 19 giri. L’arrivo della pioggia ha costretto i box a un nuovo pit stop, ma la Ferrari ha approfittato delle condizioni bagnate per testare la monoposto in configurazione wet: 15 giri con gomme Full Wet e 20 con intermedie, per un totale di 64 tornate completate. Nel pomeriggio è stato il turno di Lewis Hamilton, che ha esordito con gomme Full Wet prima di passare alle intermedie per 19 giri. Dopo un secondo acquazzone, il sette volte campione del mondo è tornato in pista con le Full Wet per 28 giri, chiudendo la giornata con le intermedie e totalizzando 57 tornate. Complessivamente, la Ferrari ha percorso 121 giri – circa 560 km – senza alcun problema di affidabilità.
A fare il bilancio della giornata è Matteo Togninalli, Chief Race Engineer della Scuderia: “È stata una giornata un po’ complicata dal punto di vista meteo. Abbiamo avuto solo un’ora e mezza di pista asciutta in mattinata, poi pioggia costante per il resto della giornata. Nonostante questo, siamo riusciti a completare oltre 120 giri, quasi il doppio della distanza di un GP, senza problemi di affidabilità. Per noi il focus principale è la affidabilità, considerando che è una macchina completamente nuova, con nuova power unit e nuovi componenti”.
Togninalli ha sottolineato l’importanza del lavoro svolto dai team negli ultimi mesi: “Il progetto è stato enorme. Abbiamo iniziato anni fa con la power unit e più di un anno fa con la vettura. Tutti sono arrivati molto vicini a questi test, ma grazie allo sforzo del team siamo riusciti a portare a termine un buon numero di chilometri, anche in condizioni miste. Guardando ai vecchi regolamenti, completare oltre 600 km in una giornata era praticamente un sogno, quindi questo è un segnale molto positivo”.
Per i prossimi giorni, il lavoro della Ferrari sarà incentrato sulla comprensione della vettura e sull’ottimizzazione delle prestazioni: “Dobbiamo capire il comportamento delle gomme, dell’aerodinamica e della power unit. Ci attendiamo giornate asciutte in cui potremo testare meglio le mescole da asciutto e confrontarci con le altre squadre, ma al momento il nostro focus resta su noi stessi. La lista di cose da verificare è lunga: misurazioni, caratterizzazione, test item, setup… c’è ancora molto lavoro davanti a noi”.