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Dopo la sessione del mattino con Charles Leclerc, nel pomeriggio del Day 2 dei test prestagionali 2026 della Formula 1 a Barcellona per la Ferrari è stata la volta di Lewis Hamilton. Il sette volte campione del mondo ha saggiato la sua SF-26 sul bagnato, inanellando 57 giri tra un acquazzone e l’altro e destreggiandosi tra le full wet e le intermedie. “Oggi è stato complicato – ha raccontato Hamilton -. Ha cominciato a piovere alle 10.30, quindi Charles ha avuto la possibilità di girare per un po’ sull’asciutto, prima che la pista rimanesse bagnata per tutto il pomeriggio”.
“È stata una sessione produttiva, ho capito come far funzionare le gomme. Abbiamo inanellato circa 120 giri, e contando il meteo e la bandiera rossa, è un buon lavoro. Sono molto orgoglioso dei ragazzi in fabbrica, del lavoro per sviluppare la macchina fino a qui. Abbiamo raccolto un sacco di informazioni sulla monoposto oggi. C’è ancora molto da fare, ma è un buon inizio”. Nella prima giornata in pista a Barcellona, la Ferrari ha percorso un totale di 560 km. Raffronti incoraggianti per la tenuta della power unit sviluppata dal gruppo di lavoro di Enrico Gualtieri.
“Avrebbe potuto andare molto peggio, con un cambiamento regolamentare così profondo – riconosce Hamilton -. Riuscire a girare il primo giorno senza problemi rilevanti è un ottimo segnale. Dobbiamo continuare su questa strada”. E segnali incoraggianti per il motore Ferrari sono arrivati ieri anche da Esteban Ocon, che ha colto 154 giri con la sua Haas VF-26. Ma per Hamilton questo è solo l’inizio. “Spero di poter provare la monoposto sull’asciutto, e capire meglio il bilanciamento e l’utilizzo della potenza, della batteria nel corso del giro. Abbiamo svolto un gran lavoro, però. Avendo girato parecchio al simulatore, non è tutto nuovo al 100% per noi. Ma dobbiamo analizzare i dati per ottimizzare”.
Sono i primi giorni di presa di contatto con una monoposto che segna una rivoluzione tecnica senza precedenti anche per un pilota esperto come Hamilton. “Ho il privilegio di essere in F1 da molto tempo, e ho attraversato tanti cambiamenti regolamentari. Dal 2007 ricordo il cambio del 2009, poi quelli del 2014 e del 2017. Ma questo è il più grande che abbia sperimentato. Non voglio dire troppo, perché ho provato la macchina solo sul bagnato. Abbiamo molta meno deportanza rispetto allo scorso anno, ma lo scopo del regolamento è diverso”.
“È una grande sfida per ogni team. Saremo tutti sul chi va là, e impareremo man mano. Chi riuscirà a essere più veloce, oltre che il migliore nell’ottimizzazione dell’impiego dell’energia e nello sviluppo, sarà davanti. Penso che ci sia una chance per tutti, ed è una buona cosa”. Ripartire da un foglio bianco dà la possibilità a tutti di scrivere una storia nuova. Ma è ancora presto per capire se la Ferrari possa davvero ambire a un ruolo da protagonista nel nuovo, sfidante ciclo tecnico della Formula 1.