“Come costruire un aereo in volo”: Stella avverte tutti, la MCL40 ha una curva di apprendimento ripidissima

“Come costruire un aereo in volo”: Stella avverte tutti, la MCL40 ha una curva di apprendimento ripidissima
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Andrea Stella commenta lo shakedown della McLaren MCL40: “È come costruire un aereo in volo, la curva di apprendimento è ripidissima”. La squadra papaya lancia un avviso a Mercedes, Ferrari e Red Bull, le favorite per la stagione 2026. Il prossimo appuntamento è in Bahrain, con il programma dei test prestagionali già svelato per Lando Norris e Oscar Piastri
6 febbraio 2026

Manca meno di una settimana al ritorno delle vetture in pista, ma questa volta in condizioni ottimali. Lo shakedown collettivo di Barcellona, infatti, si è svolto con temperature limitanti e con un asfalto spesso umido o bagnato. Non è stato comunque un problema per le squadre, visto che il focus principale era il lavoro sull’affidabilità del motore, lasciando momentaneamente in secondo piano l’aerodinamica. Su questo fronte i team continueranno a lavorare fino al Bahrain, dove le monoposto – le prime del nuovo regolamento tecnico – gireranno per due settimane, dando ufficialmente il via alla stagione 2026 di Formula 1. Grande attesa, in particolare, per la McLaren.

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La MCL40 si è fatta attendere già a Barcellona, scendendo in pista tre giorni dopo l’inizio dei test per spingere fino all’ultimo sullo sviluppo del progetto e consentire a Lando Norris e Oscar Piastri di saggiare fin da subito la versione più evoluta possibile della vettura. “Abbiamo potuto raccogliere una grande quantità di dati e iniziare a capire come si comportano le monoposto di nuova generazione nella realtà, in pista e non più solo al simulatore. Certo, ci sarebbe piaciuto fare più giri, ma anche le difficoltà che ci hanno rallentato nei primi due giorni sono state importanti per aiutarci a capire meglio come gestire la vettura. Sapevamo che, spingendo al limite la fase di progettazione, saremmo arrivati a questo shakedown con una preparazione molto serrata, ma grazie al lavoro svolto in pista e a Woking siamo riusciti a recuperare quasi tutto il tempo perso: è stato un po’ come costruire un aereo in volo, ma ce l’abbiamo fatta”, ha commentato Andrea Stella al termine dello shakedown di Barcellona.

Un momento delicato per la McLaren, che ha finalmente potuto vedere all’opera la MCL40, erede della monoposto che ha riportato a Woking il secondo titolo Costruttori consecutivo e soprattutto il primo titolo iridato di Lando Norris. Il britannico, consapevole dell’inizio di una nuova era tecnica, punta a ripetersi anche nel 2026. Così come Oscar Piastri, deciso a dimostrare di “non essere solo il bravo ragazzo”, ma un pilota pronto a contendere la corona al compagno di squadra, ora campione del mondo in carica.

Prima che la stagione 2026 entri nel vivo, però, la McLaren è tornata in sede per analizzare l’enorme mole di dati raccolti a Barcellona e prepararsi alle due sessioni di test prestagionali in Bahrain, dove avremo un quadro più chiaro dei valori in pista. Un lavoro che non dovrebbe riservare particolari sorprese per la squadra papaya, visto che Andrea Stella ha rivelato come “non ci siano state sorprese sul comportamento della MCL40 in pista”.

“Quello che abbiamo visto era in linea con le aspettative e, soprattutto, con le simulazioni. Ciò che è emerso chiaramente è che la curva di apprendimento è molto ripida per tutti, piloti e team, il che significa che ogni giro insegna qualcosa di utile in termini di prestazioni. Del resto, era naturale aspettarsi uno scenario del genere, considerando che queste vetture sono totalmente nuove, dalla A alla Z. Sappiamo che la MCL40 è un buon punto di partenza, ma ora dobbiamo lavorare sodo per svilupparla e, attraverso una migliore conoscenza della vettura, migliorare le prestazioni complessive del pacchetto, sia nell’immediato sia nel corso della stagione”, ha aggiunto il team principal.

Ci sono aree che possono fare la differenza in termini di prestazioni? “Sebbene si tratti di indicazioni molto preliminari, credo che uno degli ambiti con il maggior margine di miglioramento sia lo sfruttamento della nuova power unit e di tutte le opzioni a disposizione del pilota. C’è anche molto potenziale da estrarre nella gestione della configurazione aerodinamica attiva, in particolare nell’alternanza tra Corner Mode e Straight Mode. Detto questo, è ovvio che questa generazione di monoposto è ancora in una fase di sviluppo molto iniziale: quattro anni fa, al debutto delle vetture a effetto suolo, ci trovavamo in una situazione diversa perché power unit e pneumatici erano sostanzialmente invariati rispetto all’anno precedente”, ha risposto Stella.

Il focus, come detto, era puntato sull’affidabilità: c’è qualcosa che lo ha colpito nei tre giorni di test? “In generale, credo che i team abbiano dimostrato un alto livello di preparazione per il debutto della nuova generazione di vetture. Chi temeva un ripetersi di quanto accaduto dodici anni fa al debutto delle power unit ibride ha visto i propri timori svanire abbastanza rapidamente. Per quanto riguarda la power unit, anche chi ha portato il motore in pista per la prima volta è riuscito ad accumulare un buon numero di chilometri”, ha sottolineato ancora Stella. “I problemi di affidabilità che hanno rallentato il nostro lavoro erano piuttosto legati all’enorme complessità del sistema delle monoposto 2026. Voglio fare un applauso alla squadra, che ha lavorato con uno straordinario impegno, giorno e notte, permettendoci di recuperare quasi completamente il tempo perso all’inizio. È stato un po’ come tornare indietro di qualche anno, quando i primi test invernali si svolgevano regolarmente fino a notte fonda, ma sono sicuro che, man mano che i team conosceranno meglio le vetture, tutto tornerà alla normalità”.

Lo shakedown collettivo è stato anche il primo banco di prova per farsi un’idea del livello competitivo della grigliaWilliams esclusa, non presente a Barcellona. “In termini di prestazioni è molto difficile dare una valutazione oggettiva, perché non conosciamo i programmi di lavoro, i livelli di carburante o le modalità operative degli altri team. Inoltre, le condizioni ambientali erano piuttosto diverse da quelle che si incontrano normalmente nei weekend di gara. Detto questo, è chiaro che ci sono almeno tre concorrenti – Mercedes, Ferrari e Red Bull – che hanno iniziato bene. In particolare, il team di Brackley ha decisamente alzato l’asticella e dovremo impegnarci a fondo per fare lo stesso. Il fatto che questi tre team utilizzino tre diverse power unit è già una prima indicazione del fatto che potrebbero non esserci differenze estremamente marcate in termini di prestazioni assolute, almeno per alcuni fornitori”, ha spiegato Stella.

“Più che mai, quest’anno saranno la capacità dei team e dei piloti di sfruttare il pacchetto a disposizione e quella di sviluppare la vettura nella giusta direzione a fare la differenza. In ogni caso, ciò che vedremo nella prima parte della stagione non sarà quasi certamente lo stesso che osserveremo nella seconda, perché gli effetti dello sviluppo in una fase iniziale come questa possono essere molto significativi”, ha concluso l’orvietano.

Svelato il programma dei test in Bahrain

Il prossimo appuntamento è ora fissato in Bahrain, dove dall’11 al 13 febbraio andranno in scena i primi tre giorni di test prestagionali. La settimana successiva, dal 18 al 20, le vetture torneranno nuovamente in pista, sempre a Sakhir, prima di volare verso l’Australia per il primo Gran Premio della stagione 2026 di Formula 1. L’attività della McLaren in Bahrain inizierà però già il 10 febbraio, con un filming day in programma che vedrà Norris e Piastri alternarsi al volante della MCL40.

La squadra di Woking ha inoltre svelato il programma dei test: Norris scenderà in pista la mattina del 10 febbraio, per tutta la giornata del 12 e nuovamente la mattina del 13. Piastri, invece, sarà in azione il 10 febbraio nel pomeriggio, per tutta la giornata dell’11 e infine nel pomeriggio di venerdì 13. Il programma della seconda settimana di test verrà comunicato successivamente.

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