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La Formula 1 è finalmente tornata in pista per la prima giornata di test prestagionali in Bahrain. Un appuntamento molto atteso per vedere le monoposto in azione dopo il blindatissimo shakedown collettivo di Barcellona. Finalmente i piloti possono saggiare la nuova era tecnica in condizioni ottimali e con la possibilità di lavorare di fino in vista del primo Gran Premio in Australia. E Audi ha deciso di mettere il turbo a Sakhir, portando in pista una nuova versione della R26.
Foto copertina: ANSA
Lo sapevamo che sarebbe andata così, e così è stato. Dopo lo shakedown di Barcellona, con il focus puntato sull’affidabilità delle nuove power unit e sul macinare quanti più chilometri possibili, adesso le squadre possono iniziare a fare sul serio. Entrano ora in gioco anche altri aspetti fondamentali di queste monoposto da mettere a punto, che riguardano telaio e aerodinamica. Audi questa mattina è scesa in pista in Bahrain con una versione aggiornata rispetto alla R26 vista al Montmeló.
È ora di mettere il turbo per la squadra tedesca, che ha portato in pista con Gabriel Bortoleto una monoposto che presenta nuove pance, con bocche dei radiatori ora verticali e attaccate al telaio, mentre prima erano orizzontali e posizionate più in alto. Non solo: anche le fiancate risultano molto strette e scavate nella zona iniziale. Sorprende, però, che siano scavate in maniera verticale all’esterno e non, come sulle altre monoposto, nella zona sotto le bocche d’aria. Una soluzione che ricorda molto la filosofia “zero-pod” adottata dalla Mercedes nel 2022, anche se il concetto, trattandosi di una nuova era tecnica, è differente.