Per inviarci segnalazioni, foto e video puoi contattarci su info@moto.it
Manca sempre meno e rivedremo finalmente in azione le vetture, le prime di questa nuova era tecnica della Formula 1. Il Bahrain, infatti, da domani sarà sede della prima delle due settimane di test prestagionali, durante le quali i team potranno lavorare in condizioni ottimali sui propri progetti. Un momento molto atteso soprattutto in Aston Martin, che a Barcellona ha potuto girare pochissimo nel corso dello shakedown collettivo. Ritardi che Adrian Newey spera non abbiano ripercussioni sull’AMR26, la prima monoposto da lui progettata per il team di Silverstone.
Dopo vent’anni in Red Bull si apre un nuovo capitolo per il progettista più vincente della storia della Formula 1. Arrivato lo scorso anno a Silverstone, nel nuovo quartier generale, Newey vedrà finalmente scendere in pista la prima Aston Martin nata dalla sua matita. Un progetto estremo che ha comportato un ritardo significativo nell’assemblaggio dell’AMR26. La squadra di Lawrence Stroll, infatti, è arrivata a Barcellona — sede del blindatissimo shakedown collettivo — soltanto per il penultimo giorno, girando per meno di un’ora, e non senza problemi, anche nell’ultima giornata. A differenza dei team che hanno svelato successivamente la livrea, la vettura si è mostrata al mondo completamente nera: una versione “nuda” perché, come ha spiegato Newey, non c’è stato il tempo di dipingerla.
"È stato fantastico vedere la macchina, considerando che è quella che useremo in gara. La vettura che ha girato brevemente a Barcellona era tutta nera, in parte perché non avevamo avuto il tempo di verniciarla. È stata un’esperienza incredibile", ha dichiarato il team principal e progettista in occasione dell’evento di presentazione organizzato da Aston Martin in Arabia Saudita. "È curioso, ma Lawrence ed io, quando Lance è uscito dal garage, eravamo uno accanto all’altro in pit lane. Credo che fossimo entrambi sul punto di commuoverci, perché portare la macchina a Barcellona è stato un lungo viaggio emozionante, fatto di passione e duro lavoro", ha aggiunto Newey ricordando i primi chilometri percorsi dall’AMR26 la scorsa settimana a Montmeló.
Domani arriverà la prima vera prova del nove per questa vettura che, finalmente completa di livrea, potrà girare in condizioni ottimali di pista in Bahrain. Adrian Newey avrà così la possibilità di osservare da vicino il comportamento dell’AMR26 nel mondo reale, non più solo al simulatore o attraverso l’analisi CFD. "Posso vedere l’aria? Ovviamente no — ha proseguito il progettista — ma cerco di fare del mio meglio per visualizzare quale sia il flusso e cosa potrebbe accadere. Oggi abbiamo la CFD, la fluidodinamica computazionale, uno strumento straordinario che permette di fissare i flussi su uno schermo e capire cosa succede al loro interno. In passato c’erano solo la galleria del vento e strumenti come fumo, schiuma e ciuffi di lana per seguire i filetti d’aria. Ora possiamo analizzarli in modo molto più dettagliato. Tuttavia, questa ricerca ci dice solo cosa sta accadendo in un determinato momento: sta poi a noi usare questi spunti per andare avanti e sviluppare l’idea successiva".
Aston Martin, così come il resto della griglia, avrà dunque un primo riscontro sulla filosofia adottata da Adrian Newey nella progettazione della prima monoposto di questo nuovo regolamento tecnico. "La filosofia, in realtà, credo sia nata durante il mio periodo di gardening dalla Red Bull, a fine aprile 2024, quando di fatto ero fuori dalla Formula 1. Conoscevamo già i nuovi regolamenti che erano stati pubblicati, quindi ho cercato di rilassarmi e riflettere partendo dai principi fondamentali che li ispirano: qual è la migliore soluzione possibile? Ho elaborato una filosofia e, quando ho iniziato a lavorare nel team il 2 marzo, ne ho discusso con aerodinamici e progettisti di Aston Martin. Eravamo tutti d’accordo: l’idea proposta sembrava la più praticabile ed è quella che abbiamo seguito da allora".
A favorire il lavoro di Newey c’è anche la possibilità di ripartire da zero, non solo dal punto di vista progettuale con il nuovo regolamento tecnico, ma anche grazie a una struttura completamente nuova e all’avanguardia presso il quartier generale Aston Martin di Silverstone. "Ogni volta che c’è un grande cambiamento regolamentare si aprono enormi opportunità. Tutto dipende da chi riesce a individuare la soluzione che alla fine si rivelerà quella corretta: solo il tempo ce lo dirà. Lo abbiamo visto nel 2022, con l’ultima grande rivoluzione tecnica. All’inizio c’erano molte interpretazioni diverse, poi una si è rivelata la più efficace ed è su quella che, all’inizio del 2024, tutti hanno iniziato a convergere".
Parola chiave del 2026, oltre alla gestione dell’energia, sarà lo sviluppo continuo delle vetture. L’AMR26 che vedremo in Bahrain sarà già diversa rispetto a quella che scenderà in pista in Australia, sede del primo Gran Premio stagionale. "Penso che quest’anno vedremo uno sviluppo enorme. Per molti team, noi compresi, la vettura utilizzata a Barcellona nello shakedown sarà parecchio diversa da quella che verrà effettivamente portata a Melbourne. Sono certo che lo sviluppo continuerà per tutta la stagione". Solo con il passare dei mesi capiremo se l’obiettivo di FIA e Formula 1 sarà stato centrato: favorire i sorpassi rendendo l’aria per chi segue meno sporca rispetto alla generazione precedente con un effetto suolo più marcato e i canali Venturi. "Si è parlato molto della facilità di sorpasso, ed era questo l’obiettivo anche del regolamento 2022. Se senti i piloti, ti diranno che all’inizio la situazione era migliorata, ma a fine scorsa stagione non ritenevano che fosse migliore rispetto al 2021. Potremmo vedere qualcosa di simile anche ora", ha aggiunto Newey.
Fin dal suo arrivo in Aston Martin, Newey ha avuto carta bianca, con la possibilità di modellare la sede sulle proprie esigenze e sulla propria visione. Nonostante l’avanguardia tecnologica del quartier generale, il progettista — come visto anche quest’estate — continua a preferire il lavoro con matita e blocco da disegno. "Prima di tutto è una struttura piacevole in cui lavorare. C’è una bella atmosfera ed è importante, considerando che molti di noi hanno trascorso 12 ore al giorno, se non di più, in factory negli ultimi mesi. La disposizione dell’edificio favorisce la collaborazione, perché è tutto molto centralizzato, e le strutture sono ineguagliabili. La visione di Lawrence e il suo investimento ci hanno fornito senza dubbio la migliore struttura della Formula 1. Questo sarà un vantaggio straordinario, ma è solo una parte dell’equazione. L’altra, altrettanto importante, è il personale e il modo in cui lavora insieme. È su questo aspetto che stiamo facendo enormi progressi", ha concluso Newey.