Stellantis verso il ritorno in ufficio: lo smart working ha i giorni contati

Stellantis verso il ritorno in ufficio: lo smart working ha i giorni contati
Pubblicità
Fine dello smart working in Stellantis: dal 2026 stretta sul lavoro da remoto, rientro totale previsto nel 2027. La Fiom protesta: “Così si penalizzano i lavoratori”
11 febbraio 2026

"Cari colleghi, è tempo di tornare in ufficio". Con questa frase, pronunciata durante una recente Town Hall aziendale, Stellantis ha messo nero su bianco una svolta che segna la fine di una stagione iniziata con la pandemia: lo smart working, così come lo abbiamo conosciuto negli ultimi anni, è destinato a essere progressivamente archiviato.

A Mirafiori, dove lavorano circa seimila colletti bianchi, il messaggio è arrivato chiaro: il futuro prossimo sarà fatto di scrivanie, riunioni in presenza e routine d’ufficio cinque giorni su sette. Una scelta che inserisce il gruppo automobilistico nel solco già tracciato da altri grandi colossi internazionali, da Amazon a OpenAI fino a JP Morgan, che negli ultimi mesi hanno deciso di richiamare i dipendenti in sede.

La direzione era stata anticipata già lo scorso anno dal presidente John Elkann, in un videomessaggio ai dipendenti inviato dagli Stati Uniti. "È tempo di tornare a lavorare assieme", aveva detto, segnando una discontinuità rispetto all’era Tavares, durante la quale il lavoro da remoto aveva svuotato in modo significativo gli uffici. Ora quelle parole trovano una traduzione operativa nelle indicazioni fornite dal responsabile Stellantis per l’Europa, Emanuele Cappellano, e dall’amministratore delegato Antonio Filosa, che hanno definito una vera e propria road map per il rientro.

 

Il percorso sarà graduale

Il 2026 si aprirà con un limite massimo di due giorni a settimana di lavoro da remoto. Poi, nel corso dell’anno successivo, l’obiettivo è arrivare al rientro completo in presenza, con il 2027 indicato come l’anno del ritorno al 100% in ufficio. Una transizione che, secondo l’azienda, non dovrebbe essere traumatica, anche perché in alcuni reparti - come l’ingegneria - lo smart working era già stato ridimensionato negli ultimi mesi.

Il tema è stato affrontato anche nell’incontro con i sindacati nazionali, in un contesto più ampio che ha toccato dossier delicati, dallo stop al progetto della gigafactory alle ricadute territoriali dopo la maxi-correzione dei conti da 22 miliardi. Sul fronte del lavoro agile, la Fim Cisl ha spiegato che resterà spazio per valutare singoli casi di “oggettiva necessità”, legati soprattutto a problemi di salute, che potranno essere esaminati a livello di singola unità con il coinvolgimento delle Rsa. Una sorta di valvola di flessibilità, ma dentro un quadro che punta chiaramente al ritorno in presenza.

La nuova Palazzina di Mirafiori, che dovrebbe essere pronta tra circa un anno e mezzo, è pensata per ospitare tra le 7 e le 8 mila persone. Ma secondo la Fiom Cgil il problema resta aperto. Il sindacato dei metalmeccanici ha espresso una posizione nettamente critica: Samuele Lodi, responsabile auto della Fiom, ha parlato di una "penalizzazione dei lavoratori" che in questi anni hanno riorganizzato vita privata e lavoro anche in funzione dello smart working.

La Fiom mette in guardia anche su un altro fronte: senza il lavoro agile tra i benefit aziendali, Stellantis rischierebbe di perdere attrattività, soprattutto nei confronti dei profili più giovani. E resta l’incognita logistica. "In questo momento lo spazio non c’è», osserva Gianni Mannori, responsabile Fiom Cgil di Mirafiori, ipotizzando che, in mancanza di soluzioni, si possa finire per ricorrere a rotazioni. "Questi annunci vanno gestiti e non dettati dall’alto", è la critica.

 

Naviga su Automoto.it senza pubblicità
1 euro al mese
Pubblicità