Stellantis, -29% in Borsa. Filosa accusa Tavares: troppa fiducia sull’elettrico e licenziamenti sbagliati

Stellantis, -29% in Borsa. Filosa accusa Tavares: troppa fiducia sull’elettrico e licenziamenti sbagliati
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Il nuovo CEO attribuisce il 75% delle maxi svalutazioni a scelte strategiche sbagliate del passato: sovrastimata la domanda di elettriche, tagliata troppo la struttura tecnica. Ma non sono previsti aumenti di capitale
6 febbraio 2026

Antonio Filosa non usa mezzi termini. Il nuovo CEO di Stellantis ha svelato le ragioni dietro i 22 miliardi di oneri straordinari che hanno portato il gruppo automobilistico a chiudere il secondo semestre 2025 con una perdita monstre di oltre 19 miliardi di euro. Un passivo che, nella giornata di oggi, ha spinto il titolo fino a punte pari a -29,02%. Una tracollo che, secondo Filosa, è riconducibile a una precisa strategia. Una strategia a cui fa capo un nome e un cognome: Carlos Tavares.

"Il 75% dei costi straordinari è legato a ipotesi strategiche che si sono rivelate errate", ha dichiarato Filosa, come riportato dal Corriere della Sera, durante un incontro con giornalisti italiani. Il riferimento è chiaro: la scommessa perdente sull'elettrico del suo predecessore.

L'errore sull'elettrico

Tavares aveva pianificato un futuro elettrico aggressivo: solo veicoli a batteria nel 2030 in Europa e il 50% negli Stati Uniti. Una visione che Filosa definisce frutto di un "ottimismo eccessivo riguardo all'adozione dell'elettrico in Europa e soprattutto negli Stati Uniti".

Ma non è tutto. Il restante 25% degli oneri straordinari deriva da altre scelte discutibili: tagli eccessivi ai costi che hanno portato al licenziamento di migliaia di ingegneri, minando la capacità produttiva del gruppo.

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Carlos Tavares, l'ex CEO di Stellantis, sostituito da Antonio Filosa
Carlos Tavares, l'ex CEO di Stellantis, sostituito da Antonio Filosa

I primi segnali di ripresa

Nonostante il crollo in Borsa, dopo l'annuncio dei risultati, Filosa si dice fiducioso. I numeri, secondo lui, stanno già migliorando:

  • +11% di consegne nel secondo semestre 2025
  • +39% negli Stati Uniti nello stesso periodo
  • +150% di portafoglio ordini in Nord America rispetto al 2024
  • +24% di ordini in Europa nel quarto trimestre

"Il reset strategico ci porterà a rimettere il cliente al centro", ha promesso il CEO, facendo riferimento al lancio di modelli come la Fiat Grande Panda e le nuove Citroën EC3 e C5 Cross.

Nessun aumento di capitale in vista

La domanda che preoccupa investitori e mercati è: Stellantis dovrà ricorrere a un aumento di capitale per rinforzare i conti dopo questa batosta?

La risposta di Filosa è netta: "Il nostro bilancio è molto solido, con una liquidità di 46 miliardi". Il CFO Joao Laranjo ha escluso categoricamente questa necessità, annunciando invece l'emissione di bond ibridi per 5 miliardi nei prossimi anni.

Il nodo delle fabbriche

Resta aperto il tema della sovraccapacità produttiva: Stellantis ha troppi stabilimenti rispetto alle auto che vende. Gli analisti di Citi hanno suggerito la chiusura di alcune fabbriche in USA ed Europa.

Filosa ha rimandato i dettagli alla presentazione del piano industriale del 21 maggio, ma ha anticipato investimenti massicci: 13 miliardi di dollari negli Stati Uniti nei prossimi 4 anni per lanciare cinque nuovi prodotti.

L'obiettivo è chiaro: aumentare le vendite per saturare gli impianti esistenti, evitando chiusure dolorose.

La sfida dell'Europa

Per il Vecchio Continente, il piano è ancora in fase di definizione e dipenderà dall'evoluzione della regolamentazione sulle emissioni, specialmente per i veicoli commerciali.

Con la cancellazione del dividendo 2026 e una perdita record alle spalle, Stellantis si trova a un bivio. Filosa promette una svolta, ma dovrà dimostrare sul campo che il "reset strategico" non è solo uno slogan, ma una realtà capace di riportare il gruppo sulla strada della crescita.

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