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Antonio Filosa non usa mezzi termini. Il nuovo CEO di Stellantis ha svelato le ragioni dietro i 22 miliardi di oneri straordinari che hanno portato il gruppo automobilistico a chiudere il secondo semestre 2025 con una perdita monstre di oltre 19 miliardi di euro. Un passivo che, nella giornata di oggi, ha spinto il titolo fino a punte pari a -29,02%. Una tracollo che, secondo Filosa, è riconducibile a una precisa strategia. Una strategia a cui fa capo un nome e un cognome: Carlos Tavares.
"Il 75% dei costi straordinari è legato a ipotesi strategiche che si sono rivelate errate", ha dichiarato Filosa, come riportato dal Corriere della Sera, durante un incontro con giornalisti italiani. Il riferimento è chiaro: la scommessa perdente sull'elettrico del suo predecessore.
Tavares aveva pianificato un futuro elettrico aggressivo: solo veicoli a batteria nel 2030 in Europa e il 50% negli Stati Uniti. Una visione che Filosa definisce frutto di un "ottimismo eccessivo riguardo all'adozione dell'elettrico in Europa e soprattutto negli Stati Uniti".
Ma non è tutto. Il restante 25% degli oneri straordinari deriva da altre scelte discutibili: tagli eccessivi ai costi che hanno portato al licenziamento di migliaia di ingegneri, minando la capacità produttiva del gruppo.
Nonostante il crollo in Borsa, dopo l'annuncio dei risultati, Filosa si dice fiducioso. I numeri, secondo lui, stanno già migliorando:
"Il reset strategico ci porterà a rimettere il cliente al centro", ha promesso il CEO, facendo riferimento al lancio di modelli come la Fiat Grande Panda e le nuove Citroën EC3 e C5 Cross.
La domanda che preoccupa investitori e mercati è: Stellantis dovrà ricorrere a un aumento di capitale per rinforzare i conti dopo questa batosta?
La risposta di Filosa è netta: "Il nostro bilancio è molto solido, con una liquidità di 46 miliardi". Il CFO Joao Laranjo ha escluso categoricamente questa necessità, annunciando invece l'emissione di bond ibridi per 5 miliardi nei prossimi anni.
Resta aperto il tema della sovraccapacità produttiva: Stellantis ha troppi stabilimenti rispetto alle auto che vende. Gli analisti di Citi hanno suggerito la chiusura di alcune fabbriche in USA ed Europa.
Filosa ha rimandato i dettagli alla presentazione del piano industriale del 21 maggio, ma ha anticipato investimenti massicci: 13 miliardi di dollari negli Stati Uniti nei prossimi 4 anni per lanciare cinque nuovi prodotti.
L'obiettivo è chiaro: aumentare le vendite per saturare gli impianti esistenti, evitando chiusure dolorose.
Per il Vecchio Continente, il piano è ancora in fase di definizione e dipenderà dall'evoluzione della regolamentazione sulle emissioni, specialmente per i veicoli commerciali.
Con la cancellazione del dividendo 2026 e una perdita record alle spalle, Stellantis si trova a un bivio. Filosa promette una svolta, ma dovrà dimostrare sul campo che il "reset strategico" non è solo uno slogan, ma una realtà capace di riportare il gruppo sulla strada della crescita.