La poco diffusa familiare italiana di lusso degli anni Ottanta, un’icona che non era troppo esasperata tecnicamente, ma usava motori di buon livello permettendosi di non sfigurare in ruoli istituzionali e oggi regala sguardi interessati, da chi abbia una certa età con nostalgia di motorismo solido nostrano. Stile serioso, un po’ pesante già al tempo e guida non certo leggera, anzi, ma le dotazioni e le finiture erano molto buone. Se si trova in buone condizioni, o la si riesce a ricondizionare, vale per un appassionato italiano anche più di quanto costi mediamente oggi.
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Esisteva anche turbo diesel o 3.0 V6, ma la più classica rimane la 2.0 i.e., magari turbo. Tante le varianti susseguitesi nel tempo, non tutte ugualmente affidabili e di medesimo consumo (parecchio diversi i sistemi di alimentazione a iniezione, occorre masticarne un po’ per scegliere bene) pur se le potenze si rassomigliavano.
Oggi interessante e identificativa, la Lancia Thema Station Wagon è una vettura abbastanza rara e apprezzabile sul fronte dell’usato più di quanto rispecchino le quotazioni, molto varie e capaci di oscillare ampiamente in funzione dello stato vettura. Il consiglio è documentarsi, sapendo che si può spendere davvero poco per l’auto dei “capi” degli anni Ottanta, gestibile da tutti per le manutenzioni trovando però le ore e i pezzi originali.
Debutta nel 1986 due anni dopo la sorella berlina che sostituiva la datata Lancia Gamma con buon successo, la Lancia Thema Station Wagon. Prodotta a Torino condivideva alcune soluzioni con la Croma e la Alfa Romeo 164, ma era tutta Lancia per stile e sensazioni. Restyling nel 1988 e 1992. Tra le versioni dedicate ai potenti parecchie carrozzate con blindatura. Cede il posto alla Lancia K nel 1994.